Bang Gang, una moderna storia d’amore.

La regista francese Eva Husson porta al cinema dal 5 maggio una ‘moderna storia d’amore’ che vede protagonisti un gruppo di teenager annoiati e profondamente soli, interpretati da Finnegan Oldfield, Marilyn Lima, Daisy Broom, Lorenzo Lefebvre e Fred Hotier.

‘Bang Gang’, distribuito in Italia da Good films, è un’opera prima che susciterà reazioni controverse per i temi trattati e per le immagini esplicite che ricordano vagamente quelle già mostrate in ‘La vita di Adele’ di Abdellatif Kechiche. “Le controversie sono insite in un progetto del genere – sostiene la regista Eva Husson -. Se il film non riceverà delle reazioni violente, significherà che avrò fallito la mia ambizione iniziale. Bang Gang (une histoire d’amour moderne) affronta temi che sono per natura controversi”.

Bang Gang photo retoucheeV2Nel film, George è una ragazza di 16 anni che s’innamora di Alex. Un pomeriggio a casa di Alex, che vive solo, George si apparta con lui, sollevando l’invidia in Letitia, la sua migliore amica. Ma poi Alex sparisce, non risponde ai messaggi, e, pur di riaverlo, George per attirare la sua attenzione inizia un gioco con i suoi amici, nel quale scoprono e testano i limiti della loro sessualità: trasforma il classico gioco della bottiglia in un’orgia, sotto l’effetto dell’alcool e delle pasticche. È l’inizio di una serie di incontri, indetti via sms a casa di Alex, che avrenno sempre più successo. Da questi si autoesclude Gabriel, il timido vicino di Letitia, segretamente infatuato di George.

Quando la natura delle loro attività viene rivelata, ciascuno affronta lo scandalo in modo radicalmente diverso. Di fronte all’implosione del loro sistema di valori vanno avanti, riconsiderando le loro priorità, alla ricerca dell’amore e dei loro veri desideri.

BANG GANG une histoire d'amour moderne 1“Mi sono ispirata ad una notizia di cui sentii parlare nel 1999 – racconta la regista -. All’epoca avevo 22 anni, e le persone coinvolte in quell’evento mi ricordarono il gruppo di cui facevo parte quando ero un’adolescente: stesso tipo di città di provincia, stesso background sociale borghese, ecc. Da quel momento, e per molti anni, questo racconto in cui vediamo i protagonisti andare alla deriva in una specie di follia collettiva mi è rimasto impresso. Non era tanto il lato sessuale ad interessarmi – dover affrontare la cosa era sì terrificante – ma ero particolarmente curiosa di capire come questi giovani, senza nessuna particolare predisposizione per certi tipi di comportamenti, avessero potuto spingersi così oltre”.

Eva hussonBang Gang (A Modern Love Story) ha luogo in un clima molto particolare: nel bel mezzo di un’ondata di caldo, durante la quale incidenti ferroviari e disastri di vario genere erano in tutti i notiziari. “Da un punto di vista narrativo – prosegue la regista -, era interessante per i personaggi, affinché trovassero in circostanze esterne – eventi legati al clima o avvenimenti di vario genere – un’eco dei momenti intensi che stavano vivendo. Volevo che avessero la sensazione di essere in perfetta sincronia con il mondo che li circonda, un mondo che è anche sul punto di esplodere, di riconfigurarsi. Tutti hanno conosciuto, in un momento o nell’altro della loro vita, questo genere d’incredibile sincronia che ti da la sensazione, che tu sia un credente o meno, di far parte dell’universo. Il caldo e i treni che deragliano sono una versione condensata di eventi accaduti realmente nel corso delle ultime estati, infatti le notizie che sentiamo alla radio sono degli estratti originali”.

George, Laetitia, Alex, Nikki e Gabriel hanno in comune il fatto di appartenere alla classe borghese. Metà di loro viene da famiglie divorziate e tutti si sentono estremamente soli. “Dal mio punto di vista – sostiene Eva Husson – la loro solitudine è essenziale. Gli eventi che descrivo mi hanno dato l’opportunità di raccontare questo senso di solitudine praticamente inesplorato all’interno di un gruppo, che si trova in questa particolare fase della vita. Dietro al loro isolamento personale, e molto prima che s’inneschi il fenomeno del Bang Gang, i personaggi del film sono incredibilmente aperti sul tema della sessualità. Il sesso è onnipresente nelle loro conversazioni. Questa libertà esisteva già negli anni ‘90 – io l’ho vissuta in prima persona. Ma il loro linguaggio è molto più crudo rispetto ai miei tempi. A volte ho dovuto attenuare il linguaggio adolescenziale per renderlo più accessibile a un pubblico più ampio. Se avessi usato tutto il vocabolario degli adolescenti di oggi, il film sarebbe risultato incomprensibile per gran parte degli spettatori.

Il personaggio di George somiglia molto alla ‘roller girl’ di Boogie Nights di Paul Thomas Anderson. “Ho riflettuto a lungo sul film di Paul Thomas Anderson, Boogie Nights – conclude la regista -, che è ambientato nel mondo della pornografia. Non ci ricordiamo di quel film per il sesso, ma come una pellicola in cui delle persone molto affettuose affrontano delle cose difficili e folli, inclusa la moglie di William H. Macy, che viene messa davanti a una dozzina di ragazzi, tra cui suo marito impotente. Bang Gang (A Modern Love Story) non gioca attorno ad una vena comica, ma cercavo questo stesso aspetto in relazione alla nudità. Per me era importante mostrare quello che i personaggi sentivano al momento. Ero anche piuttosto ossessionata da registi come Wong Kar Wai e Gus Van Sant mentre giravo il film”.

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