La macchina del tempo oltre ‘Le mura’

Dopo la vittoria del “Senza Filo Contest” al Cantiere san Bernardo di Pisa e la partecipazione al Marea Festival di Fucecchio (FI), insieme ad artisti del calibro di Vinicio Capossela e Earth Wind&Fire, tornano a Roma sul palco de “Le Mura” i Madaus con il loro “La macchina del tempo”.

Erman IzziLa band di Volterra, che sta riscuotendo un grande successo di critica e pubblico, presenterà le canzoni del suo concept album dedicato al tempo, alle mille nature del suo scorrere e ai molteplici effetti del suo arrestarsi.

Madaus è un progetto artistico nato dall’incontro di tre musicisti che lavorano all’Accademia della Musica di Volterra: Aurora Pacchi alla voce, Antonella Gualandri al piano, David Dainelli al basso, accompagnati alla batteria da Gianni Apicella.

Volterra, luogo di nascita del gruppo, è una città segnata dalla presenza di un ex-manicomio e Madaus, è l’italianizzazione del termine inglese “madhouse”, manicomio.

A Volterra però c’è anche un importante carcere che, insieme all’ ex manicomio, ha influenzato fin dall’inizio la creatività del gruppo e le sue composizioni.

È il caso di brani come “La macchina del tempo”, “Il profumo della notte” e “Io non so”.

Tecnicamente il loro concerto si caratterizza per il ritorno al suono D.o.P. , pulito, reale senza aggiunta di componenti elettroniche e digitali ma anche per l’uso, in alcuni brani, di strumenti particolari come la “batarra”, (due corde di chitarra e due di basso) o il microfono di alabastro che funziona con i meccanismi tipici dei microfoni a carbone del primo ‘900.

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