Cobain: Montage of Heck, il film X.


“Montage of heck” era il nome che Kurt Cobain, quasi ventenne, scrisse sopra una musicassetta di appunti audio e di cover, registrazioni manipolate di trasmissioni radiofoniche, provini e suoni disparati, realizzata mentre rimaneva solo in casa con la sua chitarra acustica. Tradotto in italiano potrebbe significare “Immagini del demonio” e rappresenta una sorta di prova generale della ‘Supernova di Seattle’ che sconvolgerà e muterà per sempre il mondo della musica. Kurt Donald Cobain è morto suicida a 27 anni, aggiungendosi al cosiddetto ‘Club 27’ degli artisti morti prematuramente proprio come Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Secondo la rivista Rolling Stone, nonostante la sua breve vita, è stato il miglior artista degli anni Novanta.

kurt cobain“Cobain, Montage Of Heck” è il primo documentario completamente autorizzato dalla famiglia Cobain-Love, diretto da Brett Morgen e prodotto dalla figlia oggi 22enne di Kurt Cobain, Frances Bean, che arriva sul grande schermo, solo per due giorni il 28 e il 29 aprile, e che segue un tentativo mal riuscito e molto criticato del regista inglese Nick Broomfield con il docufilm “Kurt e Courtney”, nel 1998, e dopo il film romanzato di Gus Van Sant “Last Days” del 2005.

Il film sul leader dei Nirvana è stato presentato in anteprima mondiale alla 65esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, al Sundance e al Bif&st di Bari, sempre con grande riscontro di pubblico. Realizzato in otto anni di lavorazione, si profila come uno dei casi cinematografici dell’anno.

Il regista Brett Morgen ha potuto attingere alla miniera inedita di informazioni e materiali originali lasciati da Kurt Cobain al momento del suo suicidio: circa quattromila pagine di note e abbozzi di canzoni, racconti allo stato embrionale, schizzi di potenziali quadri, foto, effetti personali. Oltre a centinaia ore di demo, filmini familiari, backstage, frammenti di vita da studio di registrazione. Quello che ne è venuto fuori è un “ritratto umanistico” della rockstar che finì immolata sull’altare del suo successo travolgente. Un profilo fin qui mai visto, né sul piccolo né sul grande schermo e che comunque salvaguarda la figura controversa della moglie Courtney, accusata da altri osservatori di essere la responsabile diretta della morte di Cobain.

Il film mostra il ritratto indelebile di una vita condotta in bilico fra follia e genio. Un racconto profondo di un artista divenuto icona: riflette l’argento vivo che lo stesso Cobain aveva addosso. Brett Morgen è riuscito in un complesso intreccio che raccoglie testimonianze di persone come la madre e la sorella di Cobain, la vedova Courtney Love, la precedente fidanzata Tracy Marander, l’amico e bassista dei Nirvana Krist Novoselic e altri ancora, alternandole con le stesse parole del musicista, per un imponente tributo a un controverso e contraddittorio talento, ancora riverito da milioni di fan in tutto il mondo a venti anni dalla sua tragica morte.

Il film è arricchito da una dozzina di canzoni ed esibizioni dei Nirvana, oltre che da alcuni brani originali di Cobain mai diffusi prima.

Nel 1991, i Nirvana, band di Seattle, pubblica il primo singolo di successo “Smells Like Teen Spirit,” , travolgendo l’universo musicale con un suono in grado di entrare nella storia di un decennio. Kurt Cobain, cantante, chitarrista e autore dei testi del “gruppo simbolo della Generazione X”, è diventato una delle voci più ascoltate del suo tempo, con canzoni che sono state un’incredibile combinazione di nichilismo ed estasi.

Già dall’infanzia passata nell’ambiente depresso di Aberdeen, nello stato di Washington, Cobain appariva come chiaramente talentuoso, oltre che ipersensibile, iperattivo e perfezionista all’eccesso. Guidato da una creatività sconfinata, cominciò a scrivere, disegnare e comporre musica già da giovanissimo.

Idealizzato dalla madre e sminuito dal padre, Cobain è entrato in contatto con il punk rock come un qualunque adolescente irrequieto. “Un amico… mi registrò un paio di raccolte su cassetta”, raccontava in un’intervista. “Mi ha completamente sconvolto. Quella musica riusciva a esprimere perfettamente il mio pensiero. Ed è in quel momento che ho capito che si trattava di quanto avevo sempre sognato di fare”.

Cobain ha abbandonato la scuola poco prima del diploma per iniziare a lavorare come bidello, nella speranza di trovare spazio per esprimere la propria energia artistica e i tumulti emotivi. “Era alla continua ricerca di qualcosa che non lo facesse sentire solo o diverso dagli altri”, ricorda la sorella, Kim Cobain.

In poco tempo, Cobain, il bassista Krist Novoselic e il batterista Dave Grohl hanno iniziato a guidare una stagione musicale che ha stravolto il rock, trovandosi a fare i conti con la propria tensione all’autodistruzione. Da tempo incline alla depressione, Cobain cominciò a farsi di eroina fino a divenirne dipendente. Al passo con il successo, sono cresciuti così la sua dipendenza dalle droghe e i comportamenti autolesionisti: “Siamo pronti a distruggere la nostra carriera in ogni momento”.

Il controverso matrimonio di Cobain con la musicista Courtney Love fa seguito al suo passato: nato da un matrimonio disastrato, il suo sogno di una vita era quello di creare una famiglia di cui ha sempre sentito la mancanza durante l’adolescenza. La coppia fece un tentativo di trovare una dimensione più tranquilla, soprattutto dopo la nascita della loro unica figlia, Frances Bean, ma la tragedia non ha mai smesso di seguirli.

kurt-cobain-courtney-loveNel corso della propria vita, Cobain ha continuato a creare in maniera compulsiva, sviluppando progetti poetici e inquietanti, spesso manifestazioni dei suoi incubi e delle sue fantasie. Come raccontato dalla madre, “era in continua rotta di collisione con il mondo”.

Tormentato dalla dipendenza, da inspiegabili quanto atroci disturbi allo stomaco e da una mente perennemente inquieta, Kurt non è stato in grado di sfuggire ai problemi che lo avevano ossessionato fin dall’infanzia e si è tolto la vita.

Nel docufilm non troveranno spazio le controverse ultime 48 ore dell’esistenza della voce rock più importante dell’ultimo quarto di secolo. Nessun cinema del dolore o indagini sul suicidio (molte evidenze infatti sono dubbie), ma una carrellata di sguardi laterali e intriganti sulla parabola biografica e artistica di Kurt Cobain.

“Questo film permette di essere letteralmente testimoni della vita di Kurt Cobain, di vederla attraverso i suoi occhi e le sue esperienze”, afferma il regista Brett Morgen.

I coetanei di Kurt conosceranno aspetti della sua vita che non hanno mai saputo. Quanti hanno scoperto più recentemente l’uomo e la sua musica, capiranno cosa lo rende un’icona immortale.

Proprio come il leggendario cantante dei Nirvana, Montage of Heck è un lavoro autentico, intimo e risoluto, che entrerà nelle teste degli spettatori per rimanerci a lungo anche dopo la fine dei titoli di coda.

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