Guido Reni

A partire da oggi il dipinto San Pietro Penitente, olio su tela di Guido Reni appartenente alla Collezione Mainetti di Roma, sarà esposto nella mostra Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo.

Guido Reni - S. Pietro penitente - Collezione MainettiL’opera, da oggi  fino all’8 febbraio 2015 visibile a Palazzo Barberini a Roma, rappresenta un importante contributo alla grande stagione del Barocco e all’opera di Sir Denis Mahon, che ne è stato studioso ed estimatore di fama internazionale, a cui è dedicata la mostra di Palazzo Barberini. Il “San Pietro Penitente” sarà visibile insieme agli oltre 45 capolavori di Guercino, Caravaggio, Guido Reni, Annibale Carracci e di Nicolas Poussin.

“San Pietro Penitente” è ritratto mentre è colto dal rimorso per aver appena rinnegato il Cristo, caduto nelle mani dei farisei. “Abbiamo risposto con entusiasmo alla proposta di Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese e curatrice della mostra, contribuendo con uno dei capolavori della nostra Collezione al progetto di Denis Mahon, realizzato a tre anni dalla sua morte – dichiara Paola Mainetti, Vice Presidente della Fondazione Sorgente Group che della Collezione Mainetti gestisce la curatela. ‘’Ricordiamo con affetto – sottolinea – il supporto di Sir Mahon al nostro percorso di collezionisti. È stato grazie a lui se l’arte barocca italiana viene oggi valutata in tutto il mondo nella giusta prospettiva”.
Il “San Pietro Penitente” si inserisce nel filone dei ritratti “introspettivi” del Reni: solitari personaggi colti nel momento di un’intensa manifestazione emotiva come il senso di rimorso che attanaglia il cuore di Pietro e invade completamente la composizione. Il sentimento è espresso attraverso gli occhi supplichevoli bagnati dalle lacrime del Santo e rivolti direttamente al Padre.
La Collezione Mainetti, che ha dato in prestito l’opera di Guido Reni, è incentrata sulla scuola emiliana e bolognese del seicento, che annovera capolavori del Guercino, di Guido Reni, Elisabetta Sirani e Benedetto Gennari, per citarne alcuni.

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