Spiderman: Far From Home. Lontano sì, ma quanto?

Prendete Venezia, Praga e Londra e ambientateci delle storie dove Spiderman c’è ma non è protagonista; metteteci le furie della natura, terra-aria-acqua-fuoco; inseritele in un contesto multiplanetario, multidimensionale e multitemporale, ed ecco l’ambientazione di Far From Home.
Dopo Homecoming, il nuovo Spidey poteva basarsi su alcuni punti essenziali:
-scrivere storie ispirate dal continuum di Spiderman, senza esagerare;
-inserire meglio Spiderman nel Marvel Cinematic Universe;
-aggiungere rimbalzelli dopo la morte di Tony Stark in Endgame.
A posteriori questo sembrava il progetto e va detto che è stato ben realizzato. Navigare nei meandri del tempo e degli universi paralleli è quasi impossibile, ma questo film ci riesce, sempre che non siate assoluti puristi!
La dipendenza di Far from home da Avengers: Endgame è tale da sconsigliare di vedere il nuovo Spidey senza prima aver visto l’altro, come fa direttamente Holland in uno dei trailer.
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Far from home è il primo film della cosiddetta Fase 4 della Marvel. Il resto della recensione contiene spoiler essenziali, quindi decidete voi se continuare o meno.

Tempo, spazio e multiverso
Missione riuscita da parte di Jon Watts, che ha continuato a dirigere Tom Holland in un film che scherzando scherzando aggiunge molti nuovi elementi per i futuri film Marvel.
L’idea di questo filone dell’universo Marvel è che Peter Parker possa diventare il nuovo Iron Man. La storia è semplice: un illusionista crea mostri virtuali che dichiara provenire da dimensioni parallele. Per farlo, usa sciami di droni che proiettano realtà virtuale immersiva e hanno attutori meccanici ed armati. Nick Fury, tornato dal suo salto di cinque anni, chiama Spiderman in quanto protetto di Tony Stark per aiutarlo nell’impresa.
Con buona pace degli spoiler, un genio di tutti i rami della fisica e della tecnologia com Tony Stark non può essere sostituito dal brillantissimo studente che tutti amiamo, anche se in questo film mostra un’infarinatura di fisica relativistica.
E se ci sono più dimensioni, non sarà che questo film non si svolge in quella tradizionale, ma altrove? Forse quest’idea verrà seguita nei prossimi film.
Attenzione: non solo tra i titoli di coda c’è il finalicchio, che io tanto detesto, ma ce ne sono addirittura due!

Stan Lee, Jtaz, Faraci/Cavazzano e Umberto Tozzi
Stan Lee non ha girato un cameo per questo film. L’attesa è stata inutile e a nulla servono le (poche) citazioni del suo nome. Non ci sarà più: bisognerà farsene una ragione.
Se volete sapere da veri esperti tutti i Marvel-riferimenti visibili nei trailer (beh, in uno), provate a sintonizzarvi su questo spettacolo di Jtaz:

In finale, un super spoiler: nella colonna sonora troviamo anche Stella Stai di Umberto Tozzi!

PS Qualcuno ricorda “Il segreto del vetro?”. Beh, è un albo speciale di Spiderman ambientato a Venezia, sritto da Tito Faraci e disegnato da Giorgio Cavazzano. Uscì nel 2003. Nulla a che vedere con il film, ma sembrava giusto ricordarlo.

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