Vengo anch’io, in fuga verso il Salento

Al cinema la divertente storia di un aspirante suicida, di un’ex carcerata, di un ragazzo con la sindrome di Asperger e di una giovane atleta salentina. Bastonati dalla vita, e stanchi di mettersi in gioco perché oramai assuefatti alla sconfitta, per uno strano scherzo del destino saranno costretti a intraprendere un viaggio insieme che li porterà a confrontarsi con il proprio passato, a lottare con i propri demoni e a uscire dalle proprie solitudini.

Una banale gara di canottaggio amatoriale li renderà un gruppo coeso, desideroso di un riscatto a tutti i costi. Per vincere bareranno e perderanno in malo modo, ma non sarà una vera sconfitta, perché intanto scopriranno di essere diventati una famiglia che è in grado di trasformare in successo la somma delle loro sconfitte individuali.

Una singolare, eccentrica, ma invidiabile famiglia che tutti vorremmo avere come vicini di casa. Vengo anch’io è un road movie. Opera prima del duo Maria Di Biase-Corrado Nuzzo, coppia artistica nella vita e sul piccolo shermo.

“Questo film – affermano i due comici e registi – nasce dall’urgenza creativa di raccontare una bella storia. È stato facile scriverlo, non diciamo semplice, ma facile sì, perché da subito ne abbiamo individuato il tema: volevamo parlare del “diritto alla felicità” che ogni essere umano dovrebbe rivendicare, con un occhio di riguardo a chi è più fragile, ha meno certezze o semplicemente ha un costante senso di inadeguatezza. Ai nostri personaggi abbiamo fatto fare un viaggio, offrendogli una nuova e, per qualcuno, ultima possibilità di salvezza. Un viaggio senza vittimismi o autocommiserazione, in cui scoprire che la comprensione e l’accettazione degli altri rimangono ancora, soprattutto oggi, un atto rivoluzionario. Corrado, Maria, Aldo e Lorenza sono tutti soggetti scorretti, borderline, instabili nelle relazioni interpersonali, ma nonostante tutto riescono a formare una famiglia. Questo non li cambia, non li redime, semplicemente acquieta le loro ansie e permette loro di sentirsi finalmente a casa”.

nuzzo di biase“I personaggi che avevamo immaginato sulla carta durante le riprese – concludono Nuzzo e Di Biase – hanno iniziato a vivere di vita propria, quasi anarchica. Ci hanno stupito e spesso “posseduto”, facendo scelte che in alcuni momenti hanno allontanato la trama dalla commedia tout court, aggiungendo quel leggero senso di malinconia che a volte un comico teme quasi di portare in scena. Partendo dal nostro humour spesso cinico, o per dirla come si usa oggi, “politically uncorrect”, abbiamo scritto una commedia sorprendentemente piena di speranza, dimostrando che si può essere felici anche in un mondo imperfetto, basta trovare la forza di lasciarsi vivere, di accettarsi. Come diceva Cesare Pavese: “ Tutto il problema della vita è questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri”.


Corrado Nuzzo e Maria di Biase sono due autori e attori comici che iniziano il loro sodalizio artistico nel 2002 . Dicono: “ La scienza studia i pazzi, noi indaghiamo i disastri che fanno le persone normali” . È sull’osservazione della normalità che Nuzzo Di Biase hanno negli anni costruito il loro mondo surreale, che mette in scena situazioni con una forte carica d’ironia e autoironia, un farneticante furore barocco e uno sregolato umorismo divertente e allarmante allo stesso tempo. La coppia spazia dal teatro comico a quello drammatico, alla tv, alla radio e al cinema. Tra i loro successi televisivi, li ricordiamo in programmi come Mai Dire Gol, Zelig e Quelli che il calcio. Da 8 anni sono in onda su Radio 2 insieme a Enrico Vaime con il programma Black out. Da sempre hanno sperimentato e affinato uno stile comico molto personale e originale che mette d’accordo un largo successo di pubblico con un’ottima critica.

Il film è ricco di camei di attori comici, da Aldo Baglio che interpreta un gaio poliziotto, a Vincenzo Salemme che fa il suo nella parte di un ristoratore napoletano, da Ambra Angiolini, sexy farmacista a Francesco Paolantoni, pazzo da legare e da far sbellicare dal ridere.

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