C’era una volta Birdman.


Birdman, conosciuto anche col nome di The Unexpected Virtue of Ignorance (Le imprevedibili virtù dell’ignoranza), è la nuova black comedy scritta, diretta e co-prodotta da Alejandro González Iñárritu e interpretato da Michael Keaton, Emma Stone e Ed Norton.

Birdman9Il film che ha aperto la 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia parla di un attore, conosciuto per aver interpretato un famoso supereroe, che lotta per portare in scena uno spettacolo a Broadway. L’attore ormai decaduto (Michael Keaton) decide di tornare a calcare le scene ripartendo dal palco più famoso di New York. Cercherà di portare in scena un suo adattamento di Raymond Carver tra i dubbi di sua figlia (Emma Stone) e l’ostilità del crudele critico teatrale del New York Times.

Dopo l’angoscia di Biutiful, il regista messicano si mette alla prova con la commedia amara, in alcuni tratti nera. Un attore amato e il suo ego, questo è il tema principale. Inarritu per testimoniare l’angoscia e la ricerca del protagonista opta per un uso sconfinato del piano sequenza e di un montaggio senza tagli. La storia (o incubo) sembrerà un’unica carrellata. L’interpretazione sarà quindi senza interruzione. Come in una pièce teatrale. Entrando e uscendo continuamente dal teatro.

birdmanLe citazioni del film vanno verso i grandi: Omicidio in diretta di Brian de Palma, ma soprattutto il cinema di Robert Altman.

Il confronto ad Altman è inevitabile: piani sequenza, adattamento da Carver (vedi America Oggi), la critica al mondo dello spettacolo (Nashville, Radio America). Vediamo tra le righe una critica sottile al mondo del franchise dei supereroi e all’industria hollywoodiana ormai piegata a questo. Michael Keaton non per nulla è stato uno dei più famosi Batman al cinema. La scelta per lui non è stata casuale. Ci troviamo quindi di fronte a un cinema autoriflessivo.

Chissà se farà incetta di Oscar tra qualche settimana? Intanto ce lo gidiamo al cinema.

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