Monica Bellucci sulla Via Lattea

Primavera, durante la Guerra. Ogni giorno un uomo trasporta il latte e attraversa il fronte a dorso di un asino, schivando pallottole, per portare la sua preziosa mercanzia ai soldati. Benedetto dalla fortuna nella sua missione, amato da una giovane donna del paese, tutto lascia pensare che un futuro di pace lo stia aspettando… fino a che l’arrivo di una misteriosa donna italiana sconvolgerà la sua vita completamente.

Inizia così una storia di passione, di amore proibito, che farà precipitare i due protagonisti in una serie di fantastiche e pericolose avventure. Si sono uniti per caso e niente e nessuno sembra in grado di fermarli.

Emir Kusturica e Monica Bellucci sono i due protagonisti di questa vicenda che sbarca al cinema dall’11 maggio nel film On the Milky Road.

“Per me – afferma Emir Kustirca, protagonista ma anche regista del film -, il cinema resta ancora un’esperienza e un lavoro molto intenso, come il primo giorno. Con questo film torno a Venezia, dove a 27 anni ho presentato la mia opera prima, Ti ricordi di Dolly Bell? La cosa più incredibile di questo mestiere è che ogni volta ti sembra di non sapere niente e di ripartire da zero. Quando ho deciso di imbarcarmi in questa nuova avventura di On the milky road ero eccitato e spaventato insieme, come all’inizio della mia carriera. Il film è una favola moderna, ed è stato emozionante dirigerlo. Ho scoperto la bellezza, ma anche mondi profondamente umani. On the milky road trae spunto da diversi aspetti della mia vita. Se dovessi tracciare un paragone tra il mio cinema di ieri e quello di oggi, direi che oggi tendo a guardare di più alle origini. In altri momenti della mia vita, il cinema esisteva in un dialogo con le altre arti: letteratura, pittura e così via. Questa volta, invece, mi interessava soprattutto concentrarmi sulla purezza del linguaggio cinematografico in sé. Durante le riprese, la mia vita ruotava completamente intorno al film. Il mio approccio alla regia era in linea con la mia filosofia, col mio rapporto con la natura e con quello che la gente pensa veramente della vita. È una storia semplice, ma girarla è stato estremamente faticoso sul piano fisico, e molto più difficile di quanto non si possa immaginare. La lavorazione si è protratta a lungo, e durante tutte le riprese e abbiamo dovuto lottare contro l’ambiente, perché avevo scelto di girare soprattutto in esterni. Cercavo paesaggi in grado di rappresentare la profondità dello spazio interiore dei personaggi principali: un uomo e una donna che si innamorano e sono pronti a sacrificarsi, dentro la natura”.

Per Monica Bellucci, a Roma per presentare il film alla stampa insieme al regista, “questo film prova che l’amore e la sessualità sono legati all’energia e non all’età. E’ bello vedere queste due persone che non sono più giovani però nel momento in cui si incontrano si crea qualcosa di speciale. Perché sono due persone che non hanno più niente da perdere: forse non credono neanche più alla vita. Ma nel momento in cui si incontrano, c’è uno slancio vitale. Per questo credo che questo film sia un film di speranza ed è una favola. Allo stesso tempo, penso che ci si possa continuare ad amare anche se il tempo passa”.

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