Un appuntamento per la sposa.

Un appuntamento per la sposa, appena uscito nelle sale italiane è l’ultimo film della regista israeliana Rama Burshtein. Presentato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, è una commedia che quasi fa il verso a quelle hollywoodiane sui preparativi per le nozze riuscendo comunque a mantenere una sua specificità.

Un appuntamento per la sposaMichal ha superato i 30 anni e fa parte della comunità di ebrei ortodossi, sta per sposarsi. Manca solo un mese alle nozze e il suo futuro marito le dice di non essere innamorato di lei. Avere trent’anni e dovere rimettersi in circolo, accettare appuntamenti per conoscere nuovi fidanzati, è troppo per Michal che però non vuole annullare il banchetto e la festa ed è risoluta a trovare un nuovo sposo, “Ho il luogo, il vestito, l’appartamento. Dio mi troverà sicuramente un marito!”. La fiducia di Michal, la sua tenacia, saranno ricompensate dal Dio buono e dolce che conosce la sua determinazione?

La regista Burshtein si presenta al pubblico internazionale di nuovo ma stavolta con una commedia. Il suo precedente acclamato film La sposa promessa (“Fill the Void”) sempre a Venezia ottenne riconoscimenti (Coppa Volpi miglior attrice) e successo di pubblico. Il tema del matrimonio, della sposa, della comunità ortodossa unita, della famiglia che consola, torna anche questa volta. Sempre centrale il ruolo delle donne in entrambi i film e i loro desideri, ma chiaramente i toni e l’introspezione, sono cambiate.

Rama Burshtein fa parte di un collettivo di registe che produce, scrive e dirige film proprio per le donne della comunità ortodossa, “Sentivo che la comunità ultra-ortodossa non aveva alcuna voce nell’ambito del dialogo culturale. Si potrebbe dire che siamo muti. La nostra voce sul piano politico è forte, perfino roboante, ma sul piano artistico resta debole e soffocata”.

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