La metamorfosi del male.

“La metamorfosi del male” è il nuovo film del regista americano William Brent Bell (“Stay Alive” e “L’altra faccia del diavolo – Devil Inside”).

D15_2638“Centinaia di anni fa – afferma William Brent Bell -, se capitava di vedere un uomo che versava in condizioni fisiche particolari, pieno di peli o con altre caratteristiche che lo facevano somigliare ad un lupo mannaro, allora quell’individuo era un lupo mannaro. Oggi invece sappiamo benissimo che se un uomo è coperto di peli, c’è una spiegazione scientifica. (…)abbiamo voluto riportare sullo schermo un ragazzo che impazzisce e che ricorda un personaggio di cinquecento anni fa; allora tutti, anche a distanza di centinaia di anni, lo avrebbero di nuovo additato come un mostro. Ecco che il lupo mannaro torna ad esistere”.

D08_1284Una delle leggende classiche dell’orrore rivisitata in chiave moderna e resa quanto mai verosimile, “La metamorfosi del male” vede come protagonisti Aj Cook, Brian Scott O’connorr, Sebastian Roché, Simon Quarterman e Vik Sahay

La famiglia Porter, in vacanza nella Francia rurale, viene brutalmente uccisa. Dopo le prime ipotesi di un attacco animale, viene accusato della strage Talan Gwynek, un uomo dall’aspetto rozzo che vive proprio nei pressi della scena del crimine. L’avvocato Kate Moore, giovane americana che vive in Francia insieme alla sua équipe, viene chiamata a difenderlo e, convinta della sua innocenza, decide di adottare un approccio scientifico per dimostrare l’incapacità fisica dell’uomo di procurare danni ad altre persone. D15_2876Attraverso la testimonianza della madre di Talan, infatti, Kate scopre che l’uomo soffre di una particolare malattia genetica ereditaria che lo ha reso sin da piccolo lo zimbello del vicinato. Scavando nell’enigmatica storia familiare di Talan, Kate e la sua squadra riportano alla luce una sorprendente leggenda. Ne deriverà un bagno di sangue e Kate dovrà fare tutto quanto in suo potere per sopravvivere ed evitare che il caos, il terrore e la morte si diffondano.

Com’è nata l’idea di “La metamorfosi del male”?
William Brent Bell: Lavorando ad un altro film, io e Matt avevamo trovato dei filmati riguardanti un esorcismo, di quelli che si basano su fatti realmente accaduti. Così, abbiamo deciso di prendere spunto da altri miti dell’orrore, cercando il modo di farli apparire più vicini possibile alla realtà. Abbiamo considerato tutti i grandi personaggi del mondo dell’orrore e abbiamo scelto poi di raccontare la storia di un lupo mannaro, partendo da una sorta di storia mitologica, una storia da cui tutto aveva avuto inizio.
Matthew Peterman (sceneggiatore): io e Brent siamo sempre stati interessati a reinventare le leggende classiche dell’orrore. In particolare la leggenda del lupo mannaro era stata sempre trattata allo stesso modo, così ci siamo concentrati su nuove ricerche e abbiamo individuato un nuovo approccio alla storia.
Morris Paulson (produttore: L’unicità di questo approccio sta nel fatto di essere riusciti a scomporre la leggenda del lupo mannaro per eliminare alcuni degli aspetti più fantastici che erano stati sviluppati attorno a questo personaggio, per poi ricostruirlo in un modo molto particolare, originale.

In che modo il film rispecchia il mito classico del lupo mannaro?
Matthew: Beh, per alcuni aspetti segue la tradizionale leggenda, per altri no. Spesso quando pensiamo al lupo mannaro pensiamo all’aspetto soprannaturale, a persone che si trasformano e ululano alla luce della luna piena. Quello che invece abbiamo provato a fare noi è stato basarci di più sulla scienza e sulle condizioni fisiche analizzate da un punto di vista clinico. Facendo ricerche sulla licantropia, abbiamo scoperto che centinaia di anni fa c’erano alcune persone con particolari condizioni di salute che avrebbero fatto nascere la leggenda del lupo mannaro. Il film è basato molto più sulla scienza che sul soprannaturale.
Morris: E averlo approfondito in termini di anomalia genetica intensifica il realismo e l’autenticità della storia, rendendola ancora più terrificante.

Lo stile di ripresa di questo film è veramente unico. Ce ne può parlare?
William Brent Bell: L’ultimo film che abbiamo fatto è stato un docu/film d’archivio. Ogni volta che vedevi la telecamera si trattava in effetti una telecamera diegetica. C’era qualcuno dietro l’obiettivo. Ed è allo stesso modo che abbiamo voluto dare inizio a questo film, per i primi dieci minuti circa, per poi passare ad uno stile cinematografico più narrativo. In questo film ci sono le telecamere dei veicoli della polizia, telecamere SWAT posizionate sulle armi o sui caschi, molte telecamere di sorveglianza ed è proprio questo che ci aiuta a trasmettere alla storia un senso genuino di realtà. Allo stesso tempo, volevamo elevare la qualità visiva del film, stilizzare l’illuminazione e quindi il lavoro della telecamera è come se fosse stato tutto fatto a mano.

Quali sono state le difficoltà nelle riprese?
William Brent Bell: Credo la difficoltà maggiore sia stata quella di passare finalmente alle riprese esterne. Di regola non si lasciano alla fine della produzione, ma a volte è necessario, e così abbiamo aspettato la fine per iniziare a girarle. Il clima, perfetto durante la fase di pre-produzione e di riprese all’interno, quando ci siamo trasferiti nella location esterna della foresta è peggiorato moltissimo. Siamo stati lì per circa nove giorni. Nove giorni di riprese esterne di notte, nella pioggia, nel fango, uno strazio. Non sto scherzando.

Cosa pensa renda attraente per il pubblico la leggenda del lupo mannaro?
William Brent Bell: Non saprei spiegarlo. Se guardiamo alla mitologia del lupo mannaro, ci accorgiamo che si tratta sempre di un ragazzo che si trasforma in un lupo ululando alla luna piena. Funzionava molto bene per noi sapere che la figura del lupo mannaro fosse stata generata da una convinzione popolare di molti anni fa. Centinaia di anni fa, se le persone vedevano un uomo che versava in condizioni fisiche particolari e che lo facevano somigliare ad un lupo mannaro, allora quell’individuo era un lupo mannaro. Invece noi oggi sappiamo che se un uomo è coperto di peli, c’è una spiegazione scientifica. Sai, la porfiria è una rara malattia genetica a causa della quale il corpo è ricoperto di peli per tutta la vita. Di conseguenza, abbiamo pensato che se noi avessimo riportato sullo schermo un ragazzo che impazzisce e che ricorda un personaggio di cinquecento anni fa, allora la gente lo avrebbe di nuovo additato come un mostro. Ecco che il lupo mannaro torna ad esistere, proprio come all’epoca in cui nacque la leggenda, proprio come 500 anni fa. Noi conosciamo un ragazzo che ha quelle sembianze e che sembra bloccato a metà trasformazione, si chiama Brian O’Connor ed è proprio il suo aspetto a renderlo perfetto per il film.

Che ne pensate di un seguito di “la metamorfosi del male”?
Matthew: La storia si presta perfettamente ad un seguito anche se non ci abbiamo ancora pensato bene. Abbiamo tempo per prendere questo tipo di decisione, considerando che non abbiamo ancora finito il primo. Ma certamente abbiamo creato così tanti personaggi e leggende in questo film che in seguito potrebbero essere approfonditi ulteriormente.

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