Il lato oscuro del sole.

the-dark-side-of-the-sunArriva sul grande schermo il 19 giugno dopo aver riscosso importanti successi a vari festival del cinema, il film di Carlo Shalom Hintermann, ‘The darkside of the sun’ doppiato in lingua italiana grazie al lavoro di Rodolfo Bianchi, direttore del doppiaggio, e ai preziosi contributi di Pino Insegno e Leo Gullotta.

Pino Insegno ha regalato la voce a Dan Mahar il tenace fondatore, insieme a sua moglie, di Camp Sundown e al personaggio di Father Night, presente nella parte animata. Leo Gullotta, invece, è un simpatico tasso, il capo dei tassi e ha prestato la voce anche a Kevin, uno dei ragazzi di Camp Sundown.

Per pochi bambini il sole è un nemico mortale. Una rara malattia, lo Xeroderma Pigmentosum, li costringe a vivere isolati, lontani dal mondo diurno dei loro coetanei, come ‘vampiri’. Non si può guarire da questa malattia.

Questo non accade però a Camp Sundown, un campo estivo nello stato di New York creato dall’immaginazione e dalla tenacia dei loro genitori, che raccoglie pazienti da tutto il mondo. Qui nasce un universo rovesciato, colmo d’incanto. La vita di questa piccola comunità notturna si intreccia con i sogni che prendono forma nell’animazione, ideata dagli stessi bambini. Genitori e figli si riconoscono qui in un unico desiderio: vivere a pieno la propria vita, nonostante la malattia.

The_Dark_Side_Of_The_Sun_ - 05“Conoscere Dan e Caren Mahar – afferma Carlo Shalom Hintermann -, fondatori dell’XP Society e di Camp Sundown, ha immediatamente imposto un metodo e un approccio preciso al lavoro. Sembrava evidente a me e a Daniele Villa, produttore del progetto, che il nostro sarebbe stato un percorso lungo, un vero e proprio apprendistato. Si trattava di rovesciare la nostra prospettiva: eravamo noi a dover abbandonare il nostro mondo diurno, noi a dover apprezzare la notte e il suo corredo di vita e meraviglia. Noi a dover immaginare una vita minata dalla malattia. Una volta realizzato questo capovolgimento avremmo potuto instaurare un vero dialogo, avremmo potuto vivere la dolcezza di una comunità, apprezzarne il rigore etico, la lungimiranza e la tenacia. Ci siamo uniti a loro senza riserve, abbiamo cercato un punto di osservazione e i loro bisogni sono diventati i nostri. Da quel momento in poi tutto sarebbe cambiato, avremmo anche noi sposato quel rigore, cullati da un vincolo umano che ci avrebbe per sempre scaldato il cuore”.

Una delle sfide produttive di “The Dark Side of the Sun” è stata quella di dover girare senza luci che emettessero raggi UV, che sono mortali per i bambini affetti dallo Xeroderma Pigmentosum. Grazie alla collaborazione tra il direttore della fotografia Giancarlo Leggeri e Gianluca Bronzini della Società italiana Technolight, è stato possibile sviluppare dei sistemi luminosi a LED con zero emissioni di raggi UV. Il progetto ha riguardato tanto la creazione di luci per le riprese quanto quella di giochi luminosi con i quali i bambini potessero interagire. Un altro apporto fondamentale è stato quello di Robert Selen di Lanterne volanti: grazie alla sua consulenza sono state usate luci a fiamma, non dannose per i malati di XP. Lanterne volanti, ninfee galleggianti e diverse candele decorative sono entrate così nell’universo visivo del film. Tutte le luci create per il progetto sono state donate alla XP Society e adesso fanno parte dell’universo magico di Camp Sundown.

The_Dark_Side_Of_The_Sun_ - 07Il regista Carlo Shalom Hintermann e il produttore Daniele Villa hanno sentito fin dall’inizio che non era giusto presentarsi a mani vuote a Camp Sundown. Hanno quindi deciso di offrire al campo fin dal primo anno un laboratorio video, tenuto dallo stesso produttore, artista Mus-e Roma Onlus e attivo nell’ambito dell’arte sociale, e dal montatore del film Piero Lassandro, che ha partecipato alla costruzione del film fin dalla fase di preproduzione. Questo ha permesso di creare un clima di complicità e di avvicinarsi progressivamente ai nostri protagonisti, senza risultare degli ‘intrusi’. Gli operatori avevano la loro telecamera, ma anche i bambini: un’occasione di misurarsi ad armi pari, e la possibilità per i bambini di realizzare due loro piccoli film, estremamente vitali. Negli anni seguenti, grazie al supporto di Mus-e Roma Onlus e di Mus-e Italia Onlus, che hanno contribuito a sostenere anche questa prima esperienza, le attività con i bambini di Camp Sundown sono continuate attraverso laboratori musicali (Aleksandar Caric Zar), di recitazione (Véronique Bouteille) e di arti visive (Rosi Robertazzi), coordinati e realizzati in collaborazione con Daniele Villa.

L’ultima autentica sfida è stata quella di creare un team di animazione ‘in house’ senza appoggiarsi a uno studio di animazione. Lorenzo Ceccotti ha scelto i suoi collaboratori in Italia, puntando sul loro talento e sulla loro passione: Giorgia Velluso, Pamela Poltronieri, Mariachiara Di Giorgio e Fabio Ramiro Rossin. La creazione di questo team ha permesso di trovare un metodo di lavoro non convenzionale che si adattasse alle esigenze artistiche del regista dell’animazione. Con rispetto e lungimiranza, Iginio Straffi, Presidente e Fondatore di Rainbow, ha creduto dal principio in questo progetto e nel team di animazione coinvolto, partecipando alla produzione del documentario con la stessa passione, sfida e impegno che dedica, da sempre, al mondo dell’animazione e del cinema.

La distribuzione è affidatata a Microcinema.

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