The dressmaker, il diavolo è tornato.

Dopo la calorosa accoglienza di pubblico e critica al 33esimo Torino Film Festival, The Dressmaker – Il diavolo è tornato con il Premio Oscar Kate Winslet nel ruolo di una magistrale protagonista, arriva al cinema dal prossimo 28 aprile, con Eagle Pictures.

2014_10_31TheDressmaker_0616Tratto dall’omonimo romanzo best-seller di Rosalie Ham, The Dressmaker – Il diavolo è tornato è ambientato interamente in Australia, nello stato di Victoria, nel 1950, ed è diretto dalla regista australiana Jocelyn Moorhouse. Il film in Australia ha riscosso un successo di pubblico e critica senza precedenti e un incasso da record. Una pellicola tutta al femminile, dall’autrice del romanzo, alla regista, alla protagonista Premio Oscar che interpreta l’affascinante personaggio di Tilly Dunnage, affascinante e talentuosa stilista, dopo aver lavorato per anni per i più grandi atelier parigini di haute couture, decide di far ritorno a Dungatar, un piccolo paesino nel sud est dell’Australia. Dopo quasi 20 anni di assenza, Tilly, che – ancora bambina – ha dovuto abbandonare la città natale in seguito a un tragico evento, torna per stare accanto all’eccentrica madre, Molly, e affrontare un passato scomodo e doloroso. Nel cuore di Tilly matura un desiderio di vendetta. A Dungatar tutti conoscono Tilly. Ottusi, curiosi, scontrosi e poco socievoli, gli abitanti di Dungatar difendono un equilibrio precario, consapevoli che nessun segreto è davvero al sicuro. Il ritorno di Tilly in città fa vacillare questo labile equilibrio. La minaccia si veste di strane ed esotiche stoffe, giunte dalla Francia fino a Dungatar a bordo di cassapanche cariche di tessuti.

2014_12_04TheDressmaker_1250Il sergente Farrat è il primo a notare con quanta grazia e passione Tilly dia vita alle proprie creazioni, fatte di seta e fili pregiati. È lui a giocare il ruolo di interfaccia tra Tilly e gli altri abitanti del paese, che non hanno dimenticato la tragedia di cui hanno sempre creduto colpevole Tilly – tanto da indurla a partire e ad esiliarsi in Francia. Tilly sente di essere stata ingiustamente accusata, ma non ha un chiaro ricordo di quanto accaduto. Gli abitanti di Dungatar, attratti dalle sue incredibili abilità sartoriali, la aiuteranno più o meno consapevolmente a ricostruire il mosaico della verità, tessera dopo tessera. Gli abiti meravigliosi che Tilly sa creare diventano un’arma contro i suoi detrattori. Ma la vendetta si paga a caro prezzo. La posta in gioco si fa alta quando Evan Pettyman, che nutre nei confronti di Tilly e Molly un odio viscerale, assume Una Pleasance, una stilista di Melbourne, perché metta in difficoltà Tilly e decreti la fine della sua carriera.

In questo percorso, tuttavia, Tilly impara anche ad aprire il cuore e a dispetto di ogni idea precostituita si innamora del più grande giocatore di football del luogo, Teddy McSwiney (Liam Hemsworth). Cosa ancora più sorprendente, riesce a riannodare quel sottile e fragile filo che la lega teneramente alla madre Molly. In una spietata competizione a colpi di ago e filo, la trasformazione degli abitanti di Dungatar passa dai loro piccoli e grandi difetti, rivelando quanto siano aridi e vuoti i loro cuori.

Una delle scene più importanti del film, appena dopo l’arrivo di Tilly a Dungatar, è l’incarnazione perfetta del potere creativo di Tilly e della sua capacità di essere il motore narrativo del film. Gira voce, infatti, che Tilly Dunnage, presunta colpevole di una morte misteriosa, sia tornata in città, ma nessuno può dirlo con certezza. Finché un giorno…
“Tilly decide di mostrarsi in pubblico e di sconvolgere le loro vite”, dice Kate Winslet. “Per questo decide di andare a una partita di football, spingendo la sedia a rotelle di Molly. Tilly indossa un abito meraviglioso, un abito rosso. All’inizio ha anche un soprabito. Ai piedi, indossa un paio di tacchi rossi. Completano il look occhiali scuri e sigaretta. Una rivelazione”.

thedressmaker_posterJocelyn Moorhouse aggiunge: “L’abito rosso doveva essere appariscente. È il suo modo per dire: ‘Sono tornata e dovete guardarmi’. Doveva essere rosso, perché quando Tilly arriva è in corso una partita di football e tutti devono fermarsi a guardarla. Tilly è come la sirena per Ulisse nell’Odissea, in cui l’eroe dice “Non guardate loro, non guardate le sirene, legatemi.” Volevamo riprodurre la stessa situazione; Tilly riesce a catalizzare su di sé tutti gli occhi”. Anche per Margot Wilson l’abito doveva essere vistoso, ma anche fine ed elegante, senza scadere nell’ovvio o nel banale. Kate Winslet ricorda: “Margot mi ha detto: ‘Ho un tessuto comprato vent’anni fa a Milano, mi sono detta che un giorno l’avrei usato per un’occasione speciale… Non so se…”. Margot continua: “Sono andata a spulciare tra i tessuti e gli scampoli del mio archivio. Ho trovato questo, rosso, di seta, e ho capito che sarebbe stato perfetto per questo film”.

Kate Winslet ammette: “Che onore indossare un abito così bello! È bellissimo lavorare con una costumista come lei, disposta a sacrificare una parte tanto importante del proprio archivio, del proprio passato. È stato un privilegio portare addosso un pezzo di storia, della sua storia”.

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