La Traviata à Paris, al cinema.

Al cinema solo martedì 17 febbraio l’Opera lirica d’autore “La Traviata à Paris” diretta da Patroni Griffi, con la direzione alla fotografia di Vittorio Storaro, allestita in 4 ambientazioni diverse nella città di Parigi.

Violetta e Alfredo - 03“La Traviata à Paris” è stata trasmessa nel 2000 in diretta televisiva Rai in 125 paesi, e ha vinto i più prestigiosi premi internazionali, unanimemente considerata “un’eccezionale e titanica impresa artistica e tecnica”. Ora torna in una nuova e differente versione completamente inedita per il cinema, grazie all’attenta color correction di Vittorio Storaro, alla rimasterizzazione in HD ed a un remix audio. Queste lavorazioni guidate dal produttore Andrea Andermann hanno reso l’opera un cult da non perdere.

La struggente storia d’amore tra Violetta Valery e Alfredo Germont, in questa straordinaria versione prodotta da Andrea Andermann per la regia di Giuseppe Patroni Griffi, viene ripresa a Parigi, nei luoghi della vicenda. La casa di Violetta, dove avviene la festa in cui la cortigiana scopre l’amore di Alfredo per lei, è ambientata nei saloni dell’Ambasciata italiana a Parigi; il ritiro in campagna in cui Violetta e Alfredo vivono insieme, è invece il villaggio voluto da Maria Antonietta nel parco di Versailles, mentre il Petit Palais è la casa di Flora dove è ambientato il ricevimento in cui Alfredo apprende che Violetta è tornata alla vita che conduceva prima del loro incontro, mantenuta dal barone Douphol. La dimora in cui vive malata Violetta è invece un piccolo appartamento sull’Ile Saint-Louis.

È il maestro Zubin Mehta a dirigere l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, mentre dà voce a Violetta Valéry Eteri Gvazava e Josè Cura è l’amato Alfredo Germont, ostacolato dal padre Giorgio Germont, qui Rolando Panerai. Autore di una stupefacente cinematografia è Vittorio Storaro.

Violetta - 04Definita da Le Monde “un’eccezionale impresa artistica e tecnica” e dal The San Francisco Chronicle “una Traviata viva, autentica che vi toccherà il cuore profondamente. Non perdetela”, La Traviata à Paris ha visto la luce grazie ad un apparato tecnologico avanzato quant’altri mai, con un gran numero di mezzi di ripresa sofisticatissimi, approntato da Rada Film e dalla RAI per realizzare la complessa produzione dell’opera diretta da Giuseppe Patroni Griffi.

I quattro affascinanti luoghi spettacolari in cui è ambientata l’azione e un quinto, la Salle Wagram, per l’orchestra, sono distanti uno dall’altro diversi chilometri, ed hanno richiesto l’impiego di un impianto composto da centinaia di congegni elettronici efficienti e sicuri, che hanno garantito un risultato impeccabile.

L’azione è stata spostata nel giugno 1900, in coincidenza con l’Expo Universale di quell’anno. Il film inizia con una rarissima sequenza dei Fratelli Lumière girata in quell’occasione.

Alfredo - 08La Traviata à Paris ha vinto 4 Emmy ed altri prestigiosi premi internazionali.

I quattro momenti dell’opera

L’ Hotel Particulier di Violetta. (Hôtel Boisgelin, sede dell’Ambasciata d’Italia a Parigi)

Durante il lussuoso ricevimento da lei offerto, la famosa mondana parigina Violetta Valery, amante del barone Douphol, confida all’amica Flora Bervoix che ormai soltanto quando si abbandona alla sfrenatezza delle feste riesce a lenire in qualche modo il dolore del suo terribile male. Presentatole da Gastone, Visconte di Letorières, il giovane Alfredo Germont brinda alla sua bellezza e la invita a ballare. Dopo pochi passi però, Violetta è assalita da un malessere insistente e deve interrompere il ballo. Alfredo le rimane accanto e non resiste all’impulso di dichiararle che è perdutamente innamorato di lei. La risposta di Violetta è il dono del suo fiore preferito, una camelia, con la promessa di rivederlo quando sarà appassito. Poco dopo, quando la festa finisce e tutti vanno via, lei riflette sull’incontro e avverte che per la prima volta anche in lei è sbocciato il vero amore.

La casa di campagna. (Hameau de la Reine a Versailles)

Alfredo e Violetta trascorrono felicemente le loro giornate in una villa fuori Parigi, ma casualmente lui viene a sapere dalla cameriera Annina che Violetta è in gravi ristrettezze finanziarie, tanto che per pagare le spese del loro soggiorno ha dovuto vendere i suoi gioielli. Alfredo torna immediatamente in città per procurarsi del denaro, ma, mentre lui è assente, suo padre Giorgio Germont si fa ricevere da Violetta e le chiede bruscamente di troncare la relazione con il figlio, che rischia di essere rovinato. Lei reagisce duramente, dimostrando d’aver venduto i propri gioielli pur di non farsi dare denaro da Alfredo. Pur convinto dalle parole di Violetta, Germont insiste però nel pregarla di rinunciare ad Alfredo perché la loro relazione, considerata scandalosa, minaccia di far rompere il fidanzamento di sua figlia. Violetta è sconcertata, soffre, lotta con se stessa e alla fine accetta e si dice disposta a sacrificare la propria felicità per il bene della famiglia, suscitando la commossa gratitudine di Germont. Alfredo torna in villa e Violetta parte: quando lui, che è all’oscuro di quanto è avvenuto in sua assenza, viene a sapere che è andata a Parigi su invito di Flora, è subito scosso dalla gelosia. Il padre tenta invano di consolarlo.

La Festa di Flora. (Il Petit Palais)

Gran festa in casa di Flora. Fa il suo ingresso Violetta, accompagnata dal barone Douphol, mentre Alfredo è al tavolo da gioco. Lui finge di non accorgersi della sua presenza, ma lei, temendo che il barone lo provochi per poterlo sfidare a duello, lo supplica di andarsene. Alfredo replica che lo farà soltanto se andranno via insieme e lei, pensando di convincerlo, gli rivela d’aver giurato al barone di non vederlo mai più. Alfredo furibondo afferra il denaro vinto al gioco e glielo getta contro. Proprio in quel momento giunge il padre, che lo rimprovera aspramente, senza però confessargli l’episodio avvenuto precedentemente nella villa.

L’ultima dimora di Violetta. (Sull’Ile St. Louis)

La tisi che divora Violetta sta ormai per vincere ogni sua resistenza. Mentre giace a letto riceve una lettera di Giorgio Germont, che le comunica d’aver rivelato la verità sul loro colloquio ad Alfredo, il quale sta per raggiungerla. Lei piange di felicità, ma teme che lui non arrivi in tempo. Finalmente Alfredo arriva e i due innamorati si gettano l’uno nelle braccia dell’altro. Sopraggiunge anche Germont, ormai affezionato a lei come ad una figlia. Ma il tempo è finito: Violetta spira abbracciata al suo grande amore.

Condividi questo articolo!

I commenti sono chiusi