Di tutti i colori.

Marco Spagnoli racconta Enrico Lucherini, il più grande press agent italiano, ripercorrendo la sua carriera dagli anni della Dolce Vita fino alla conferenza stampa in cui annuncia il suo abbandono della professione che lui stesso ha portato in Italia, inventando uno stile personale e irripetibile, al punto di dare vita al neologismo ‘Lucherinata’.

VERDONE_2 E’ questo il documentario ENRICO LUCHERINI – NE HO FATTE DI TUTTI I COLORI. Un viaggio – tra passato e presente – arricchito da materiali di repertorio inediti e rari, nel cuore e nella memoria del grande cinema italiano in cui Lucherini è accompagnato da amici e colleghi come Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone e da talent come la sua ultima ‘scoperta’ Adua Del Vesco. Ma anche da Giulio Andreotti, Manuela Arcuri, Richard Borg, Monica Bellucci, Cristiana Capotondi, Piero Chiambretti, Maurizio Costanzo, Piera Detassis, Irene Ghergo, Gabriel Garko, Guido Lombardo, Claudio Masenza, Wanda Osiris, Rocco Papaleo, Leonardo Pieraccioni, Nilla Pizzi, Jean Sorel, Totò, Franca Valeri, Paolo Virzì, Carlo ed Enrico Vanzina.

DEL VESCOProdotto da Polifemo in associazione con Maremosso e Kobalt Entertainment, in collaborazione con Campari e Sky Arte, il film passerà al Festival Internazionale del Film di Roma, giovedì 23 ottobre alle 17.00 in Sala Petrassi.

“Girare Enrico Lucherini – Ne ho fatte di tutti i colori – afferma Marco Spagnoli – è stato un grande privilegio ed un immenso divertimento. Avere accesso ad Enrico Lucherini e al suo mondo, ha significato, infatti, entrare in contatto con uno dei grandi protagonisti della Storia del Cinema italiano: un intellettuale riluttante, uno stratega della comunicazione, un osservatore divertito e divertente, e – soprattutto – una personalità fuori dagli schemi che da oltre mezzo secolo si diletta a raccontare bugie a scopi promozionali, a costruire carriere indimenticabili, ad aiutare con generosità e passione i protagonisti di quel mondo del cinema di cui lui è parte ed espressione, a lanciare dei film di cui comprende in pieno, come il migliore dei cineasti, qualità e difetti, punti di forza e debolezze”.

VIRZI_2“Personalmente – afferma il critico cinematografico, giornalista, regista, e sceneggiatore – non sono mai stato molto interessato alla cosiddetta ‘Lucherinata’ in quanto tale, ovvero alla notizia inventata, eccessiva e sopra le righe in grado di catturare l’attenzione dei media per lanciare un personaggio oppure un film. Ad attirarmi di Lucherini sono stati il suo spirito e la sua capacità di controllare sempre la scena su cui si trova. Un grande comunicatore con l’esperienza dell’attore, l’istinto del filmaker, il razionalismo del medico che non è diventato, e la passione dello spettatore, capace di immaginare idee nuove per fare il suo lavoro in maniera unica, affabulando sé stesso e gli altri”.

CAPOTONDI_2Per Marco Spagnoli il suo documentario “È come entrare nella caverna di Prospero il colto e nobile mago della Tempesta di Shakespeare, il giorno in cui ha deciso di rompere la bacchetta e di lasciare la scena, rivelando così allo spettatore tutti i suoi incantesimi. Ed è anche un viaggio nel retroscena del teatro di Mangiafuoco, il grande burattinaio che saldamente tiene in mano i fili delle vite e delle storie dei suoi burattini. Ne ho fatte di tutti i colori è, però, soprattutto un film su un grande talento di cui non basterebbe una vita intera per raccontarne le gesta lecite e perfino quelle inconfessabili. Questo, però, è anche un film su un protagonista la cui più grande trovata come ha scritto Giuseppe Tornatore, è stata, in fondo, quella di inventare “sé stesso”.

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