Kevin Costner è Black and White.


“Abbiamo ancora un grosso problema legato al razzismo. La gente si vede bianca, nera o marrone. Ancora troppo spesso, ci vediamo per chi siamo piuttosto che per quel che siamo. Credo che il Presidente Obama lo abbia spiegato bene la notte in cui parlò di George Zimmerman: Dobbiamo riuscire a capire come superare questa cosa. Disse che il motivo per il quale era ottimista era che le sue figlie sono molto più brave di lui in questo”, ad affermarlo è Mike Binder, regista di ‘Black and White’ il film con Kevin Costner presentato al Festival del Cinema di Roma che arriverà al cinema dal 5 marzo.

black-and-white2“Io ho due figli e anche loro se la cavano meglio di me in questo senso – continua il regista -. Non vedono le persone per il colore della loro pelle, o per la loro identità sessuale, vedono le persone semplicemente come persone. BLACK AND WHITE si basa su una situazione che è capitata a me. Diversi anni fa, la sorella di mia moglie morì a 33 anni. Aveva un figlio di sette anni che è birazziale. Suo padre era scomparso dalla sua vita e la famiglia del padre viveva a South Central. Sono meravigliosi e sono molto presenti nella sua vita. Ma siamo stati mia moglie ed io, e uno dei suoi fratelli, a crescere il bambino. Sotto molti punti di vista, è cresciuto in due mondi totalmente diversi: Santa Monica e South Central. E’ stato un bambino felice, ma tutte le persone consideravano un problema il fatto che fosse mezzo bianco e mezzo nero. E quando andavamo a South Central per lasciarlo per il weekend o per riprenderlo, mi stupivo sempre di quanto drasticamente diverse fossero anche le più piccole cose. Ovviamente, loro non avevano alcun problema nei nostri confronti; sua nonna adorava mia moglie, Diane. Ma secondo me, se fosse successo qualcosa a Diane non sarebbero stati felici che lo crescessi io da solo. Perciò volevo descrivere questo scenario e fare un film che innescasse una conversazione sulla direzione che sta prendendo la questione razziale in questo paese. Mentre stavamo girando il film, c’erano numerose coppie birazziali e donne con figli birazziali. Quello che ci salverà, secondo me, sarà il mischiarci tra di noi il più possibile, in modo che i nostri figli non sapranno più di che colore sono, e a quel punto saranno solamente persone”.

Nel film, rimasto vedovo dopo l’improvvisa morte della moglie, l’avvocato Elliott Anderson (KEVIN COSTNER) affoga il suo dolore nell’alcol e si scontra con le difficoltà che derivano dal crescere la nipotina birazziale, Eloise (l’esordiente JILLIAN ESTELL).

Il mondo di Elliott viene letteralmente sconvolto quando la nonna paterna della bambina, Rowena (OCTAVIA SPENCER), chiede che Eloise venga affidata alle cure del padre, Reggie (ANDRÉ HOLLAND), un drogato che aveva abbandonato la figlia, subito dopo la morte della madre, avvenuta per complicanze durante il parto. Ne scaturisce una battaglia per l’affidamento che fa riemergere vecchie convinzioni e pregiudizi a lungo rimasti sopiti.

Black-and-WhiteBLACK AND WHITE è un film che poggia su un delicato equilibrio tra tragedia e commedia, nel raccontare la storia di un uomo disperato che deve trovare una strada, per sfuggire alla tristezza e alla disperazione, verso la comprensione e il perdono, il tutto in nome dell’amore per la sua nipotina.

“Ho visto questo film assieme a un pubblico solamente di bianchi – afferma Mike Binder -, e poi solamente di neri, e poi l’ho visto con un pubblico di colori diversi. Ed è piaciuto a tutti. Ci sono diverse cose per le quali penseresti che la gente possa sentirsi insultata, ma non è così. E c’è anche una gran dose di humour. La gente comprende la storia. Si identifica, il che mi dà speranza. Perché viviamo tutti assieme su questa isola nessuno può scappare perciò faremmo meglio a capire come vivere assieme”.

Nel cast del film anche Anthony Mackie (Real Steel, Il quinto potere, Captain America – Il soldato d’inverno) e Jennifer Ehle (Le idi di marzo, Contagion, Zero Dark Thirty).

“E’ un messaggio contro il razzismo”, aveva detto il premio Oscar Kevin Costner a Roma parlando del film che ha anche prodotto. “Un soggetto delicato – aveva aggiunto – verso cui non pretendo di avere risposte, ma la bellezza del mondo è sempre stata data dalle differenze. Le cose più belle che mi sono capitate nella vita mi sono successe con persone con cui non condividevo neppure la lingua”. E ancora, “la mia speranza è che questa storia abbia un impatto universale”. E sempre riguardo al colore della pelle Costner aveva fatto ricorso a una puntuale e originale metafora: “Quando vedo una donna guardo d’istinto il suo seno, ma non è una cosa importante. Quello che conta è il terzo, il quarto pensiero che mi suscita questa persona parlandoci. Così è per il colore della pelle”.

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