Il Crazy Horse a Milano.

deborah-lettieriDal 2 al 12 luglio le ballerine del Crazy Horse di Parigi si esibiranno al Teatro Nuovo di Milano nello spettacolo ‘Forever Crazy’ con una selezione dei numeri più famosi del repertorio.
In scena ci sarà anche Gloria di Parma, nome di scena di Deborah Lettieri, l’unica italiana del cast delle ‘crazy girl’ – così vengono soprannominate le ballerine – dopo la mitica Rosa Fumetto, icona dello strip negli anni Settanta. Capelli neri a caschetto, zigomi scolpiti, taglio d’occhi orientaleggiante, turbò il sonno degli italiani, alla stregua delle incontrastate regine della commedia sexy, come Edwige Fenech, Nadia Cassini, Gloria Guida. Nonostante fosse torinese doc, Rosa Fumetto, all’anagrafe Patrizia Novarini, parlava con un irresistibile accento francese ed aveva un lato B che per certi versi aveva lo stesso irresistibile accento.

Deborah Lettieri, nata nel 1983 sotto il segno del Leone, parmigiana doc, fisico all’altezza del ruolo racconta con un pizzico di rammarico che “per riuscire a fare della mia passione anche la mia vita sono dovuta andare in Francia”, perché l’Italia, vista da Parigi, “rimane il Paese più bello del mondo, ma dal punto di vista occupazionale, offre sempre meno opportunità. In campo artistico, poi, è davvero molto difficile trovare un impiego che ti consenta di vivere”.

Doborah, alias Gloria di Parma, si è avvicinata alla danza da bambina. Classica e moderna, contestualmente agli studi commerciali, la danza l’ha anche insegnata, ha fatto mille lavoretti saltuari, tra i quali anche la figurante al Regio nella stagione della lirica. Parla tre lingue e ha studiato anche a New York con Jana Hicks e Marijke Eliasberg, le coreografe del “The next stage project”. Poi, su consiglio della sua insegnante italiana, Manuela Sirocchi e di Willy Laury, ballerino parigino della compagnia americana di Alvin Ailey, decide di inviare curriculum e foto al Crazy Horse di Parigi.
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“A dire la verità sulle prime ero un po’ titubante, perché si tratta di uno spettacolo di nudo e mai avrei pensato di avvicinarmi a questo genere. Pregiudizi e remore, però, si sono dissolti quando ho assistito allo show dal vivo. La mia insegnante aveva ragione, è stato amore a prima vista. Lo spettacolo è assolutamente unico, va visto: è talmente tante cose insieme che è perfino difficile spiegare che cos’è”.
Così il 5 aprile 2012 “Gloria di Parma” debutta nella rivista più celebre del mondo, ma la “maglia” da titolare, con una metafora sportiva, l’ha conquistato solo dopo qualche mese. Contratto blindato e posto fisso: danza a parte, è il sogno di ogni ragazza italiana. “Da noi opportunità simili non esistono nel mondo dell’arte. C’è una cultura diversa. Ancora oggi, quando racconto che faccio la ballerina mi sento rispondere: sì, d’accordo, ma che lavoro fai?”. “Per fare questo spettacolo a 18-20 anni devi avere un particolare talento, non basta essere brave e belle, bisogna essere donne nella pienezza del termine, saper esprimere quel mix di malizia e sensualità”.

Il burlesque sta ottenendo un buon successo anche in Italia, ma nel nostro Paese non esiste un Crazy Horse.

E così per ‘Forever Crazy’ – a Milano verrà ricostruito il palco e la sala del Crazy Horse di Parigi così come sono nella capitale francese.
Di Philippe Decouflè e di altri storici coerografi i balli  tra i quali spicca ‘God save our bareskin’, che in origine fu coreografato da un tenente dell’esercito britannico e che apre gli show dal 1989.
Tutti si caratterizzano per le proiezioni di luci colorate e i motivi geometrici che vestono e ‘scaldano’ i corpi delle ballerine.

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