Dark Night, come un imbuto: sempre più stretto

Il 20 luglio 2012, all’interno del cinema Century 16 di Aurora, in Colorado, alla prima del film The Dark Knight Rises di Christopher Nolan, durante la proiezione di mezzanotte, si verificò una sparatoria. Un giovane uomo armato, vestito con un abbigliamento militare, lanciò granate di gas lacrimogeni contro il pubblico e sparò agli spettatori con diverse armi da fuoco. Dodici persone furono uccise e altre 70 rimasero ferite. Il killer, il ventiquattrenne James Eagan Holmes, fu arrestato vicino alla sua auto fuori del cinema la sera stessa del massacro.

Liberamente ispirato al tragico caso del Massacro di Aurora, Dark Night, l’atteso film di Tim Sutton con Robert Jumper, Eddie Cacciola, Aaron Purvis, Shawn Cacciola, Anna Rose Hopkins e le musiche di Maica Armata arriva al cinema dal 1° marzo dopo il successo riscosso al Sundance film festival, nella selezione ufficiale 2016 dove ha vinto il Premio Lanterna Magica e alla 73a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti de La Biennale di Venezia 2016, vincitore del Premio Lanterna Magica.

Dark Night è un’opera fondamentale, non solo in quanto cinema d’autore, ma anche per l’analisi sociale complessa e suggestiva che propone. Il film ritrae sei personaggi, compreso il giovane killer, nelle ore precedenti l’attentato criminale. Sei giovani individui galleggiano in un vuoto di relazioni, ciascuno di loro potrebbe essere l’artefice del folle gesto. Le loro azioni e il loro vissuto sembrano condurli a piccoli passi verso il dramma finale che si consumò nel cinema Century 16.

Dark Night è distribuito da Mariposa Cinematografica e 30Holding.

La sera del 20 luglio 2012 Holmes comprò un biglietto per il film The Dark Knight Rises ed entrò nella sala 9. A circa 20 minuti dall’inizio dello spettacolo, il giovane uscì dalla sala attraverso la porta di emergenza con accesso diretto all’area del parcheggio sul retro, bloccando la porta con una tovaglia di plastica. In sala c’erano circa 400 spettatori. Holmes si diresse alla sua macchina parcheggiata vicino alla porta di uscita, indossò degli indumenti tattici protettivi e recuperò le armi. A circa 30 minuti dall’inizio del film, intorno alle 0.30, rientrò nella sala attraverso la porta di uscita. Era vestito di nero e indossava una maschera antigas. Per evitate di udire le reazioni all’interno della sala Holmes ascoltò musica techno attraverso un paio di cuffie. Alcuni tra i sopravvissuti presenti affermarono che inizialmente nessuno si era reso conto della minaccia. Secondo i testimoni, Holmes sembrava indossare un costume, come altri membri del pubblico che si erano travestiti per l’evento. Molti credettero che si trattasse di uno scherzo, mentre altri pensarono che fosse una trovata pubblicitaria organizzata dal cinema. Holmes lanciò due lacrimogeni che oscurarono parzialmente la vista dei membri del pubblico e sparò. I primi colpi furono diretti sul fondo alla sala, poi sulle persone ai lati. Un proiettile attraversò il muro e colpì tre persone nell’adiacente sala 8, in cui era proiettato lo stesso film. Secondo alcuni testimoni il sistema di allarme antincendio del multiplex iniziò a suonare poco dopo l’inizio dell’attacco. Holmes sparò 76 colpi nella sala. Uccise 10 persone sul colpo, mentre altre due persero la vita in ospedale nelle ore successive. Tra i deceduti vi furono molti ragazzi giovani e una bambina di 6 anni. Tra i feriti, che riportarono gravissime conseguenze, anche una donna incinta, rimasta tetraplegica, perse il proprio bambino dopo una settimana dalla sparatoria. La polizia, avvisata intorno alle 0.39, giunse sul posto in 90 secondi. Circa 15 minuti dopo l’attentato, sul retro del cinema, l’ufficiale di polizia ammanettò Holmes vicino alla sua auto, senza che questi opponesse alcuna resistenza. Inizialmente Holmes era stato scambiato per un altro ufficiale di polizia a causa del suo abbigliamento. La polizia dichiarò che al momento dell’arresto il killer era calmo. Secondo due funzionari federali, si era tinto i capelli di rosso e disse di essere “Joker”.

dark8La notte del massacro alcuni vicini di casa di Holmes riferirono di aver sentito della musica ad alto volume provenire dall’appartamento del ragazzo. L’appartamento di Holmes conteneva più di 30 granate fatte in casa, collegate a una scatola di controllo posta in cucina, e 110 litri di benzina. Un funzionario della polizia riferì anche di aver rinvenuto una maschera di Batman nell’appartamento.

dark night“Ci sono alcuni film – afferma il regista – che mi hanno fatto nascere il desiderio di diventare regista. Quando ho visto per la prima volta I 400 colpi di François Truffaut (1959) – e ogni volta che lo rivedo ancora – rappresenta per me intimità, gioventù, bellezza, umorismo, autenticità, solitudine, è una storia d’amore epica ed è l’esempio di ciò che una storia cinematografica può offrire attraverso l’intelligenza e l’anima utilizzando la minima quantità di strumenti o trucchi. È stato però Ballast di Lance Hammer (2008) però che non mi ha fatto rinunciare alla voglia di realizzare un film. Quel film è così sottovalutato che mi addolora. Lo stile etereo della narrazione, la cinematografia strutturata, i personaggi autentici presenti in un mondo strano e rallentato, riconoscibile ma del tutto unico”.

“Il montaggio di questo film – continua Tim Sutton – ti sposta ritmicamente in avanti con una voce fresca e un’estrema sicurezza registica. Sono troppi da contare i film che mi hanno letteralmente ossessionato. Solo per parlare degli italiani, da Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni a Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972) a Gomorra di Matteo Garrone (2008). Ogni mio film ha una vibrazione simile per quanto riguarda l’aspetto estetico, ma per ciascuno l’approccio è stato in qualche modo diverso. Per girare Dark Night (2016) ho avuto sedici giorni. Avevo una sceneggiatura molto precisa. Ho tagliato alcune scene che pensavo non aiutassero la narrazione. L’andamento narrativo doveva essere come un imbuto, in un certo senso, sempre più stretto. Ci sono alcune scene che mi sono davvero piaciute ma che ho tagliato. È un film abbastanza duro così com’è e non volevo portare la gente fuori da questa spirale. E così siamo andati avanti in termini di atmosfera da thriller, piuttosto che rappresentare momenti reali”.

Rimane l’atroce interrogativo riguardo le motivazioni che possano aver indotto un essere umano a commettere un gesto tanto folle. La ragione non riesce ad accontentarsi della sola giustificazione dell’insanità mentale.

Dark Night spinge l’immaginazione ad esplorare la realtà umana e il contesto ambientale in cui erano immerse le vittime e il killer artefice di quel tremendo e insensato massacro. Sutton fotografa i personaggi cogliendo i momenti di normalità della loro giornata, mentre la bellezza degli ambienti e di certi paesaggi contrasta e al tempo stesso rispecchia il disagio esistenziale delle loro vite. Dark Night esplora una realtà disturbante, solo all’apparenza confortante e confortevole. Ogni personaggio incarna uno degli aspetti del complesso profilo del killer, incastrati in una realtà distorta in cui un senso di alienazione e malessere pervade ogni attività. La percezione di una distorsione pervade ogni momento del film e la colonna sonora ne accompagna il movimento. Un linguaggio cinematografico di alto livello, una fotografia raffinata e visionaria e una colonna sonora ipnotica fanno di Dark Night una stupefacente e articolata critica alla cultura americana sulle armi e al senso di alienazione e disagio causato dal sistema di vita suburbano.

Girato a Sarasota, in Florida con il contributo alla fotografia della celebre DP Hélène Louvart (Pina, Le spiagge di Agnes, L’intrusa), Dark Night offre visioni, come in un sogno in cui emergono sia paesaggi, curati e tristi al tempo stesso, sia il malessere e il senso di tremenda solitudine dell’ambiente.

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