Big Game, caccia al presidente.

big gameArriva al cinema il 25 giugno ‘Big Game – Caccia al Presidente’, l’action movie distribuito da Eagle Pictures che vede protagonista Samuel L. Jackson nei panni del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Anche se i saggi del villaggio – incluso suo padre – nutrono dubbi sulle sue capacità, Oskari affronta la prima spedizione di caccia da solo nella foresta finlandese: una tradizione che si tramanda di padre in figlio. Proprio mentre Oskari parte, l’Air Force One è diretto a Helsinki, con il Presidente americano in persona (Samuel L. Jackson) e il suo Capo della Sicurezza. (Ray Stevenson). Ma nei cieli vola anche un elicottero di terroristi mercenari, guidati da Hazar (Mehmet Kurtulus). Prima di atterrare, per testare la precisione dei sistemi, i terroristi abbattono il pilota di un elicottero tramite un sofisticato sistema di puntamento e un missile terra-aria. Soddisfatti del risultato, puntano l’arma verso l’aereo del Presidente, che viene però espulso in una capsula di salvataggio. Morris, dopo aver ucciso un membro dell’equipaggio e dopo aver confessato di essere complice di Hazar, si mette in salvo prima che l’Air Force One venga abbattuto. A terra, Oskari riesce a sopravvivere all’impatto dell’aereo, schiantatosi a pochi metri da lui, mentre al Pentagono il direttore della CIA (Felicity Huffman), il Vice Presidente (Victor Garber) e il Generale dell’Esercito Americano Underwood (Ted Levine) si rivolgono al veterano agente Herbert (Jim Broadbent) per affrontare al meglio la situazione. Ben presto si conferma l’ipotesi che il piano non poteva realizzarsi senza il supporto di un complice americano.

big game3Intanto, nella foresta, da una parte Morris cerca la capsula di salvataggio e tiene sotto controllo Hazar e i suoi alleati mercenari via radio, dall’altra, Oskari, arrivato alla capsula, libera il Presidente. Nel tentativo di localizzare il Presidente, il Pentagono scopre che il segnalatore di posizione è finito in una zona remota della Norvegia, e che non è più agganciato alla cellula di salvataggio. Morris e Hazar, invece, arrivano nel luogo giusto ma non trovano più il Presidente. Il Presidente, riluttante, accetta di seguire Oskari nella foresta, e capisce ben presto che non è un grande esperto. I due arrivano al punto in cui Oskari ha lasciato la sua quad-bike e qualche provvista. Il ragazzo non vuole, però, che il Presidente usi la quad-bike, perché spera di riuscire a portare a termine la missione e dimostrare a suo padre di essere un uomo coraggioso. Per questo continua ad attraversare la foresta con il Presidente al seguito. Morris e Hazar seguono le loro tracce, mentre al Pentagono, intanto, Herbert avanza l’ipotesi che i terroristi siano molto esperti e pericolosi.

Mentre cala la notte, Oskari e il Presidente arrivano nel punto in cui, sulla mappa del ragazzo, il padre ha identificato e segnalato il punto ideale per cacciare. Attorno a un fuoco, i due parlano della differenza che c’è tra l’essere forti e coraggiosi di natura e il fingere di esserlo. Il giorno successivo si concentrano sulla caccia ai cervi di Oskari, ma Morris e Hazar sentono da lontano i richiami degli animali. Oskari trova un frigorifero collegato a un generatore, e scopre, umiliato e mortificato, che suo padre gli ha lasciato un cervo già morto per portare a termine la prova. Il Presidente lo consola, dicendogli che deve solo a lui la vita e che crede in lui. Poco più in là, il Presidente scopre il corpo senza vita di un membro dell’equipaggio e realizza che Morris lo ha tradito. Accanto al corpo trova anche una pistola. Il Presidente dice a Oskari di scappare perché certamente Morris è ormai già sulle loro tracce. Oskari cerca di colpire Morris con arco e freccia ma fallisce. Il Presidente tenta a sua volta di sparare a Morris, ma non sa usare la pistola. Morris, per fargli vedere come si fa, gliela scarica, quindi lo colpisce. Oskari corre mentre il Presidente e Morris iniziano a battersi, controllato da un satellite del Pentagono che finalmente è riuscito a identificare la loro posizione geografica. Hazar e i mercenari giungono sul posto in elicottero per dare man forte a Morris. Da uno schermo, negli Stati Uniti, Herbert identifica Hazar come il figlio di un ricco sceicco del petrolio e un “grande psicopatico”.

big game1Nascosto, Oskari guarda Hazar nascondere il Presidente nel frigorifero per portarlo via. Mentre l’elicottero si eleva in aria con il frigorifero appeso sotto, Oskari prende a due mani il coraggio e salta, convinto che ormai la sua missione sia salvare il Presidente e non semplicemente tornare a casa con un normale trofeo di guerra, come hanno fatto tutti gli uomini della sua famiglia. Così rompe le corde che sospendono il frigorifero all’elicottero. Il Presidente, Oskari e il frigorifero ora sono di nuovo a terra. Morris e Hazar li trovano, quindi Oskari salta dentro con il Presidente e si lancia rotolando da una collina finendo nel fiume a valle. Raggiungono il punto in cui si è schiantato l’Air Force One, e dove il Pentagono riesce a localizzarli inviando finalmente i soccorsi. Oskari e il Presidente nuotano all’interno dell’aeroplano, raggiungono la camera d’aria della parte superiore del velivolo e credono di essersi messi in salvo, quando Hazar fa un buco nel tetto ed entra. Così rivela al Presidente che secondo i piani dovrà ucciderlo e mostrare in diretta la sua morte, per far capire a tutti che la lotta al terrorismo non è finita. Ma nell’elicottero sopra le loro teste, infastidito da Hazar, Morris, taglia la corda alla quale Hazar è ancora legato, lasciandolo sospeso sopra i resti dell’aereo sommerso e alla mercé dell’esplosivo che vi ha agganciato. Hazar e il Presidente si battono, fin quando Oskari colpisce Hazar con un estintore e il Presidente riesce a uccidere il terrorista, ricordandosi dei suggerimenti di Morris su come usare la pistola. Oskari e il Presidente raggiungono i sedili eiettabili e riescono a uscire dal velivolo. Raggiunto il livello dell’elicottero in aria, Oskari colpisce Morris con una manovra secca e precisa di arco e freccia, e Morris cade giù, nei resti dell’Air Force One, che intanto sta esplodendo. Il paracadute di Oskari e del Presidente li fa atterrare serenamente proprio di fronte al padre di Oskari e al cospetto di pochi abitanti del villaggio e di alcuni militari Americani da poco giunti sul posto. Il padre di Oskari corre verso di lui, il Presidente gli dice che suo figlio è l’uomo più coraggioso che abbia mai conosciuto. Al Pentagono tutti festeggiano, tranne Herbert, che si defila. Si scopre, quindi, che lui e il Vice Presidente erano le menti dietro il crudele piano di uccidere il Presidente. Così Herbert, con un gesto sorprendente e una mossa letale, uccide il Vice Presidente, eliminando di fatto l’unico sopravvissuto all’operazione e l’unico in grado di incriminarlo. Quindi torna alla sua vita di sempre: ormai il suo segreto è al sicuro. Mentre scorrono i credits finali, nell’ultima immagine, in una casa di campagna, su una parete piena di trofei di caccia campeggia la foto di Oskari e del Presidente.

Diretto da Jalmari Helander e presentato al Festival di Toronto nel 2014, Big Game è un film intriso d’avventura, ambientato nelle location mozzafiato delle foreste della Bavaria. La scenografia naturale diventa un fattore determinante nella narrazione che ne esalta la grandezza, l’epicità e la spettacolarità delle scene d’azione e non solo. Accanto al plurinominato all’Oscar Samuel L. Jackson e alla giovane promessa Onni Tommila il cast si compone di Ray Stevenson (Divergent, The Divergent Series: Insurgent) Jim Broadbent (Paddington, Le Week end), Ted Levine (Shutter Island, American Gangster) e Felicity Huffman (Transamerica, Desperate Housewives).

“Il fascino e l’interesse di BIG GAME – afferma Jalmari Helander – nasce dal contrasto tra due mondi apparentemente agli antipodi: quello della foresta incontaminata e selvaggia e quello del mondo moderno; in ultima analisi è il contrasto tra l’uomo e la natura. La struttura del film segue e riproduce questo dualismo anche nell’opposizione tra la cultura rurale finlandese e quella degli irrealistici e sovradimensionati blockbuster americani. Mi piace molto l’idea di rappresentare un ragazzo molto giovane ma pieno di ideali e di coraggio, alle prese con la terribile ferocia dei terroristi. Il film si svolge principalmente in una foresta enorme e desolata, elemento questo, molto importante ai fini della narrativa. La foresta, con il suo aspetto selvaggio e difficile contribuisce, infatti, a dare al film una dimensione imponente. Come regista e sceneggiatore, ho ritenuto importante che il protagonista fosse finlandese ma, al tempo stesso, volevo che il film riuscisse a superare e le barriere linguistiche”.

“Il genere e il tono di BIG GAME – prosegue il regista – sono simili a quelli del mio ultimo film, Trasporto eccezionale – Un racconto di natale; serio, ma con uno humour sottile che pervade l’assurdità della situazione e lo scontro tra due culture, rappresentate da Oskari da un lato e dal Presidente dall’altro. Tale contrasto, insieme agli altri elementi del film, contribuisce a dare al film una dimensione quasi epica”.

Visto che il film si ispira a gloriosi action movies precedenti come Trappola di cristallo, Helander ha pensato in grande per le scene d’azione di BIG GAME. Il coordinatore stunt, Mark Sieger, spiega in che modo sono state create sequenze che fanno letteralmente balzare gli spettatori dalla sedia. In particolare, quella in cui Oskari e il Presidente si trovano improvvisamente su un blocco di ghiaccio in movimento: “Frigoriferi che nuotano, che rotolano, che volano, che si schiantano. Si combatte attorno ai frigoriferi. Poi si arriva su una collina con un fuoristrada, si combatte in un aeroplano, ci sono esplosioni e paracadute che si aprono atterrando su alberi, elicotteri che si alzano in volo sorvolando la zona – tutti elementi tipici dell’action movie, tranne il frigorifero che vola. E devo dire che un frigorifero che vola nella foresta è una cosa incredibile!”.

big game2Se è vero che la maggior parte delle scene d’azione sono ambientate in foreste incontaminate e selvagge, alcuni set sono stati ricostruiti in studio, come anche l’Air Force One. “Mi piaceva molto l’idea dell’Air Force One che si schianta in mare”, Sieger continua “così in studio abbiamo ricreato tutta la parte superiore dell’aereo, che in effetti nella storia è per metà sommerso. A un certo punto, c’è un’esplosione, che proietta Samuel e Onni fuori dall’aereo in mare – il giorno delle riprese è stato meraviglioso!”.

Emozioni e adrenalina sono la chiave di volta di questo film, ma Helander spiega il messaggio più profondo che spera di trasmettere al pubblico: “Credo che sia un film d’avventura quasi epico, con molti elementi tipici dei grandi film degli anni ’80, ma con un messaggio importante. Non somiglia solo a Fast and Furious. C’è qualcosa di più”.

Il candidato premio Oscar Samuel L. Jackson spiega che interpretare il ruolo del Presidente Americano è stato divertente, ma che la cosa più interessante del film è il rapporto che il Presidente instaura con il giovane eroe: “Il Presidente è amareggiato perché i suoi lo hanno tradito. Anche Oskari è deluso, perché suo padre ha dimostrato di non avere fiducia in lui e nelle sue capacità. I due si fanno forza l’un l’altro e riescono ad andare avanti”.

Secondo Jackson, il film porta in scena anche la storia del rapporto tra un ragazzo giovane e inesperto e l’uomo più potente del mondo. Helander commenta: “Entrambi sono pesci fuor d’acqua, costretti a combattere per sopravvivere in un mondo diverso da quello al quale sono abituati. Quando Oskari incontra per la prima volta il Presidente, teme di non essere in grado di portare a termine la missione, ma si sente più confortato quando si accorge che il Presidente ha paura almeno quanto lui. Così Oskari impara che la paura e il terrore sono sentimenti non da rifuggire ma da affrontare. Resta però una domanda: cosa fare?”.

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