Inside Out. Le emozioni prendono vita grazie a mamma Pixar!

Inside_OutRiley sta crescendo ed attraversa il confine, labile ma radicale, tra infanzia ed adolescenza lontana dalla casa in cui è nata è cresciuta. Le mancano gli affetti e le abitudini cui era legata e, proprio come ogni essere umano, è guidata dalle proprie emozioni: Gioia (la leader del gruppo), Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza. Mentre cerca, difficoltosamente, di adattarsi alla nuova vita in San Francisco, lontana dalla sua amica del cuore, dal freddo del suo Minnesota, dal ghiaccio e dall’hockey (la scena onirica del pattinaggio su ghiaccio vale da sola il prezzo del biglietto) che tanto ama, la vita le muta intorno e le cinque emozioni cercano, operando dal centro di controllo nella sua mente, di evitare che il suo piccolo mondo gioioso cada a pezzi.

Pete Docter, fuoriclasse di casa Pixar, ci regala il più intellettuale dei diamanti estratti dalla miniera fantastica della più grande azienda di animazione cinematografica al mondo: Inside Out, presentato in anteprima mondiale il 18 maggio al Festival di Cannes 2015 e, dal 16 settembre, nelle sale italiane.

inside-out-pixar-trailerIl soggetto del film, la trasposizione delle emozioni del protagonista attraverso singoli personaggi, era già stato sviluppato nella sitcom statunitense Ma che ti passa per la testa?, prodotta dalla FOX tra il 1991 ed il 1994, in cui i vari tratti emotivi erano interpretati da differenti attori ma Pixar spinge il gioco su un livello decisamente più alto e, complice la perfezione del suo 3D, trasforma l’idea originale in una miriade di suoni, colori, disegni ed avventure che oscillano costantemente tra sogno e realtà.

Guardano la bimba Riley, è impossibile non pensare all’irresistibile Boo di Monsters & Co. ed è bello vedere la Pixar che si autocita!  😉

A quanto pare, “qualcuno” deve aver letto molto attentamente La storia infinita di Michael Ende perché la sparizione progressiva dell’universo (in questo caso, quello mentale della giovane protagonista) ad opera del Nulla sembra essere l’elemento dominante per gran parte del film. Nonostante tale limite narrativo, il risultato finale è di altissimo livello (Federico Fellini sarebbe impazzito alla vista della fabbrica dei sogni) e merita assolutamente di essere visto. Impossibile, inoltre, non pensare ai capolavori di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie ed Attraverso lo specchio, a giudicare dai due buffissimi poliziotti quasi-gemelli ed alla loro gag del cappello!

insideoutInside Out è una fiaba per adulti che farà sognare anche i bimbi perché tutti serbiamo le nostre memorie più preziose nel profondo della nostra mente e quando le facciamo riaffiorare in superficie, diventiamo un po’ Riley, colti come siamo da un impeto emotivo, da una misteriosa mistura di gioia e tristezza che non sappiamo spiegarci.

Un’unica obiezione, oh geni della Pixar: dovevate proprio disegnare Tristezza così teneramente irresistibile?

 

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