Selfie di famiglia, una mamma ‘normale’

selfie di famigliaHéloïse è una “super-mamma” single: ha tre figli, un ristorante da mandare avanti e all’occasione, perchè no, anche qualche amante. Ma la diciottenne Jade, la più giovane di casa, presto lascerà il nido per continuare i suoi studi in Canada. Mentre la partenza di Jade si avvicina, Héloïse ripensa ai loro ricordi e si improvvisa regista filmando con il suo telefono i loro momenti insieme prima del viaggio, rendendoli unici grazie alla complicità che ha sempre saputo creare con sua figlia, “la sua piccola”. Visto così il film sembra melenso e triste, invece, Selfie di Famiglia, è una commedia emozionante e attualissima sull’amore, dalla regista dell’acclamato LOL – Il tempo dell’amore, Liza Azuelos. Protagonista del film che arriverà al cinema il 19 settembre Heloise Sandrine Kiberlain e con lei la figlia (vera della regista) Thais Alessandrin e Victor Belmondo, nipote del bel Jean Paul.

Il primo clic per la regista è stato grazie al film Boyhood. La scena in cui Patricia Arquette affronta suo figlio che fa i suoi bagagli e parte, senza voltarsi indietro. Liza Azuelos racconta: “Ho pensato: Quindi è così? Un giorno se ne vanno, è finita, è quello che mi succederà? Mia figlia, all’epoca, studiava al liceo e già pensava di frequentare l’Università in Canada. Ho capito, con urgenza, che dovevo prepararmi a quel momento: quindi ho iniziato a filmarla con il mio telefono. Ho iniziato a filmare tutto, sempre, in modo da ottenere una traccia di questa vita familiare che è al centro della mia esistenza, da 25 anni. Ho ore e ore di filmati con momenti esilaranti di Thaïs: “Smettila di filmarmi, mamma, sei spaventosa! (…) ti prego, almeno a colazione, spegni il tuo cellulare!”. All’inizio volevo realizzare un film da questi video, ma alla fine ho scritto questa storia, in maniera naturale”.

Selfie_di_famiglia“Il padre, interpretato da Yvan Attal – prosegue la regista -, si è rifatto una vita all’estero e per questo è meno presente nella vita dei figli. Volevo parlare dell’affidamento congiunto dal punto di vista della madre… perché è quello che conosco meglio! Per quanto ne so questo è il primo film sull’argomento, che riguarda sempre più persone, e che ha conseguenze sul modo in cui alleviamo i nostri figli, sui legami speciali che creiamo… per quanto mi riguarda sono stata una delle prime promotrici dell’affidamento congiunto, quindici anni fa. Ciò significa che non ci sono alimenti, quindi le donne sono costrette a prendersi cura di sé stesse finanziariamente, ma allo stesso tempo i bambini non devono vivere la “doppia punizione” di essere privati della famiglia in cui sono cresciuti e del loro padre. Nel film voglio parlare alle madri single, condividere la mia esperienza. Credo che vivere in una relazione non cambi la sensazione di nostalgia che si prova quando il figlio più piccolo lascia il nido. Sposato o single, ogni genitore deve affrontare la questione, prima o poi”.

Il film delizioso e dinamico non scade mai nella banalità e riesce a costruire 90 minuti di divertimento su una donna “normale”, radicata nella realtà. Héloïse è una donna di oggi, multitasking, che gestisce come può il suo lavoro, i suoi figli…

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