“Strepitosamente… flop” on demand

STREPITOSAMENTE… FLOP, il film di Pierfrancesco Campanella interpretato, tra gli altri, da Dalila Di Lazzaro.
“Una donna dal fascino unico, straordinariamente fotogenica. Gli occhi più belli del cinema italiano. Classe, carisma, magnetismo, eleganza sono prerogative in lei innate, che sfoggia con sublime naturalezza.”, questa la definizione che il regista ha espresso sulla bellissima attrice friulana, in occasione della messa in streaming della pellicola da lui diretta e del quale Dalila è una delle principali interpreti insieme a Donatella Rettore e Urbano Barberini.Dalila Di Lazzaro in una scena di STREPITOSAMENTE... FLOP
Dalila ha alle spalle una carriera formidabile, diretta da maestri del cinema come Lattuada, Klaus Kinsky, Comencini, recitando al fianco di mostri sacri come Delon, Sordi, Pozzetto e Volontè.

Eppure STREPITOSAMENTE… FLOP, pur trattandosi di un’opera prima, rimane una delle sue più belle prove davanti la macchina da presa, nel ruolo dolceamaro di una diva irraggiungibile ma fragile, alle prese con i malesseri esistenziali del “dietro le quinte”. In questa pellicola la Di Lazzaro, grazie anche alla sapiente fotografia del “mago delle luci” Roberto Girometti, oltre a risultare straordinariamente “magica”, è assai convincente nel disegnare il rovescio della medaglia dello “star system”, accettando peraltro di girare anche scene piuttosto “coraggiose”, da vera professionista. Da qualche anno Dalila Di Lazzaro, probabilmente per scelta personale, è lontana dal set, ma rivederla oggi in questo film di Campanella, ci fa capire quanto ancora questa brava attrice potrebbe dare alla nostra cinematografia.Urbano Barberini e Dalila Di Lazzaro in STREPITOSAMENTE... FLOP
Quale migliore occasione quindi per riscoprire STREPITOSAMENTE… FLOP in versione digitale sul web, dopo essere uscito lo scorso anno per la prima volta in dvd, riscuotendo peraltro grande riscontro di vendite.
Il film è incentrato sulle vicende di un gruppo di giovani, ad inizio anni Novanta, alle prese con l’inserimento nella vita e nel mondo del lavoro, tra sogni, illusioni e divertenti “fregature”. Un pretesto per presentare, in chiave di commedia agro-dolce, una garbata panoramica sulla società di allora, con le mode, i tic e le manie dell’epoca. Ma, dopo tanti anni, le cose per le nuove generazioni sono davvero cambiate? La pellicola, rivista oggi, mantiene intatta la sua originale freschezza, tra satira, ironia, leggerezza e qualche graffio corrosivo.

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