Meraviglioso Boccaccio, il ‘ritorno’ della peste.

Meraviglioso Boccaccio, il nuovo film di Paolo e Vittorio Taviani, arriva al cinema il 26 febbraio distribuito da Teodora Film, con un cast d’eccezione: Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca, Vittoria Puccini, Michele Riondino, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Lello Arena, Paola Cortellesi, Josafat Vagni. Nel cast anche Melissa Anna Bartolini, Eugenia Costantini, Miriam Dalmazio, Camilla Diana, Niccolò Diana, Fabrizio Falco, Beatrice Fedi, Ilaria Giachi, Barbara Giordano, Rosabell Laurenti Sellers.

taviani5Lo sfondo è quello della Firenze trecentesca colpita dalla peste, che spinge dieci giovani a rifugiarsi in campagna e a impiegare il tempo raccontandosi delle brevi storie. Drammatiche o argute, erotiche o grottesche, tutte le novelle hanno in realtà un unico, grande protagonista: l’amore, nelle sue innumerevoli sfumature. Sarà proprio l’amore a diventare per tutti il migliore antidoto contro le sofferenze e le incertezze di un’epoca. Delle novelle del “Decameron” di Boccaccio ne vengono raccontate cinque. Il film, prodotto da Donatella Palermo e Luigi Musini, è una produzione Stemal Entertainment, Cinemaundici e Barbary Films con Rai Cinema. La fotografia è affidata a Simone Zampagni.

“La grandezza di Boccaccio è che va diretto. Velocemente espone il prima per arrivare al nocciolo nelle sue novelle. Per chi fa cinema è un disastro perchè devi appassionare gli spettatori. Boccaccio ci ha dato un calcio, ma ora noi gliene diamo due”, affermano i fratelli Taviani durante la presentazione del film.

<> on February 20, 2015 in Rome, Italy.“Questo film è un grazie alla nostra terra. Siamo toscani. Boccaccio è per noi un compaesano con cui abbiamo convissuto. Ci ha camminato accanto per tanti anni. Già in un altro film avevamo usato una sua novella. Poi parlando degli orrori che ora ci sono nel mondo con persone vestite in arancione e nero che ne sgozzano altre, il problema della Libia, e questo clima che c’è oggi in Italia con il 40% degli elettori che hanno dichiarato che non voteranno perchè c’è sofferenza, abbiamo pensato che la peste, in forme diverse, è tornata. Così ci è tornata in mente la peste di Boccaccio che credo mai sia stata rappresentata al cinema e a ciò si sono accumulate altre immagini, ricordi delle nostre nonne, della spagnola ad esempio. Le ragioni che ci hanno spinto a fare questo film ha fatto sì che ad un certo punto della lavorazione ci è sembrato di fare un film simile a ‘Cesare deve morire’. Ma abbiamo costruito questa peste – spiegano – con sette ragazze che decidono di sopravvivere. Vogliono andare via e scelgono quindi di lasciare Firenze, e recarsi in questa villa”.

“La fantasia – sottolineano i Taviani – è delle donne. Gli uomini si accodano. Anche la scelta di raccontare la novella è delle donne. Si è detto che questo film è dalla parte delle donne. tavianiDa qui nascono le varie novelle. Ne avevamo in mente molte ed all’inizio di questo nostro film era fondamentale avere tre puntelli che le novelle dovevano riflettere: la pulsione dell’orrore nelle vicende umane di ieri ed oggi; le pulsioni dei giovani che dicono vogliamo vivere; la pulsione della fantasia che ci aiuta a vivere. Abbiamo voluto raccontare quello che gli uomini fanno e l’amore che ‘muove il sole e l’altre stelle’? Raccontare racconti, tutto quello che l’umanità può dare”.

“Questo sarà il nostro ultimo film? Facciamo gli scongiuri”, ironizzano in conclusione i fratelli Taviani.

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