Il più bel secolo della mia vita.

Qual è la tua Spice Girl preferita?“, chiede Francesco Montanari, volto del ‘Libanese’ di Romanzo Criminale – la serie. “Ma che cazzo di domande mi fai? – risponde Giorgio Colangeli su una sedie a rotelle – Gery Halliwell ovviamente. Era ruspante… era autentica“. Colangeli incalza: “comunque non ci stanno più le boy band di una volta! Pensa ai Take That, che portavano avanti un discorso di emancipazione di rinnovamento… di lotta di classe. montanari colangeli locaI Take That erano come il Partito comunista…“. Giorgio Colangeli e Francesco Montanari sono i protagonisti dello spettacolo “Il più bel secolo della mia vita”, che sarà in scena al Teatro della Cometa dal 10 al 29 marzo. La pièce è scritta e diretta da Alessandro Bardani e Luigi di Capua (autore e interprete del collettivo The Pills, che dal web sta arrivando al cinema) e ha già raggiunto il primo traguardo di aver esaurito i biglietti della prima serata.

Protagonisti sono due volti noti che si dividono tra teatro, cinema e tv e che hanno recitato già insieme nel cortometraggio “Ce l’hai un minuto?”, scritto e diretto dallo stesso Bardani.

I due attori interpretano due figli non Colangeliriconosciuti alla nascita. Giorgio Colangeli è Gustavo; arrivato alla soglia dei cento anni, ha raggiunto l’età che gli permetterà di scoprire l’identità dei veri genitori. Affronta la vita in maniera audace, con lo spirito di un ragazzino; ama McDonald’s, pubblica foto su Instangram, chatta con il suo Iphone. Francesco Montanari interpreta invece Giovanni, un 30enne smanioso di conoscere l’identità della madre ignota. Vive la sua esistenza con estrema tranquillità, evitando qualsiasi rischio ed emozione più forte. I due si incontrano-scontrano in un dialogo generazionale scoprendosi distanti, ma al contempo vicini, accomunati dalla stessa esperienza infantile. Accanto a loro Maria Gorini, nel ruolo della compagna di Giovanni, donna precisa e metodica.

Lo spettacolo racconta, con toni ironici e amari, come in Italia sia ancora in vigore l’antiquata normativa che impedisce ai figli non riconosciuti di venire a conoscenza della loro storia preadottiva e dell’identità della madre naturale fino al compimento del centesimo anno di età. montanariTre anni fa la Corte Europea ha sentenziato che l’articolo 28 della legge n.184/1983 calpesta due diritti fondamentali dell’uomo: il diritto alla conoscenza della propria identità personale e il diritto alla salute (non permettendo di prevenire alcuna patologia familiare).

Le musiche de “Il più secolo della mia vita” sono realizzate da Deserto Rosso; band nata nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao.

La pièce vede produttori esecutivi Marco e Matteo Morandini. La distribuzione è seguita dalla società Razmataz, nata dall’incontro tra Alessandra Cotogno e Daria Botte.

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