Le Souvenirs, 3 generazioni a confronto.

Arriva dalla Francia al cinema, dal 14 aprile, una commedia “che va dritta al cuore”: Les souvenirs, un film di Jean‐Paul Rouve con Annie Cordy, Michel Blanc, Mathieu Spinosi, Chantal Lauby e con William Lebghil, Audrey Lamy, Flore Bonaventura, Jean‐Paul Rouve e Jacques Boudet. La sceneggiatura di David Foenkinos e Jean‐Paul Rouve è tratta dal romanzo “L’eroe quotidiano” dello stesso David Foenkinos.

LES SOUVENIRS - manifestoIl film descrive tre percorsi iniziatici di tre generazioni diverse: il giovane uomo, il padre, la nonna: Romain ha 23 anni. La sua aspirazione è diventare scrittore, ma per il momento si accontenta di fare il guardiano notturno in un albergo. Suo padre ha 62 anni. Sta andando in pensione e apparentemente la cosa non lo scompone. Il ragazzo con cui divide l’appartamento ha 24 anni. Ha in mente una sola idea: sedurre una ragazza, qualsiasi ragazza, con qualunque mezzo. Sua nonna ha 85 anni. Si ritrova in una casa di riposo e si domanda che cosa ci faccia lì con tutti quei vecchi. Un giorno suo padre compare precipitosamente a casa sua. La nonna è scomparsa. In un certo senso è evasa. Romain parte alla sua ricerca, in qualche luogo dei suoi ricordi.

“Il mio obiettivo – afferma il regista – era dare maggior spazio alla commedia. Abbiamo sviluppato di più il ruolo del padre, interpretato da Michel Blanc, e abbiamo creato il personaggio del coinquilino: è con lui che dialoga il protagonista e questo ci permette di conoscere gli stati d’animo di Romain (il giovane interpretato da Mathieu Spinosi) senza dover ricorrere a una voce fuori campo. Inoltre, nel romanzo la nonna vive in una casa di riposo, ma nell’adattamento abbiamo operato una scelta diversa. Infine, la sceneggiatura si ferma a due terzi del libro, perché abbiamo deciso di sopprimere l’ultima parte sulla vita di Romain con la ragazza”.

“Il rapporto con la paternità – prosegue Jean‐Paul Rouve – mi interessa tantissimo. Spesso si dice che crescendo è necessario “uccidere il padre” per poter maturare. Io non penso che sia un passaggio obbligato: secondo me, si può crescere in un altro modo. È un processo che può passare attraverso un altro sguardo, che non impedisca l’amore per i genitori, che incarni un modo inedito di vedere il mondo. Può avvenire attraverso la scoperta di una persona o di uno scrittore. Non è detto che sia esclusivamente la figura paterna ad insegnarci ad essere uomo. Nel film il personaggio dell’albergatore è molto più giovane di quanto non sia nel libro. È stata una scelta precisa per evitare che ci fosse competizione con il padre: nel film tra loro non c’è rivalità, ma complementarietà”.

4 - Les Souvenirs - Annie Cordy Mathieu Spinosi“È molto difficile parlare della vita – conclude il regista, sceneggiatore e interprete del ruolo dell’albergatore -. Eppure non c’è niente di più interessante: il quotidiano, i percorsi degli esseri umani, delle persone normali mi affascinano. È il tipo di cinema che mi piace fare quando sono dietro alla macchina da presa e che mi piace vedere come spettatore ed è molto francese. I personaggi, a prescindere dalla loro età, sono tutti alla ricerca di qualcosa, come se non avessero ancora trovato il loro posto: il giovane che non ha ancora trovato la sua strada, né l’amore, il padre che non sa come affrontare la vita non più professionalmente attiva, l’albergatore che ha un figlio lontano e persino la nonna che aspira a tornare nelle terre della sua infanzia. Anche il personaggio di Michel Blanc è interessato da questo problema: il passaggio alla pensione è un momento delicato e significativo. Allo stesso modo, la nonna ha lasciato che altri scegliessero per lei e a un tratto decide di prendere un’altra direzione. Mi piace l’idea che le persone fanno quello che possono. Il più delle volte cerchiamo di fare bene e ogni tanto ci capita di sbagliare”.

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