Hungry Hearts: una mamma fatale.

DSC06996Arriva (finalmente) al cinema il 15 gennaio ‘Hungry Hearts’ di Saverio Costanzo: la pellicola premiata a Venezia che racconta l’amore materno al punto di diventare ossessione. Un film che non mancherà di far discutere visto che la protagonista decide di nutrire il figlio, rischiando di portarlo fino alla morte, solo con germogli e altri vegetali.

hungryheartsLa sceneggiatura tratta dal romanzo di Marco Franzoso (“Il bambino indaco”, Einaudi) racconta di Jude (Adam Driver) e Mina (Alba Rohrwacher), lui americano e lei italiana. S’incontrano per caso a New York. S’innamorano, si sposano e presto mettono al mondo un bambino. Si trovano così in poco tempo dentro una nuova vita. Sin dai primi mesi di gravidanza Mina si convince che il suo sarà un bambino speciale. E’ un infallibile istinto di madre a suggerirglielo. Suo figlio deve essere protetto dall’inquinamento del mondo esterno e per rispettarne la natura bisogna preservarne la purezza. Jude, per amore di Mina, la asseconda, fino a trovarsi un giorno di fronte ad una terribile verità: suo figlio non cresce ed è in pericolo di vita, deve fare presto per salvarlo. All’interno della coppia inizia una battaglia sotterranea, che condurrà ad una ricerca disperata di una soluzione nella quale le ragioni di tutti si confondono.

DSC07000Il libro da cui tutto parte è ambientato in Italia, Costanzo ha trasferito la storia a New York, dove ha studiato cinema e abitato per anni. “New York, molto più di altre città, è violenta e aggressiva, si sente di più il desiderio di difendersi da quello che c’è fuori casa – spiega lo sceneggiatore, regista e operatore Saverio Costanzo – e da qui anche la scelta di far partecipare Adam Driver, un attore già di discreto successo in America che si è fidato del nostro progetto decidendo di portare in scena la sua testimonianza”.

“In maniera lenta e graduale – prosegue Costanzo – il personaggio di Mina diventa il nemico all’interno della famiglia. Ma è stato facile non giudicarla, agisce nel bene ma sbaglia molto. Potrebbe redimersi alla fine, rompendo quelle stesse regole che lei stessa si era imposta”.

“Ho scritto la sceneggiatura molto tempo dopo aver letto il libro – spiega Saverio Costanzo – Non è stato un lavoro preciso di adattamento. E’ come se qualcuno mi avesse raccontato questa storia in un bar. Ho conosciuto lo scrittore Marco Franzoso il giorno della proiezione a Venezia, ma è come se fosse stato il mio collaboratore alla sceneggiatura”.

DSC06999Alba Rohrwacher interpreta un personaggio scomodo: “Mina pensa di fare il bene di questo bambino mentre invece lo mette in pericolo. E’ una mamma che all’interno della famiglia diventa il nemico. Difficile interpretarla? No mi è bastato non giudicarla e immaginare per lei un cambiamento, una presa di consapevolezza”, dice l’attrice. “Il vero demonio non è il cibo ma l’ideologia – aggiunge il regista – lei viene travolta da una grande quantità di amore, e per difendersi crea un’ideologia. Ma è un’ideologia sorda, che la fa smettere di ascoltare, sente solo se stessa. Ma la purezza assoluta come ideologia è qualcosa di irraggiungibile”.

Frutto di una coproduzione italo-americana (Wildside e Rai Cinema), la pellicola è stata presentata alla Mostra del Cinema di Venezia ed è valsa a entrambi i protagonisti – Adam Driver e Alba Rohrwacher – la vittoria della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e femminile.


A Saverio Costanzo e ad Alba Rohrwacher (per la terza volta), in occasione della presentazione del film alla Casa del Cinema di Roma, è stato consegnato anche il premio Pasinetti del SNGCI, il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani da Laura Delli Colli.

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