I superFlop del 2014.

Anche il fantastico anno che si appresta rapidamente a concludere, ci ha regalato delle gemme rare nel panorama dei flop cinematografici. Meteore autoriali (e non), hanno perso da subito il favore del pubblico. Altra cosa quello della critica. Ma se è vero che il cinema è un’industria (all’università si credeva il contrario), facciamo due conti.

Iniziamo con il thriller interpretato da Johnny Depp: “Transcendence”. Il film diretto dal direttore della fotografia Wally Pfister, premio Oscar per “Inception” di Christopher Nolan, con i suoi 83 milioni di dollari di incasso globale, non ha raggiunto il budget di 100.

“Storia d’inverno” invece è stato il debutto sfortunatissimo di Akiva Goldsman. Non è riuscito ad affascinare il pubblico. La pellicola ha incassato 31 milioni di dollari globalmente, a fronte di un budget di 60 milioni.

“The legend of Hercules” diretto da Renny Harlin, con il mastrolindo Kellan Lutz, ci riporta nell’antica Grecia. 61 milioni di dollari, contro un budget di 70. La perdita in questo caso non è stata eccezionale, ma il successo è un’altra storia.

eva-green-sin“Sin City 3D – Una donna per cui uccidere”. I risultati del secondo capitolo di uno dei cult più cult degli ultimi anni, sono stati a dir poco tragici. La pellicola diretta da Robert Rodriguez e Frank Miller ha incassato 40 milioni in tutto il mondo, a fronte dei circa 65 milioni di dollari. A nulla è servita la bellissima Eva Green.

Kenneth Branagh invece ha diretto e interpretato l’action-thriller “Jack Ryan – L’iniziazione”, con il celebre personaggio dei romanzi uscito fuori dalla penna dello scrittore Tom Clancy. Quello per intenderci di “Caccia a Ottobre Rosso”, “Al vertice della tensione”, etc… La pellicola ha incassato 135 milioni di dollari, bella cifra, ma non copre neanche i costi di marketing spesi dalla produzione.

Neanche il buon vecchio Arnold si è salvato. Il ritorno in sala di Schwarzenegger con “Sabotage” è stato a dir poco amaro. Stroncato dalla critica e con in incasso di metà del budget.

Primo di questa ipotetica classifica sembra essere il disastro totale de “Il magico mondo di Oz”. Il sequel animato di una delle fiabe più famose e amate al mondo ha avuto dei costi esorbitanti di ben 70 milioni di dollari, ma ne ha guadagnati miseramente solo 9. Fautori dell’impresa i registi Will Finn e Dan St. Pierre (anni fa nella scuderia Disney).

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