Una commedia all’italiana… ‘Se Dio Vuole’.

“Un figlio omosessuale sì, ma prete no”. La pensa così Tommaso (Marco Giallini) uno stimato cardiochirurgo, anche se il suo rapporto con il “cuore” si limita alla sala operatoria. “I miracoli non esistono, sono io che sono bravo”, afferma Tommaso, sposato con Carla (Laura Morante), affascinante e “pasionaria”, oggi sfiorita come gli ideali in cui credeva.

Tommaso e Carla hanno due figli la più grande Bianca (Ilaria Spada) non ha interessi, non ha idee, non ha passioni: una simpatica mentecatta ed è sposata con l’agente immobiliare Gianni (Edoardo Pesce). Andrea (Enrico Oetiker) invece è un ragazzo brillante, iscritto a Medicina, pronto a seguire le orme del padre, con suo grande orgoglio. Ultimamente Andrea però sembra cambiato: è spesso chiuso nella sua stanza e la sera esce senza dire a nessuno dove va.

Il dubbio si insinua strisciante: Andrea è gay! Chiunque sarebbe entrato in crisi, ma non Tommaso. Lui detesta ogni forma di discriminazione: siamo tutti uguali. E il giorno del “coming out” arriva… Andrea, raduna la sua famiglia, prende il coraggio a quattro mani e finalmente si apre: “ho incontrato una persona che ha cambiato la mia vita e quella persona si chiama Gesù. Per questo ho deciso di diventare sacerdote!”.

Per Tommaso, ateo convinto, un figlio prete è una mazzata terribile. Mentre finge di dargli appoggio totale decide di capirci di più e inizia a seguirlo di nascosto. Arriva così a Don Pietro (Alessandro Gassmann), un sacerdote davvero “sui generis” e assiste ad uno strepitoso “one man show” di fronte ad una folla di ragazzi osannanti. E’ quel prete ad aver fatto il lavaggio del cervello a suo figlio: è lui il nemico da battere!

Approfittando dell’assenza di Andrea, in ritiro in un monastero, Tommaso sotto mentite spoglie comincia una vera e propria guerra senza esclusione di colpi. Ma le cose non vanno mai come pensiamo…

Dal 9 aprile una commedia all’italiana di Edoardo Falcone, alla sua opera prima da regista dopo una serie di sceneggiature per il cinema (da ‘A Natale mi sposo’ a ‘Confusi e felici’), prodotta da Waildside e Rai Cinema e distribuita da 01 distribution.

Marco Giallini e Alessandro Gassman (nuovamente insieme sul grande schermo dopo ‘Tutta colpa di Freud’) confermano con questo film di essere una coppia cinematografica che potrebbe dare molto alla commedia all’italiana, un po’ sbruffona e giocata anche sui luoghi comuni, ma senza volgarità. “Meglio gay che prete? – dice Marco Giallini alla presentazione stampa del film – Ognuno fa le proprie scelte. La prima poi non è una scelta, la seconda sì. Per me non sarebbe una tragedia se mio figlio mi dicesse di voler diventare sacerdote. Io ho due figli maschi e so quello che dico. La prenderei male se mi dicessero di essere della Lazio (Giallini è uno sfegatato romanista)…”.

Anche Alessandro Gassmann è d’accordo: “In Italia purtroppo essere gay significa avere maggiori difficoltà rispetto a chi è etero. E questo ovviamente è sbagliato. Inutile dire che per me non ci sarebbe alcun problema in nessun caso. Ogni scelta di vita deve essere assolutamente libera”.

Alessandro Gassmann, che per la prima volta recita in romanesco, racconta di essersi ispirato per il suo personaggio ai sacerdoti missionari che ha conosciuto come ambasciatore Unhcr: “un prete che mi piace. Un sacerdote terreno che cerca di aiutare chi ha bisogno. Il mio personaggio che si chiama Pietro Pellegrini (un omaggio ad Aldo Fabrizi in ‘Roma Città Aperta’) incontra un uomo che in pratica ha perso la sua famiglia e lo aiuterà a ritrovarla… Io non frequento la Chiesa, ma se ci fossero preti così la frequenterei”.

“Il mio personaggio ispirato a Guido Terzilli, Medico della Mutua di Alberto Sordi? No – risponde Gallini a una delle domande-. In realtà non ho pensato a nessuno in particolare. E’ un film che amo e che ho visto migliaia di volte, ma quando recito di solito vado a braccio. Poi dopo semmai mi è venuto in mente un medico che conosco davvero, Michele, che è un grandissimo ortopedico. Quindi, mi è venuta in mente una situazione reale ma, ripeto, nessun riferimento particolare, solo ispirazione personale”. “Il mio personaggio – continua Giallini – è semplicemente un uomo che non crede ai miracoli, non crede nella spiritualità, poi conosce questo sacerdote speciale e da quel momento cambia con grande semplicità e leggerezza”.

“Volevo raccontare la in maniera divertente e dissacrante la realtà che ci circonda – afferma il regista Edoardo Falcone -. Da sempre sono un appassionato della commedia all’italiana classica. Per quanto mi riguarda Monicelli, Germi, Risi e Scola sono un punto di riferimento imprescindibile. Per questo cercavo un’idea diversa che non fosse la solita commedia romantica, né tantomeno il tipico film comico farsesco e macchiettistico. Lo spunto iniziale mi è venuto guardandomi attorno: conosco tante persone che si reputano aperte e democratiche, ma in realtà sono totalmente incapaci di mettersi in discussione, dimostrando di essere il contrario”.

La sceneggiatura del film è scritta dal regista insieme a Marco Martani e la colonna sonora è affidata a Carlo Virzì, ma con una bellissima sigla finale di Francesco De Gregori e una ‘perla’ di Gigi D’Alessio. Bianca (Ilaria Spada) lancia ‘Comme si fragile’ con un’accusa al padre: “Mi facevi sentire Guccini e De Andrè. Ma far ascoltare De Andrè a una bambina di 7 anni è una cattiveria. Ora te lo dico: a me piace Gigi D’Alessio!”. E così Edoardo Falcone ironizza sulla contrapposizione tra cantautori: “Bisogna accettare il diverso, anche chi ascolta Gigi D’Alessio”.

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