Operazione U.N.C.L.E.: gli anni ’60 non sono mai stati così cool!

Dopo una pausa di qualche anno dal secondo Sherlock Holmes e in attesa di portare per la terza volta Robert Downey Jr. nei panni dell’investigatore di Baker Street, il regista inglese ex di Madonna, Guy Ritchie, si concede una parentesi ultra cool adattando per il grande schermo la serie cult degli anni ’60 Organizzazione U.N.C.L.E.

locandina uncleQuando si tenta di trasformare in lungometraggio una grande serie del passato, non sempre si riesce a far centro. Certo, c’è chi trova il mood giusto e l’attore iconico, come fece Brian De Palma con Mission: Impossible, e il successo è assicurato, ma la maggior parte dei casi hanno dato torto a questa tendenza, basti pensare al film di A-Team o Lost in Space. Con Operazione U.N.C.L.E. si ha il vantaggio (o lo svantaggio… dipende dal punto di vista), di provenire da una serie spionistica che è stata un buon successo nel mondo ma che oggi non ricorda quasi più nessuno. Quindi i margini di libertà nell’adattamento sono indolori per il grande pubblico e il confronto con l’originale difficilmente verrebbe a galla. Perciò Ritchie ha potuto tenere il canovaccio di base della serie e la medesima ambientazione spazio-temporale ma fare il titolo completamente suo. Operazione U.N.C.L.E. è un film di Guy Ritchie al 100%, ce n’è lo spirito, il ritmo i personaggi e l’ironia.

Alla base dell’intricata storia c’è il progetto per una bomba atomica, finito disgraziatamente nelle mani di un’influente famiglia italiana leader nel settore delle corse automobilistiche. Si sospetta che quel progetto voglia essere utilizzato per biechi scopi terroristici e così i servizi segreti americani, russi e inglesi uniscono le loro forze per sgominare il piano, inviando ciascuno il proprio miglior agente.

operazione-uncle-bannerSe Operazione U.N.C.L.E. è un film così riuscito il merito è della sinergia perfetta tra le varie componenti: ogni cosa funziona a dovere se presa singolarmente e nel suo insieme, tanto da fare di questa spy-comedy un film davvero imperdibile!

La storia, nella sua complessità, è ordinata e lineare, i doppi e tripli giochi caratteristici del genere sono presenti ma mai invasivi, così come ogni elemento dello spy-movie è rispettato e sfruttato a proprio vantaggio con l’intento di omaggiare con ironia e rispetto il filone reso famoso da 007. Già l’ambientazione temporale negli anni ’60 la dice lunga, con una bellissima fotografia pastello che richiama proprio quell’epoca cinematografica e un’attenzione per trucco e costumi che ci riporta indietro nel tempo, fino al glamour italiano del boom economico.

uncle-800Poi c’è lo stile inconfondibile di Ritchie, ipercinetico, che a volte sa di farsa ma nel complesso funziona a meraviglia, con quelle scene d’azione incredibilmente ritmate e i botta e risposta da slapstick comedy.

Molto contribuisce anche l’azzeccato casting che non ha voluto puntare su volti particolarmente invasivi. Il terzetto di protagonisti è formato dall’attuale Superman Henry Cavill, l’ex Lone Ranger Armie Hammer e la bravissima Alicia Vikander, recentemente vista in Ex_Machina di Alex Garland. Ottima, soprattutto per la presenza che richiama le star italiane degli anni ’60, l’australiana Elizabeth Debicki, nel ruolo della cattiva Victoria Vinciguerra, e nei panni del capo dei servizi segreti britannici c’è una delle icone del cinema inglese degli anni ’90, Hugh Grant.

Un ritorno graditissimo per Guy Ritchie, dunque, con un film che sa intrattenere e mostra un’ottima sinergia tra i professionisti che l’hanno confezionato!

Roberto Giacomelli

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