Escobar: Paradise Lost.

Dopo la bella accoglienza a Toronto, arriva alla IX edizione del Festival del cinema di Roma nella sezione Gala il film “Escobar: Paradise Lost”, opera prima di Andrea Di Stefano attore e regista romano.

La pellicola è prodotta da Dimitri Rassam, tra Francia, Belgio e Spagna e purtroppo non in Italia, dove un film come questo risulta ancora impensabile per il nostro sistema produttivo; nonostante, come conferma Di Stefano ci siano eccezionali produttori italiani.

benicio romaEscobar: Paradise Lost racconta la storia, basata su fatti realmente accaduti, di un giovane ragazzo canadese Nick (Josh Hutcherson) e di suo fratello Dylan, arrivati in Colombia per cambiare vita, la quale sarà distrutta dall’incontro con il boss del narcotraffico Pablo Escobar Gaviria (Benicio Del Toro), a capo del Cartello di Medéllin negli anni Ottanta del secolo scorso.

Il film è diviso in due parti ben distinte tra loro, nella prima vediamo la conoscenza tra Maria, ragazza del posto (nipote di Escobar) e Nick; qui seguiamo tutta la loro conoscenza, il loro innamorarsi e l’entrata in famiglia Escobar-Gaviria di Nick. Le cose sembrano procedere bene, Nick ha un lavoro, è felice, vive con la sua amata in casa dello zio eppure le continue preoccupazioni del fratello Dylan, che lo mettono in guardia su chi sia in realtà Pablo, fanno scattare in Nick paura e agitazione.

benicio escobarCi troviamo quindi nella seconda parte della pellicola che si sposta nel 1991, anno che segna la caduta di Escobar come Re del Cartello del narcotraffico. Il quale per non essere estradato negli Stati Uniti si consegna spontaneamente alle autorità colombiane, non prima però di aver nascosto tutto il suo patrimonio, per farlo si serve di uomini fidati, tra cui il nostro Nick, i quali dovranno portare i vari bottini in determinati nascondigli. Tuttavia è proprio qui che Nick, prossimo alla fuga con Maria e il fratello Dylan, si accorge che qualcosa non quadra.

Escobar: Paradise Lost rientra a pieno titolo nei film di genere, a metà tra l’action movie e il thriller, Di Stefano ci fa letteralmente sognare con questa opera prima, non solo per la perfezione della narratività dei fatti, ma anche per la scelta degli attori. Josh Hutcherson interpreta in maniera eccezionale il ruolo di ragazzo ingenuo e innocente, portando a galla una drammaticità che mai prima ad ora abbiamo ravvisato nelle altre interpretazioni dell’attore. Claudia Traisac che veste i panni di Maria incarna in modo ottimale la figura di un’ ingenua ragazza, la quale non vede, o forse non vuole vedere quanto suo zio sia maligno. Benicio Del Toro, somigliante anche fisicamente a Escobar (visibilmente ingrassato e con la barba), è il vero gigante dell’intera pellicola, delinea in maniera magistrale i tratti di un uomo corrotto e corruttore, feroce assassino ma idolatrato dal popolo, che non permette la fuga ai due giovani amanti, avvinghiandoli nella sua morsa fino a stritolarli. Del Toro ci mostra di Escobar anche il lato “tenero”, quello di padre che legge alla figlia Il libro della Giungla e che invita Nick, con una telefonata, a riflettere sul finale del libro, ossia quando Mowgli decide di lasciare i vecchi amici per trasferirsi al villaggio degli uomini.

JoshHutchersonDi Stefano porta sulla scena un vortice cinematografico di fiducia, amore, corruzione, ingenuità, dolore, tradimento e potere del male, da cui è difficile sfuggire. Opera che non sfigura sui palcoscenici internazionali e che come debutto colpisce per il risultato ottenuto.

Piacevole e questa è una chicca che non vogliamo tralasciare la scelta di Di Stefano di far cantare a Benicio del Toro la canzone “Dio come Ti Amo” di Domenico Modugno, fa sempre piacere trovare un omaggio italiano in un film di tale portata.

traisacDel cast oltre a Benicio Del Toro, Josh Hutcherson e Claudia Traisac, fanno parte: Brady Corbet, Carlos Bardem, Ana Girardot, Laura Londono, Lauren Ziemski, Aaron Zebede e Micke Moreno.

Escobar: Paradise Lost è sicuramente uno dei migliori film visti al Festival di Roma insieme a Gone Girl, ricco di suspance, drammaticità, amore e oscurità. La scelta del titolo sta a significare proprio questo, Paradise Lost, ossia il paradiso perduto (la Colombia), da parte dei due fratelli, inghiottito da un oscuro male.

Camilla Lombardozzi

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