La fiera del Cacio nella città ideale, Pienza.

In principio v’era Corsignano dove viveva la nobile, ma decaduta famiglia senese Piccolomini. Poi arriva Enea, primogenito dei diciotto figli di Silvio Piccolomini. E così come l’Enea ellenico riceveva da Poseidone il compito di perpetuare la sua stirpe dopo la fine di Troia, il nostro Enea non aveva altra aspirazione che riconquistare, grazie all’eccellenza nelle Arti, quel blasone che era consono al rango della sua famiglia nei tempi svanito. Raggiunta la maggiore età giovane Enea si ritrova matricola universitaria sacrificando il sonno e affrontando anche il digiuno corporale, diviene bulimico lettore e traduttore degli antichi classici.

20170826_154935Ma non solo, appena raggiunta l’autosufficienza economica grazie al suo umanismo raffinato che lo rendeva appetibile ai notabili dell’epoca, si lascia l’indigenza alle spalle e si dedica a bagordi e divertissement vari, non solo di gola come testimonia il suo “Storia di due amanti”. Si narra come in banchetti e gozzoviglie, sia riuscito ad arrivare a un conto finale stimato in 200.000 fiorini. Tuttavia la nostalgia per il natio borgo selvaggio non l’abbandonerà mai facendogli ricordare nei suoi commentari:” Non è un luogo famoso, ma l’aria è salubre e il vino e tutte le cose che riguardano il cibo, ottime”.

E pur non essendo santo, in questo luogo compirà il miracolo.

Dal 1446 ha inizio un’inarrestabile cavalcata clericale che in un decennio lo innalzerà sino alla cattedra di Pietro con il nome solenne di Pio II. Eletto Papa quando rivide Corsignano, decise di riedificare erigendola la contempo al rango di diocesi, ma soprattutto ribattezzandola Pienza.

La città ideale secondo i canoni di Leon Battista Alberti e del suo discepolo Rossellino, che ne sarà materialmente il demiurgo. Caratterizzata dalla piazza centrale su cui si affaccia il Duomo, il magnifico palazzo Piccolomini, il palazzo Comunale e ancora il Palazzo Borgia. La piazza ha pianta trapezoidale intuizione geniale dell’Architetto, in modo da bilanciare la prospettiva verso l’orizzonte, magnificando ancor più la maestosità della Cattedrale, e declinando in maniera squisita gli insegnamenti albertiani sulla visione prospettica.

20170826_131551Ma non solo questo è Pienza, ovunque nelle sue strade si respira odore cacio pecorino, che qui viene custodito gelosamente in grotte per essere affinato in barriques, quasi a voler imitar il processo di maturazione del Brunello. Solo sorseggiando Brunello e spiluccando cacio si può capire di cosa si tratta.

Quest’è Pienza accovacciata nella Val d’Orcia, circondata da cipressi, vigneti e uliveti, baciata dal sole, inebriata dall’odore di cacio, salumi e vino e quale migliore occasione di gustarla questo weekend, in cui cade la Festa del Cacio e il Palio del Cacio al Fuso.( http://www.prolocopienza.it/it/news/1-eventi/383-fiera-del-cacio-dal-28-agosto-al-3-settembre-2017)

Fiera-del-cacio-2017Forse allora vi sentirete come Enea/Pio descritto da Claudio Rendina:”Di quella golosità, e lussuria, al papa resta solo la voglia insaziabile di cacio pecorino, che peraltro si fa arrivare a Roma direttamente dai suoi pastori nel Senese. E lo gusta ovviamente con fave, noci e pere, innaffiato dal vino Chianti”.

Condividi questo articolo!

Commenti chiusi