Di giorno medico, di notte giustiziere

Il giustiziere della notte, di nuovo al cinema quasi 44 anni dopo l’uscita del primo e storico capitolo della serie diretta da Michael Winner (1974). Ma ad indossare gli abiti del vigilante Paul Kersey, resi celebri dal mitico Charles Bronson, questa volta è Bruce Willis. Un ruolo leggendario, diretto dal regista di culto Eli Roth.

_DSC4377.ARWUn action-crime adrenalinico che rivisita un grande classico del genere poliziesco, in cui rabbia e desiderio di vendetta si intersecano al destino di un uomo colpito nei suoi affetti più profondi. Nel cast anche Vincent D’Onofrio (I magnifici sette, Daredevil e Law & Order), Elisabeth Shue (Via da Las Vegas), Camila Morrone, Dean Norris (Breaking Bad) e Kimberly Elise (The Great Debaters – Il potere della parola).

Bruce Willis è un chirurgo di Chicago la cui vita viene stravolta dall’omicidio della moglie e dallo stupro della figlia. Da quel momento Kersey cesserà di esistere e al suo posto subentrerà “il giustiziere”, un uomo dalla doppia anima che, ossessionato e accecato dal suo desiderio di morte e vendetta, si metterà sulle tracce degli assassini che hanno massacrato la sua famiglia e non solo. La città comincerà presto a domandarsi se questo vigilante sia un angelo custode o un inquietante mietitore in preda al desiderio di uccidere.

La rabbia e il destino sono un’accoppiata volubile e pericolosa. Non possiamo prevedere il loro arrivo e non possiamo mai sapere quanto lontano – o quanto vicino – possano spingere il nostro vero io. Il Dr. Paul Kersey (Bruce Willis) si lega inestricabilmente sia alla rabbia che al destino, prima di scoprire esattamente chi sia davvero: un uomo che cerca giustizia, al di fuori dalla legge. Questa premessa drammatica spinge il remake di Eli Roth verso una nuova era, grazie ai nuovi temi che riguardano il crimine, la punizione e il potere di combattere in prima linea.

Il-giustiziere-della-notte-696x366La storia è stata raccontata per la prima volta nell’omonimo romanzo del 1972 di Brian Garfield, e poi nel film drammatico del 1974 del regista Michael Winner, con Charles Bronson e adattato per lo schermo dal candidato all’Oscar Wendell Mayes. “Sapevamo che non potevamo raccontare la stessa storia dei primi anni ’70. La situazione è molto diversa nel nostro paese in questo momento. La violenza di Paul Kersey nasce dalle sue frustrazioni per la mancanza di risorse del dipartimento di polizia. Ma quando trova un indizio, decide di inseguire i criminali che hanno attaccato la sua famiglia – afferma Eli Roth -. Le persone hanno la fantasia di ripulire le strade, di occuparsi da soli del crimine e di combatterlo. Questo è uno dei motivi per cui i film sui supereroi sono così popolari. Il film ruota attorno al l’idea che la gente comune possa avere il potere di fermare il crimine e combattere il male”.

Paul Kersey non ha esperienze con le armi da fuoco – è un dottore che ha passato la sua vita cercando di salvare vite umane, ma quando va per la prima volta in strada per scoprire chi ha fatto questo alla sua famiglia, ne succedono di tutti i colori. “Paul Kersey assume un’identità alternativa”, afferma il regista Eli Roth . “Di giorno Kersey è un chirurgo. Di notte esce per le strade, diventando noto come Il giustiziere”. Questa dualità non è istantanea: il primo atto di Kersey come buon samaritano è spontaneo. Quando vede degli uomini che assalgono una coppia, reagisce. Mentre la macchina si allontana, prende la mira e quasi impulsivamente spara. “Ma gli assalitori non muoiono”, dice Roth. “Escono e iniziano a sparargli addosso, e lui deve rispondere al fuoco. È questo il momento di pura adrenalina animale”. “Volevo un momento di trasformazione, in cui Kersey si rendesse conto di poter essere un bravo ragazzo – questo è ciò che fa ogni giorno – ma che facesse la scelta di non esserlo”, afferma Roth.

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