Ršumović è il padre del figlio di nessuno

La collaborazione tra il Nuovo Cinema Aquila e il Cineclub Internazionale, a seguito del grande successo di ‘The Parade – La sfilata’ e ‘Pelo Malo’, prosegue con l’attesissimo film vincitore della Settimana della Critica alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2014. Il regista Vuk Ršumović risponderà alle domande del pubblico al termine della proiezione Venerdì 17 Aprile alle 19.30 al Nuovo Cinema Aquila di Roma.

FIGLIO_DI_NESSUNO_LOCANDINA-140x198Nella primavera del 1988, fra le montagne della Bosnia, viene ritrovato un bambino cresciuto fra i lupi. Gli viene dato il nome di Haris e viene inviato in Serbia, all’orfanotrofio di Belgrado, dove è affidato alle cure di Ilke. Qui diventa amico inseparabile del piccolo Zika e, col tempo, impara a pronunciare le sue prime parole.

‘Figlio di nessuno’ oltre al premio del pubblico RaroVideo come miglior film della Settimana della Critica, nella stessa edizione della Mostra del Cinema di Venezia ha anche conquistato il Premio Fipresci (come miglior film delle sezioni Orizzonti e Settimana della Critica) ed il Premio Fedeora (Federazione dei Critici Europei dei Paesi Euromediterranei) per la migliore sceneggiatura. Il film sta, inoltre, ottenendo una serie di importanti riconoscimenti nei maggiori festival internazionali.

L’opera di Ršumović (che uscirà in Italia dopo il debutto in patria) è una storia, come afferma lo stesso regista, “sul desiderio di essere amati e di appartenere”, una storia “narrata dalla prospettiva di un ragazzo selvaggio che si confronta per la prima volta con la civiltà”. Basato su una vicenda reale, il film è ambientato durante la Guerra dei Balcani della fine del XX secolo e vede come protagonista un giovane ed intenso attore, Denis Murić, alla sua prima ma già apprezzatissima prova sul grande schermo.

“Integrando il dramma umano universale con il pungente contesto politico, mentre abilmente schiva il sensazionalismo, Rsumovic svolge questa narrazione con chiarezza, compassione e sobria sicurezza formale”.

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