Un viaggio sperimentale al 32TFF.

ncapaceAl Torino Film festival in concorso è stato presentato il film di Eleonora Danco, N-Capace.

La protagonista è un’anima in pena, che ha un conflitto con l’anziano padre e i luoghi dell’infanzia. Un viaggio sperimentale, tra Terracina e Roma, nello struggimento che sovrasta le sue sensazioni, dove si ferma a parlare con gli anziani e gli adolescenti. È attratta dalle loro facce, voci, volti, fa domande su famiglia, scuola, religione, sesso, morte. L’Anima in pena è l’unico personaggio di mezza età che vaga tra queste due generazioni: i vecchi non partecipano più alla vita produttiva, e gli adolescenti stanno per entrarci. Due generazioni che hanno in comune il vuoto. La sospensione.

“Per le immagini del film – racconta la regista – mi sono ispirata alla pittura di De Chirico, Giotto, e al cinema di Buñuel, al Surrealismo. Il rapporto con le immagini è stato una forte motivazione. Non ho mai pensato di fare delle interviste, ma delle performance. Delle installazioni fisiche per arrivare alla memoria. Lo strato intimo”.

“La musica – afferma Eleonora Danco – è un altro elemento molto importante del mio lavoro. L’andamento inconscio delle atmosfere. Per questo la scelta di utilizzare l’elettronica del maestro Markus Acher, che ha aderito subito allo spirito del progetto e con le sue composizioni ha saputo rendere ed esaltare la tensione e l’emozione che cercavo. Il legame tra Terracina e Roma è tra l’infanzia e la vita adulta. La stessa dimensione che avevo nell’adolescenza. Era questo il limite che volevo trattare”.

Eleonora Danco è autrice, regista, attrice, Performer. Il suo è un teatro fisico, d’impatto e tensione. Dove corpo e testo si fondono in un’unica espressione. La scrittura oscilla tra prosa e slang, dramma e comicità. L’esordio nel 1998 con Ragazze al muro, nel 2000 vince il festival di Casalbuttano sulla nuova drammaturgia con Nessuno ci guarda.
Seguono Me vojo sarvà, Ero Purissima (anche titolo di una raccolta dei suoi testi teatrali recentemente pubblicata da Minimumfax), Sabbia, Scroscio, La Giornata Infinita, Squartierati, Intrattenimento Violento, Senza titolo 3, Donna numero 4, pubblicato da Skirà e prodotto da Expo 2015. Ha scritto su commissione ed è stata prodotta tra gli altri da: Teatro Stabile di Parma, Teatro Stabile di Roma, Teatro Stabile di Napoli, Expò 2015, Triennale di Milano. Tra il 2000 e il 2002 ha realizzato per Radio3 il documentario in cinque puntate Il vuoto, Anziani e adolescenti a confronto, e il monologo Non parlo di me, all’interno della rassegna “I Teatri alla radio di Mario Martone”.

ncapace-1Come attrice ha lavorato tra gli altri, con Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Michele Placido, Gabriele Muccino, Pupi Avati, Ettore Scola, Vittorio Gassman, Gigi Proietti. N-CAPACE è il suo primo film scritto, diretto e co-interpretato.

Eleonora Danco riconosce come possa essere stata influenzata anche dallo stesso Nanni Moretti, con il quale ha lavorato ne ‘La Stanza Del Figlio’: “Lo stimo moltissimo. Resta l’unico autore che non ha fatto un libro. In lui c’è vera coerenza”. Ma in lei anche l’influenza delle avanguardie storiche e della cultura visiva del ‘900, specie De Chirico. Per il film, prodotto da Bibi Film, in collaborazione con Rai Cinema, costato 250 mila euro, non c’è ancora distribuzione. Un vero peccato perché ha trovato a Torino un consenso quasi unanime.

“L’idea di questo film è nata dopo la morte di mia madre. Ho iniziato a filmare mio padre e la sua badante e a fargli tante domande. Poi ho utilizzato molto i seminari che facevo con i ragazzi, mi piaceva lavorare sull’intimo: su tutte le loro potenzialità. Dicevo loro: la tua vita può essere un testo”. Così Eleonora Danco parla del suo film. “Vengo da una miracolata adolescenza, molto vitale, e così per me è importante partire dal trauma e renderlo positivo. Comunque – aggiunge la regista – questo film non è affatto scontato. Ogni scena è studiato. Certo racconta della morta, che è una cosa che non ti fa mai davvero separare da nessuno. In N-CAPACE da una parte ci sono le testimonianze semplici raccolte dalla protagonista, Anima in pena (la stessa Danco) che gira per le strade con il suo rassicurante letto, e, dall’altra, la stessa realtà riletta alla luce di De Chirico”.

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