Tutto dipende da me…

Dopo lo straordinario successo al Piccolo Eliseo e direttamente dal palco del New York City Center con Rugantino, Marco Rea torna in scena nelle atmosfere suggestive della Terrazza delle Arti con “Tutto dipende da me..o quasi”, per la regia firmata amichevolmente dall’estro di Paola Tiziana Cruciani.

Marco ReaUno spettacolo originale, innovativo, brillante, che ripropone lo stile del musical off americano legato alla narrazione del teatro italiano in un ritmo serrato e coinvolgente, creato attraverso le musiche originali del Maestro Andrea Tosi, spaziando dallo swing alle atmosfere sudamericane, in cui parole e note danno voce ai sogni del protagonista.
Le coreografie avvincenti affidate a Marco Stopponi e quelle folgoranti del tip tap di Marco Rea, si uniscono alla stravaganza dei costumi ideati e realizzati dalla mente creativa dell’artista Simone Pieri. Classico, moderno, elegante e raffinato. Una contaminazione in grande stile, di generi e situazioni, in cui si fondono in maniera disinvolta realtà diverse del mondo immaginario e di quello vissuto.

Lustrini, ballerine e scenari sfavillanti del mondo dello spettacolo si contrappongono alle atmosfere e alle vite consumate del cantiere. Quadri di vita quotidiana raffigurati dalle infinite sfumature e ricreate da una scenografia accattivante di Valentina Bazzucchi, catturati dagli occhi e riflesse dalle parole di un, apparentemente, “semplice” idraulico. Uno spettacolo travolgente, dalla perfetta sinergia di emozioni e movimenti scenici, costruiti con la complicità sul palco dell’attrice Fabrizia Scaccia e delle ballerine Lucrezia Stopponi, Domiziana e Livia Lorenzetti, e attraverso l’energia dirompente di Marco Rea. La vita è uno spettacolo a scena aperta, e come in questo caso, pronto a sorprendere.

“Tutto dipende da me (o quasi) – afferma Paola Tiziana Cruciani – è una moderna favola musicale, in cui il protagonista è un idraulico che ha la passione per il tip tap. Durante la replica di uno spettacolo, Marco, giovane idraulico romano, si ritrova a riparare il bagno del teatro. Le infinite storie e gli aneddoti legati al suo lavoro, le scene di vita quotidiana, unite alle velleità artistiche che Marco ha nutrito fin da ragazzino, saranno la benzina con cui accendere la fantasia. Marco ci racconta ciò che vede entrando in casa nostra, dalle famiglie borghesi, passando per le vedove, arrivando alle escort, in un’agenda mai scontata e mai priva di imprevisti. E poi c’è l’altra faccia del lavoro, quello in cantiere dove le tinte assumono un colore più cupo. Il cantiere dove avviene l’incontro e lo scambio con l’altro, lo straniero. Il cantiere come luogo dove le morti bianche non sono solo una notizia del telegiornale. Attraverso i suoi racconti, Marco Rea ci conduce in un mondo a metà tra il teatro di narrazione italiano e il musical off Americano”.

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