Quasi padri per 24 ore da leoni.

ruffini0Una notte imprevedibile per un improbabile quartetto che si troverà catapultato in una serie di avventure tragicomiche tra bische, equivoci e inseguimenti, fino al rapimento da parte di un ricco sceicco con la passione per i sosia di personaggi famosi e i travestimenti…. Litigi, abbracci, zuffe, fughe in motoscafo e alla fine l’amore ritrovato e una nuova inaspettata amicizia. Non è la trama del nuovo sequel di ‘Notte da Leoni’, ma è ‘Tutto molto bello’, una produzione Colorado film in collaborazione con Medusa film, con Paolo Ruffini, Frank Matano, Gianluca Fubelli (Scintilla) e Angelo Pintus che vede nel cast anche Nina Senicar, Ahmed Hafiene e Chiara Francini con l’amichevole partecipazione di Pupo e con la partecipazione di Paolo Calabresi. La sceneggiatura che non racconta i postumi di una sbornia (come in The hangover), ma di due neopapà imbranati, è di Giovanni Bognetti, Marco Pettenello e Guido Chiesa.

ruffini1Paolo Ruffini racconta il suo secondo film da regista, dal 9 ottobre al cinema. “Tutto molto bello è la storia di Giuseppe Pacini, il mio personaggio, un agente delle entrate molto preciso e ligio al dovere che non fa mai quello che vuole ma solo quello che deve. E’un tipo fiscale, zelante e diffidente convinto che la vita debba avere soltanto un certo verso definito e perciò non l’affronta mai in modo positivo e leggero. Ma soprattutto è un “odiatore” che si scatena sui social network, uno di quelli che non vedono l’ora di sparare a zero, lamentarsi e criticare tutto e tutti. All’inizio lo vediamo in scena una sera in un ospedale dove la sua compagna Anna (Chiara Francini) è sul punto di dare alla luce un bimbo e dove nell’attesa snervante della notizia del lieto evento incontra un altro “quasi padre”, Antonio (Frank Matano, il cui canale su Youtube ha totalizzato oltre 100 milioni di visualizzazioni) un “compagnone” burlone e vivace che affronta la vita per quello che è e accoglie con entusiasmo qualsiasi novità. I due familiarizzano tra loro, vanno a mangiare una pizza insieme e da qui nasce una catena di eventi tragicomici e di equivoci assurdi e grotteschi che li porterà ogni volta lontano dall’ospedale: restano sempre in contatto con le partorienti ma non riescono mai a tornare da loro perché continuano a fare incontri sbagliati, folli e demenziali.. Il primo è quello con Eros Passalacqua (Gianluca Fubelli, alias Scintilla, comico di razza lanciato in tv da “Colorado”), un rocker fallito, fan accanito del cantante Pupo al punto da avere una sua immagine tatuata sull’avambraccio, un tipo totalmente folle con la bizzarra abitudine di spogliarsi completamente durante le sue esibizioni canore. Un ulteriore incontro movimentato è quello con Serafino (Angelo Pintus), compagno di una ragazza di cui Eros è perdutamente invaghito: ha dei gravi problemi mentali, (scopriamo che è stato in galera per due anni) e una volta ferito nell’orgoglio inizia ad inseguire ansioso di vendetta Eros, Giuseppe ed Antonio che si ritrovano alle calcagna anche due poliziotti. I tre si nascondono in un ristorante nel cui retro c’è una bisca clandestina dove incontrano sia il cantante Pupo in carne e ossa, sia un emiro arabo che li rapisce e li porta con sé nella sua villa. L’emiro ha sempre al suo fianco una traduttrice, Eva (Nina Senicar) che dopo una serie di vicissitudini finisce col solidarizzare con i malcapitati che continuano a cercare inutilmente di tornare in ospedale per assistere alla nascita dei rispettivi figli. Col tempo i due protagonisti avranno modo di confrontarsi sul valore dell’amore, dell’amicizia e della bellezza della vita e la movimentatissima nottata servirà a Giuseppe per apprezzare finalmente le cose belle intorno a sé e a rendersi conto della speciale felicità della condizione di padre e ad eliminare per sempre pensieri negativi, rabbie e rancori”.

ruffiniCome è nata l’idea di questo progetto?
“Circa un anno fa, subito dopo il felice esito del mio primo film, “Fuga di cervelli”, io e i produttori della Colorado film abbiamo pensato a un nuovo soggetto da portare al cinema e il mio produttore e agente Maurizio Totti mi suggerì di riprendere a lavorare su un copione che circolava da un po’ nel suo ufficio. In un primo tempo si chiamava “Quella tranquilla notte d’estate” e l’idea di base era quella di due sconosciuti che si incontravano nell’ospedale dove entrambi aspettavano di diventare padri finendo col trascorrere insieme tutta la notte in mille avventure. Avevo letto una versione iniziale del copione tre o quattro anni fa, in un primo tempo avrei dovuto interpretare il personaggio di Eros, in seguito affidato a Gianluca Fubelli: la sceneggiatura aveva avuto ulteriori sviluppi ma come attore mi affascinava molto l’idea di un film con una meccanica di coppia così accentuata e con tutta quella follia in campo. Così io e Guido Chiesa abbiamo modificato ulteriormente la storia aggiungendo un conflitto interiore del personaggio di Frank Matano e un notevole colpo di scena: il film allora è cambiato, ho cercato di farlo virare su una commedia felice sia perché vorrei che ispirasse felicità, sia perché affronta un tema importante come la nascita di un bambino che quando si verifica finisce con l’azzerare tutti i problemi intorno dei diretti interessati. Immaginavo un film che avesse come scopo la bellezza e la gioia di una vita che nasce, con tutta una serie di accadimenti folli e ultracomici fino a quando una notte non ho avuto l’ispirazione giusta e ho sognato il titolo “Tutto molto bello”, che mi piaceva molto perché è positivo e solare: curiosamente i miei film preferiti hanno sempre la parola “bello” nel titolo, penso a “Che bella giornata”, “La vita è bella”, “Un sacco bello”..”.

ruffini2Qual è stata la molla che ti ha spinto a realizzare questo film?
“Credo che “Tutto molto bello” sia un film urgente perché parla di oggi, del nostro quotidiano, dei nostri tic, e diventa piano piano una favola… proprio come quando nella vita ci capita di vivere una cosa stupenda e si dice “sembra un film”… E’ urgente perché racconta di come un impiegato statale si sente totalmente inadeguato a diventare un padre, perché forse non ha ancora smesso di essere figlio, e di quanto gli siano mancate le cure e le carezze dei genitori… questa assenza ha portato Giuseppe ad essere rigido e severo nei confronti di se stesso e dei suoi sentimenti e a temere di diventare così anche con suo figlio. Antonio gli insegnerà che i figli possono essere padri migliori di quelli che hanno avuto: è così che il mondo può migliorare. E poi Giuseppe si sente in imbarazzo sia quando dice che fa l’agente delle entrate sia quando ha a che fare con la propria felicità, si vergogna di entrambe le cose.. C’è una bella frase che dice Frank Matano nel film “Non ti vergognare di essere contento” e anche Papa Francesco oggi dice “Bisogna avere il coraggio di essere felici”… questa è una grande notizia, urgente, e vera: scoprire, ma soprattutto accorgersi, che la vita ha qualcosa di meraviglioso. E anche se io non ho figli credo che la cosa più bella della vita sia proprio la nascita. Ecco perché “Tutto Molto Bello” è urgente: perché è un inno alla positività e perché soprattutto in tempi di crisi credo che il pubblico non abbia voglia solo di ridere ma anche di sognare e di essere felice. Il mio mestiere consiste, per quanto possibile, nel cercare di migliorare la vita delle persone per un’ora e mezzo e spero che questo nuovo film ci riesca in pieno e che, guardando la storia che proponiamo loro, gli spettatori possano sentirsi comunque meglio rispetto a quando sono entrati in sala”.

ruffini4Quali sono secondo te i suoi punti di forza?
“Ci sono tante occasioni di comicità e ci sono in scena tanti beniamini dei ragazzi come Frank Matano, che è un idolo del web ed era già stato l’anno scorso un decisivo punto di forza del mio “Fuga di cervelli”; come Angelo Pintus, un vero fenomeno che proviene dalla scuderia di Colorado e a teatro fa registrare continuamente dei “sold out” in tutta Italia; Gianluca Fubelli detto Scintilla, qui al primo ruolo importante per il cinema, un comico straordinario dai tempi perfetti e molto simpatico: sono sicuro che rappresenterà una rivelazione. Sono tornato a lavorare per la quinta volta con Chiara Francini (ci siamo conosciuti in occasione del programma tv “Stracult” 5 anni fa) che in questa occasione ha interpretato Anna, la mia compagna incinta: posso dire solo che con lei mi sento a casa, credo che sia una delle migliori attrici brillanti in circolazione. Nina Senicar, scelta dopo tantissimi provini, ha dato poi una prova eccellente del suo talento di bella ragazza che fa anche ridere: era da tanto tempo secondo me che non si vedeva al cinema un personaggio simile. In genere le donne nella commedia italiana fanno sempre un po’ la “spalla” dell’uomo protagonista di turno ma qui Nina è riuscita a trovare i tempi giusti, è ironica e sempre credibile. Una partecipazione davvero straordinaria è stata poi quella di Pupo che ha interpretato con notevole autoironia se stesso mentre gioca d’azzardo in una bisca clandestina: si è prestato amichevolmente rivelandosi un professionista eccezionale in quelle che sono tra le scene più comiche e divertenti del film. Si trattava del suo primissimo impegno nel cinema, mi ha chiesto di spiegargli cosa doveva fare e dire, io gli ho chiesto a mia volta se potevamo prenderlo anche un po’ in giro e lui è stato perfettamente al gioco. Tra gli altri interpreti una menzione speciale va a Paolo Calabresi, un grande attore, con cui avevo recitato in teatro nel musical “Full Monty”, che non rischia mai di cadere nel cliché e che interpreta la parte del padre della puerpera Anna. E poi tanti caratteristi di lusso: amo molto quella commedia italiana di piccoli ruoli destinati a grandi interpreti e così ho chiamato a recitare ad esempio Salvatore Misticone, attore napoletano con formazione teatrale reso celebre da “Benvenuti al Sud” a cui ho affidato il ruolo del capo comparse Asterix. Mi ha fatto poi il grande favore di tornare davanti alla cinepresa Saverio Marconi, nato come attore e da tempo celebrato regista di grandi musical con la sua Compagnia della Rancia”.

tutto_molto_belloRicordi qualche momento particolare della lavorazione?
“Ho dovuto faticare molto alle prese con un attore terribile perché rideva sempre in scena: io! In questo film sono più protagonista, in pratica sono sempre in scena, non sapevo come fare a trattenermi dal ridere, ho fatto molta fatica ed in certi momenti qualche risata mi è scappata davvero… Abbiamo dovuto girare una sequenza a Fregene in cui Nina Senicar viene a prelevare Giuseppe e Antonio con un gommone in un giorno di vera e propria tempesta e ci siamo ritrovati a lottare contro le acque.. riuscendo poi comunque a portare bene a casa la scena. Fra i tanti momenti carichi di emozione mi ha colpito in modo speciale quello in cui dovevo tenere in braccio in scena un vero piccolo neonato che aveva solo una settimana di vita. Avevo fretta di girare nei tempi stabiliti ma eravamo comunque tutti attenti e preoccupati ad evitare che il piccolo si svegliasse: a un certo punto ha fatto un piccolo sorriso, proprio mentre era inquadrato in primo piano e mi è venuto spontaneamente da dire “mi ride”. Mi sono emozionato tanto, e sono proprio felice che quell’emozione sia rimasta nel film. Vorrei segnalare infine nella colonna sonora una canzone di cui abbiamo acquisito i diritti dal titolo “On the top of the world” degli Imagine Dragons – un brano vivace, perfetto per commentare quello di cui avevamo bisogno – e poi anche un remix della canzone “Gelato al cioccolato” cantata ovviamente da Pupo e remixata da Gabri Ponte nella colonna sonora di Claudia Campolongo, che nel film interpreta un piccolo ruolo, quello di Pippi Calzelunghe”.

Quali sono stati i tuoi riferimenti?
“Il nostro film ha l’ambizione di rifarsi ad un genere di commedia con cui sono cresciuto, penso soprattutto a “Un biglietto in due” – un film brillante americano di John Hughes con Steve Martin e John Candy che devono tornare a casa in occasione del Giorno del Ringraziamento e non ci riescono mai – ma spero possa somigliare anche a “Tutto in una notte”, o a certe produzioni Disney per ragazzi. Rispetto al mio film precedente questo è più “familiare”, può essere visto senza problemi anche dai bambini e dalle famiglie, ho cercato di far divertire un po’ tutte le fasce d’età. Abbiamo tentato poi di inserire nella storia anche la tematica della rabbia, della frustrazione e del livore che esplodono nei social network. In genere siamo costretti a subire la realtà ma possiamo invece modificare quella virtuale quando siamo noi a crearla: purtroppo quando è piena di insulti e livore ti ritrovi catapultato in contesti assurdi, c’è tanta infelicità in giro e ci sfoga “sputando” addosso a un personaggio pubblico, al compagno di banco o al vicino di posto in ufficio. Il web è intasato da gente che aggredisce gli altri per partito preso, spesso il social network non ti permette di condividere niente di bello: io ho voluto raccontare invece la storia di una persona che si redime da quello stato di torpore che fa addormentare il cuore e ho coltivato l’ambizione di far ridere molto e di parlare di valori importanti come l’amore e l’amicizia. Chiaramente però sempre attraverso la chiave della comicità”.

Come hai costruito il personaggio di Giuseppe?
“Avevo voglia di raccontare un infelice, un inadeguato, uno di quelli che la mattina si svegliano per inerzia. Giuseppe incontrerà Antonio, che gli farà capire che la felicità a volte non va sognata, nè cercata ad ogni costo. A volte basta accorgersene. Ci sono tante cose di cui non ci accorgiamo ogni giorno, e la felicità è spesso una di queste. Il suo sviluppo e la sua formazione nel corso del film è di un uomo che si accorge della bellezza della vita, che è ancora meglio di una scoperta: è la meraviglia, l’incanto, e lo stupore. L’accorgersi prevede il godere di qualcosa che si ha già, o che si vede sempre. Credo che è una delle cose più belle che si possa fare nella vita. Non a caso, quando di solito si dice “non me ne sono accorto” si indica sempre un errore grave”.

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