Green book, ‘quasi amici’ negli Usa anni ’60

8U02_D003_00167RArriva finalmente al cinema dal 31 gennaio dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e dopo aver trionfato al Toronto International Film Festival, aggiudicandosi l’ambitissimo People’s Choice Award, uno dei film candidati agli Oscar, Green Book, che vede protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali interpretare una coppia davvero strana: un’artista raffinato ed elegante e l‘uomo duro e macho. Un film diretto e co-scritto da Peter Farrelly, conosciuto insieme a suo fratello Bobby per commedie di grandissimo successo, come Tutti pazzi per Mary e Lo spaccacuori, qui alle prese con un’opera dai toni più intimi e riflessivi.

Nel 1962, dopo la chiusura di uno dei migliori club di New York in cui lavorava, il buttafuori italoamericano Tony Lip deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley e decide si seguirlo in tour nel sud degli Stati Uniti. Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra i due si instaurerà una forte amicizia. Tony e Don Shirley sono completamente agli antipodi, su quasi tutti i livelli, e ci vuole un po’ prima che inizino a capire cosa abbiano in comune.

Il film è ispirato a una storia vera e a Tony, quel viaggio con Shirley aveva aperto gli occhi per la prima volta sulla piaga degli afroamericani nel sud, e sull’enormità di umiliazioni – e pericoli davvero reali – che riversavano sui neri con le leggi razziali e i privilegi dei bianchi. Le leggi di Jim Crow mettevano limiti su dove i neri potessero mangiare, dormire, sedersi, fare acquisti e camminare. Hanno determinato persino quali fontanelle e bagni potessero usare gli afroamericani. In effetti, hanno circoscritto quasi ogni aspetto della loro vita quotidiana. Alcune città del sud hanno persino istituito delle leggi sul coprifuoco, che hanno reso illegale per i neri lo stare fuori dopo il tramonto. L’arresto era la cosa meno terribile che potesse accadere loro se fossero stati catturati.

Nick Vallelonga, il figlio maggiore di Tony Lip, è cresciuto ascoltando la storia del viaggio di suo padre con Don Shirley. “Questa era una storia che avevo ascoltato per tutta la mia vita, da quando ero un ragazzino”, dice Vallelonga, attore,
sceneggiatore, produttore e regista. “Quello che mio padre ha vissuto con Dr. Shirley in quel viaggio ha cambiato il modo in cui guardava il mondo, perché ha visto cose che non si era reso conto che stessero accadendo, cose che non aveva mai visto prima”, dice Vallelonga. “In definitiva, penso che la stessa cosa valesse anche per Dr. Shirley”. In effetti, Shirley aveva vissuto una vita molto diversa dalla maggior parte degli altri afroamericani, sia geograficamente sia culturalmente. Aveva studiato musica classica all’estero e, negli Stati Uniti, si era esibito principalmente nel nordest. Quando Tony lo incontrò, Shirley viveva in un lussuoso appartamento sopra la Carnegie Hall. “Era solo un viaggio di due mesi, ma è stato un grande cambiamento per mio padre, e ha modificato anche il modo in cui ci ha insegnato a trattare e rispettare le persone”. Vallelonga ha sempre sperato di poter girare un giorno un film su questo capitolo cruciale della vita di suo padre, così negli ultimi anni della vita di Tony e di Dr. Shirley, Vallelonga registrò ore di audio e videotape con suo padre che raccontava la storia.

Green BookQuesta storia su una lunga amicizia alla fine è diventata un film grazie a un’altra lunga amicizia. Vallelonga conosceva l’attore Brian Hayes Currie (Armageddon, Con Air) da moltissimi anni, e Currie aveva conosciuto bene il padre di Vallelonga ed era persino apparso nel film di Vallelonga del 2008, Stiletto. Currie rimase davvero scioccato quando, alcuni anni fa, in un bar di Studio City, in California, Vallelonga gli raccontò questa storia su Tony, che Currie non aveva mai sentito. “Brian mi ha detto: sei pazzo?! Devi assolutamente fare questo film!”. Ricorda Vallelonga. L’entusiasmo di Currie ha dato a Vallelonga la spinta finale di cui aveva bisogno. “Gli ho detto che sentivo di essere finalmente pronto a farlo, e ha accettato di scriverlo con me”. Secondo Currie, la storia aveva una rara profondità e una percezione emotiva unica. “Questo film parla del vedere il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona e dell’imparare a vivere nei panni dell’altro”, dice Currie. “In molti modi, entrambi gli uomini sono due pesci fuor d’acqua. All’inizio di questa storia, queste due persone non hanno niente in comune, non si sarebbero mai dovuti incontrare, non dovrebbero nemmeno stare insieme. Ma la loro storia dimostra che persone molto diverse possono capirsi e rispettarsi a vicenda”.

A questo punto entra in scena Peter Farrelly, che insieme a suo fratello Bobby ha scritto, diretto e prodotto una dozzina di film di successo, che diventerà il regista di questa straordinaria pellicola. In molti modi, Green Book è un film che costringerà il pubblico a confrontarsi con i propri preconcetti e pregiudizi.

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