Ipervisione universale

Sting che canta in latino e Pierfrancesco Favino che interpreta Michelangelo Buonarroti sono i punti forza di uno spettacolo innovativo e coinvolgente che parte dalla Creazione alla fine dei tempi. Si parte il 15 marzo con ‘Giudizio Universale. Michelangelo and the secrets of the Sistine Chapel’: uno spettacolo che si proietta a 270 gradi sulle pareti dell’Auditorium Conciliazione di Roma.

Protagonista assoluta è la Cappella Sistina. Uno dei luoghi più incredibili della storia dell’arte mondiale è al centro di uno spettacolo che nasce dalla contaminazione di tante e diverse forme artistiche: da un lato l’azione fisica della performance teatrale incontra la magia immateriale degli effetti speciali, dall’altro la tecnologia più avanzata si mette al servizio di un racconto per parole e immagini mai visto prima.

La consulenza scientifica dei Musei Vaticani garantisce l’altissima qualità e professionalità della rappresentazione, ma l’idea è di Marco Balich: “sono soddisfatto – dichiara alla presentazione stampa – di un risultato frutto di un investimento tutto privato. Grazie all’esperienza maturata in occasione degli appuntamenti olimpici e di altri show che ho portato in tutto il mondo, ho appreso le migliori tecnologie e di Francesca Ventre le ho applicate a questo grandioso progetto”.

“Adesso, da Usa e Cina verranno da noi per capire come abbiamo fatto – conclude il direttore artistico e regista del Giudizio Universale -. Io amo l’Italia e con questo ho voluto coniugare l’esaltazione della bellezza artistica con il coinvolgimento dei giovani. Il segreto sta nell’usare un codice di emotività che renda intensa e comprensibile la visione e scateni la curiosità, creando un effetto mozzafiato. Ho scommesso che lo spettatore non riuscirà più a staccarsi e che i ragazzi non toccheranno il cellulare per tutti i 60 minuti dello spettacolo”.

“Questo capolavoro – prosegue il suo ideatore (la co-regia è di Lulu Helbek) – propone mille possibilità di lettura. Lo show si struttura su una lunga sequenza: si parte dalla ricostruzione della Roma del 1508, presentata da papa Giulio II. Si continua con la storia del Rinascimento, del genio di Michelangelo, del luogo del Conclave, fino all’apoteosi del Giudizio Universale”.

giudizio universale5Il pubblico potrà immergersi negli affreschi della volta e della parete del Giudizio. Che prendereanno anche vita, con suggestive animazioni: si vedrà Dio che disegna i cerchi del Sole e della Luna o i beati che ascendono al cielo con la voce in latino del Dies Irae di Sting e un coro di 80 voci. La narrazione videoproiettata si fonderà con il movimento dei danzatori, impegnati a replicare le straordinarie posture e torsioni dei corpi michelangioleschi. E ancora: la creazione di Adamo, Eva e il serpente, l’espulsione dall’Eden; il Diluvio, con tuoni e fulmini; Michelangelo davanti a un blocco di marmo che si anima a mostrare come compito dell’artista sia trovare la bellezza levando “il soverchio”; Papa Giulio II che per convincere l’artista ad affrescare la Sistina gli descrive la nuova Roma rinascimentale, mentre sugli schermi appare una ricostruzione a volo d’uccello della città, dal Colosseo circondato di campi fino alla fabbrica di San Pietro; la cerimonia del Conclave, con la processione dei cardinali, le votazioni, la fumata bianca, l’affaccio sulla piazza gremita, come accade da 500 anni.

Ogni anno la Cappella Sistina viene visitata da sei milioni di persone, fino a 25mila nei giorni di punta; all’interno le guide non possono spiegare, i turisti si trattengono al massimo per qualche decina di minuti: lo show può essere un’alternativa alla visita? “Certo che no – afferma Barbara Jatta, direttore dei Musei vaticani -, ma può essere un arricchimento per chi vuole saperne di più”.

giudizio universale4“Insomma – conclude Balich -, un racconto meraviglioso che avvicini all’universalità. Il mio intento è approfondire la conoscenza della Cappella in modo diverso, emozionando anche chi ha culture molto diverse dalla nostra. La Sistina è un luogo sacro per l’umanità e va goduta con passione: non dobbiamo ostacolare l’emozione, ma anzi incoraggiarla”.

Qualcuno l’ha definita “un’astronave da nove milioni di euro” ed, effettivamente, Giudizio Universale è un oggetto teatrale non identificato, che potrà essere visto al centro di Roma. Non è un musical (anche se a curare le musiche è John Metcalfe, arrangiatore di star come U2 e Coldplay); non è prosa, non è danza e non è cinema: è uno show ad immersione totale, un “viaggio sensoriale” a teatro e a lunga tenitura. Lo show punta a restare anni in cartellone e a staccare centinaia di migliaia di biglietti: a un mese dalla prima le prenotazioni hanno già superato le 40 mila.

Per Giudizio Universale i produttori hanno voluto prezzi abbordabili, non più di 28 euro per i posti migliori delle serali, e che sono previste matinée ancor più economiche per le scuole, con un kit che sarà distribuito agli insegnanti per preparare gli alunni e poi discutere in classe quello che hanno visto.

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Lo show, con repliche in italiano e in inglese, come detto si avvale anche del contributo di una star della recitazione. La voce di Michelangelo, in entrambe le versioni, è di Pierfrancesco Favino, il cui talento è da tempo riconosciuto oltre i confini italiani anche grazie a grandi produzioni internazionali: “Siamo circondati dalla bellezza. Abbiamo questa enorme fortuna ed è assurdo quanto spesso ce ne scordiamo. Quando c’è la possibilità di partecipare a qualcosa che riesce a dare voce, luce a questa bellezza che abbiamo tutto intorno, non possiamo che inorgoglirci”, dichiara Favino.

Le scenografie dello spettacolo non si limitano a riprodurre la Cappella Sistina, ma portano davanti agli occhi del pubblico spazi nuovi, magici, sospesi, ispirati dalle prospettive originali del Cinquecento. A firmarle sono stati chiamati Stufish Entertainmnet Architects, il team di scenografi già responsabile, tra i tanti, dei palchi di The Rolling Stones, U2, Lady Gaga e Madonna. «L’arte di Michelangelo di immergere lo spettatore nella luce e travolgerlo nell’immaginario con la Cappella Sistina può essere paragonata alla capacità delle rockstar contemporanee di offrire al pubblico un’esperienza di vera estasi», dichiara lo Studio. La struttura a volta della sala dell’Auditorium Conciliazione fa da sfondo ai contenuti video in altissima definizione e offre una straordinaria esperienza immersiva: un’area di oltre 1000 metri quadri di superficie per le proiezioni è posizionata a più di 12 metri di altezza tutto intorno al pubblico.

L’immersività delle proiezioni a 270°, realizzate grazie ai proiettori laser ad alta luminosità della gamma professionale Panasonic, porta lo spettatore al centro stesso dell’evento rendendolo protagonista di un’esperienza multisensoriale. A curarne i contenuti è Luke Halls, video designer già al lavoro con Rihanna, Elton John e la Royal Opera House di Londra. Fanno parte del team creativo internazionale che contribuisce alla realizzazione dello show anche Fotis Nikolaou, storico danzatore di Dimitris Papaioannou e coreografo delle Cerimonie delle Olimpiadi di Atene, e Rob Hallowey e Bruno Poet, light designers di innumerevoli opere teatrali in tutto il mondo, da Oslo a Broadway.

Altri importanti contributi allo show sono il suono di Mirko Perri, vincitore del David di Donatello 2017 per “Veloce come il vento”, e i costumi di Giovanna Buzzi, vincitrice del Metropolitan Fashion Award 2017, l’Oscar della Moda, con oltre 100 spettacoli all’attivo tra lirica, prosa e grandi eventi.

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