Un Orso d’oro per Wim Wenders.

La Berlinale celebra con il premio alla carriera Wim Wenders. “Una figura poliedrica di regista, fotografo e autore che continua a ispirare altri registi”, ha osservato il direttore del Festival, Dieter Kosslick, aggiungendo: “Con questo premio rendiamo omaggio a uno dei più importanti autori contemporanei”.

imageWim Wenders è considerato uno dei registi più influenti del Nuovo cinema tedesco, ha realizzato oltre 50 film e tra pochi giorni sarà a Hollywood per cercare di portare a casa l’Oscar. Tuttavia, ammette di avere ancora un sogno da realizzare: fare una commedia. “Quando sogno mi capita di pensare a cose che non ho fatto – ha confessato il regista, che ha ricevuto l’Orso d’oro alla carriera – e una di queste, perché non ho avuto il coraggio e perché non credo di esserne in grado, è la commedia”. “Per me è un sogno, perché non so se riuscirò mai a realizzarlo”, ha aggiunto Wenders che ad agosto compirà 70 anni

Sin dal suo esordio con ‘Estate in città’ (1970) e con il successivo ‘La paura del portiere prima del calcio di rigore’ del 1972, Wenders ha rotto molte convenzioni del cinema anni Settanta. Tuttavia, per l’ormai veterano regista nato a Düsseldorf la svolta decisiva è arrivata con il suo quarto lungometraggio, ‘Alice nella città’: “Non ho seguito alcun modello. Con questo film sono diventato un vero regista”.

imageDurante la retrospettiva che il Festival ha dedicato a Wenders in questi giorni sono stati proiettati film come ‘Paris, Texas’, la versione completa di ‘Fino alla fine del mondo’, ‘Il cielo sopra Berlino’, il documentario ‘Tokyo-Ga’ e ‘Pina’, omaggio alla coreografa Pina Bausch con il quale nel 2012 ha ricevuto una nomination agli Oscar. Questo documentario è stata la prima incursione di Wenders nel formato tridimensionale, al quale è tornato quest’anno con il film ‘Everythig will be fine’, presentato fuori concorso alla Berlinale.

Interpretato da James Franco e Charlotte Gainsbourg, un dramma fiabesco sul senso di colpa e il perdono che ha ricevuto recensioni contrastanti. “Con il 3D cerco di avvicinarmi il più possibile al modo in cui vedono i nostri occhi, imitandoli con due telecamere”, ha detto Wenders che si è detto felice di essere stato in grado di mostrare fuori concorso questo nuovo lavoro.

“E ‘stato un buon modo di collegare passato e presente”, ha detto il regista aggiungendo: “E per dire che questo è un premio per una carriera in corso, non finita”.

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