C’era una volta il crimine

Arriva il terzo capitolo della saga di viaggi nel tempo iniziata con Non ci resta che il crimine (2019). Il nuovo film di Massimiliano Bruno ‘C’era una volta il crimine’ vede nuovamente protagonisti Marco Giallini, Gian Marco Tognazzi, Edoardo Leo, Ilenia Pastorelli questa volta insieme a Giampaolo Morelli, che ‘sostituisce’ Alessandro Gassmann, e Carolina Crescentini. Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film con Rai Cinema, dal 10 Marzo al cinema.

Ritroviamo la banda di criminali improvvisata, decisa a compiere un altro viaggio indietro nel tempo, questa volta fino al 1943, per portare a termine una missione patriottica: rubare la Gioconda e riportarla in terra italiana. Ad aiutare lo spavaldo Moreno (Marco Giallini) e il pavido Giuseppe (Gian Marco Tognazzi) in questa impresa ci sarà il professore di storia Claudio Ranieri (Giampaolo Morelli), puntiglioso e con problemi a gestire l’ira. I tre dovranno fare i conti con più pericoli di quanti immaginassero e durante la fuga con l’opera d’arte si vedranno costretti a trovare un riparo a casa della giovane nonna di Moreno, Adele (Carolina Crescentini), dove l’uomo rivede anche sua mamma Monica, sebbene sia ancora una bambina. Le cose si complicano quando la piccola Monica viene presa dai nazisti e i tre dovranno arrestare il loro piano originario e salvare la bambina. La banda si ritroverà a viaggiare per un’Italia distrutta, vivere gli ultimi devastanti giorni della Seconda guerra mondiale, imbattendosi in personaggi storici importanti, come i protagonisti di questo secondo conflitto, ovvero Benito Mussolini, Adolf Hiltler, il Re Vittorio Emanuele, nonché Sandro Pertini, ai tempi messo in carcere per la sua opposizione al fascismo. Ma i tre incontreranno anche vecchi amici, come la bada della Magliana e il suo leader Renatino (Edoardo Leo), con cui potranno allearsi nello scontro finale insieme anche a Gianfranco (Massimiliano Bruno) e Lorella (Giulia Bevilacqua) per fronteggiare il peggior nemico di questi anni, l’esercito nazista. Mitica la battuta di Claudio nei confronti dei tedeschi: “Tanto la perdete ‘sta guerra!”, alla quale fa eco Giuseppe (Gian Marco Tognazzi): “Perdete pure la finale del ’82. Aricordate ‘sto nome: Paolo Rossi”.

“Poter dare due ceffoni ai nazisti è stato catartico”, dice Giampaolo Morelli durante la presentazione del film, “e girando questo film abbiamo vissuto in prima persona storie che abbiamo sentito raccontare da genitori e nonni, o che abbiamo letto sui libri di storia”.

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“Volevamo fare un film importante, parlare con ironia, comicità e divertimento di un momento storico importante e, ahimé, ciclico”, spiega il regista/protagonista Massimiliano Bruno. “Per questo abbiamo scelto una linea di demarcazione forte, quella rappresentata dall’8 settembre. Per noi il valore comico è importante, ma volevamo parlare anche di grandi valori. Ci siamo rifatti alla commedia all’italiana, alla capacità del nostro cinema di ironizzare su qualcosa che ci ha fatto male per davvero. A me piace la commedia, ma mi piace anche fare dei film che possano fare un po’ riflettere”. Per fare questo, spiega Bruno, era fondamentale “far svoltare emotivamente i protagonisti in maniera definitiva, personaggi che nascono quasi sordiani, sempre alla ricerca della svolta, ma che qui, di fronte a certe scelte, diventano eroi sic et simpliciter, persone pronte a dare la vita per gli altri”. Per questo Bruno definisce C’era una volta il crimine “il più importante dei tre capitoli di questa saga, dopo due anni di covid e tentativi generalizzati di anaffettività. Siamo tutti insieme impegnati in una battaglia comune contro il virus, e dobbiamo unirci per combattere il cattivo come avviene dal primo film, e in questo il cattivo è quello per eccellenza, il nemico nazista”. All’epoca delle riprese, infatti, Putin non aveva ancora invaso l’Ucraina.

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