Paolo Cevoli, un patacca al fronte.

Dal 2 aprile Paolo Cevoli diventa un ‘Soldato semplice’ in un film scritto, diretto e interpretato dallo stesso comico di Zelig, insieme a Antonio Orefice, Luca Lionello, Massimo De Lorenzo, Matteo Cremon, Nicola Adobati, Beppe Salmetti, Giuseppe Spata, Paola Lavini, Toomas Kaldaru, Massimo Fanelli e con l’amichevole partecipazione di Silvana Bosi ed Ernesto Mahieux.

Il film, che inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi ‘Sursum corda”, è distribuito dalla Koch Media ed è ambientato nel pieno della prima guerra Mondiale: nel 1917. Gino Montanari è un maestro elementare romagnolo, ateo, anti-interventista e donnaiolo. A causa delle sue idee ed i comportamenti libertini, viene costretto dal preside ad arruolarsi volontario nonostante che Gino abbia da tempo superato l’età della leva obbligatoria.

DSC09023Arrivato al fronte viene destinato ad un piccolo avamposto in Valtellina come eliografista per trasmettere segnali morse con la luce del sole. Gino non ha nessuna esperienza di montagna e di vita militare; i primi incontri con i suoi compagni e con il Tenente Mazzoleni sono all’insegna delle vessazioni e delle prese in giro.

La guerra passa in secondo piano e lascia il ruolo da protagonista ad un intreccio di vite umane che mettono in scena le differenze e tipicità dell’Italia di quegli anni. Il protagonista si trova a convivere con ragazzi che provengono da tutte le parti d’Italia tra cui Aniello Pasquale, un ragazzo del ‘99 di Capri, analfabeta, che gli farà da assistente. Aniello è un ragazzo sveglio che a Capri si industria con mille lavoretti. È aperto e curioso verso tutta la realtà; i suoi principi morali, imparati dal parroco di Capri e dalla madre molto religiosa, sono semplici: DSC09020Dio, Patria e Famiglia. Aniello si lega subito a Gino anche perché come volontario, lo considera un eroe. Nel loro viaggio verso la postazione di vedetta e durante gli accampamenti notturni, i due imparano a conoscersi; Gino ateo e convinto che il matrimonio sia la tomba dell’amore, Aniello molto credente sia nei confronti della religione che dell’amore. Dall’altra parte della valle sempre lo stesso messaggio che “echeggia”, attraverso il codice morse dei segnali luminosi: “Sursum Corda!” (in alto i cuori), messaggio che segnerà i destini dei protagonisti. La guerra, la montagna, il nemico ma soprattutto l’incontro con Aniello, cambieranno la vita di Gino.

“Raccontare cose ‘serie’ e positive facendo ridere. Questa è la mia passione e la mia caratteristica – afferma il regista alla presentazione stampa a Roma -. Da questo è nata l’idea di Soldato Semplice, una commedia ambientata nella prima guerra mondiale”.

“La vicenda – continua Paolo Cevoli – inizia e finisce a Capri, da dove proviene Aniello, un ragazzo del ’99, e si svolge in Alta Valtellina, e questo mette in risalto il carattere epico della guerra di montagna, dove il nemico, oltre agli austriaci, era soprattutto il freddo, la fame e la malattia. Il personaggio principale del film, il maestro elementare Gino Montanari, è una tipica figura romagnola: il patacca. Ironico, vitale e fanfarone. Trovandosi in una situazione drammatica sarà costretto a dare il meglio di sé. Assieme a Gino ci saranno altri soldati con la loro forte connotazione regionale e di temperamento: lo scugnizzo napoletano, il tenente cattivo, il “mona” veneto, gli alpini bergamaschi incomprensibili a tutti con il loro dialetto stretto. Facce autentiche, parlate e inflessioni dalle parti più diverse d’Italia inseriti in un contesto narrativo drammatico. La storia, con sviluppo classico e lineare, è al centro del film, non una semplice cornice o un pretesto per sviluppare gag e battute”.

“Raccontare l’Italia dei nostri nonni – afferma il comico di Riccione -, i loro atti di eroismo, l’ironia e la voglia di vivere dei nostri soldati ed alpini, vuole essere una celebrazione, in un modo leggero e non retorico, del centenario della grande guerra. Sperando che i valori, l’umanità ed il coraggio degli italiani di cento anni fa, riusciranno a farci sorridere e riflettere sulla nostra situazione attuale, portando i nostri cuori un po’ più in alto”.

Il film è stato girato in 5 settimane a 2500 metri di altezza, per buona parte sul territorio della Comunità Montana di Bormio – Alta Valtellina (So) e del Parco Nazionale dello Stelvio, luoghi di battaglie e di trincee della 1° Guerra Mondiale. La bellezza dell’ambiente di montagna, i ghiacciai in alta quota, la presenza di acqua termale, hanno costituito lo sfondo naturale delle immagini di “Soldato semplice”.

Facile il paragone con il film realizzato dal maestro Ermanno Olmi ‘Torneranno i prati’ girato anch’esso in un avamposto d’alta quota, verso la fine della prima guerra mondiale, dove un gruppo di militari combatte a pochi metri di distanza dalla trincea austriaca, ma Paolo Cevoli ironizza “no, il film di Ermanno Olmi è stato girato dopo di noi, che per risparmiare abbiamo allestito il set in bassa stagione, a settembre”.

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