Las brujas de Zugarramurdi.

Las brujas de Zugarramurdi è il titolo originale di un film fatto da chi ama divertire il pubblico. Presentata al Festival del Cinema di Roma nel 2013, oltre che al Toronto International Film Festival, la pellicola ha vinto 8 Premi Goya ed esce nelle sale italiane il 30 aprile, distribuita da Officine Ubu, con il titolo Le streghe son tornate.

LeStregheSonTornate-POSTER-low - CopiaÈ una commedia che fa ridere sul serio, un fanta-horror con un sacco di trovate che parte da una drammatica realtà: gli uomini e le donne sono due universi paralleli. Di questa certezza prendono, simpaticamente, coscienza tutti i protagonisti diretti dal regista spagnolo Álex De La Iglesia.

La scena iniziale ci porta in un mondo magico: in un bosco tetro alcune streghe (brujas, in spagnolo) sono attorno a un pentolone alle prese con rituali e pozioni. Dopo poco la scena si sposta nel cuore di Madrid da dove ha inizio il divertimento puro. Una banda di disadattati, mascherati da artisti di strada (tra tutti Spongebob, Topolino, Minnie, un soldato verde e un Gesù Cristo verniciato color argento) prende di mira, in pieno giorno, un ComproOro situato nell’affollata Puerta del Sol. Si tratta dei nostri tragici-comici protagonisti: Jose (Hugo Silva), padre divorziato che desidera la custodia congiunta. Porta con sé il figlio Sergio – durante la rapina – perché cade di martedì e, per nessun motivo, è disposto a saltare la sua giornata settimanale con il figlio.

Tony (Mario Casas), PR presso la discoteca Esperma, attualmente disoccupato. Schiavo suo malgrado dell’altro sesso, vorrebbe riprendere le redini della sua vita e risolvere con il furto un problema di autostima. Manuel (Jaime Ordonez), tassista terrorizzato e fanatico dei fenomeni paranormali, a un certo punto si dà alla fuga con i ladri che hanno sequestrato il suo taxi. Silvia, la ex moglie di Jose (Macarena Gomez), non sembra disposta a permettere che suo figlio venga sequestrato da quell’irresponsabile di suo padre (come lo saprà è un piacere che scoprirete senza riuscire a trattenere le risate). Per questo conta sulla collaborazione di Calvo e Pacheco (Pepon Nieto e Secun De La Rosa), due poliziotti che decidono, con grande impegno, di catturare in nostri eroi.

Dopo la rapina, con i complici che sono stati catturati o uccisi, l’obiettivo dei sopravvissuti è scappare e arrivare in Francia ma, mentre cercheranno di raggiungere la frontiera, cadono nelle grinfie di un gruppo di fattucchiere basche (Carmen Maura, Terele Pavez e Carolina Bang, la strega attraente), che tramandano la millenaria tradizione della stregoneria e della derisione del sesso maschile. Vengono fatti prigionieri, tra molte peripezie, a Zugarramurdi, una sorta di Salem spagnola, un paesino della regione basca noto per uno dei più clamorosi casi di “stregoneria” registrati e aspramente repressi da parte dell’Inquisizione spagnola. Zugarramurdi esiste davvero, è un paese di 200 anime nascosto nel cuore dei Pirenei Occidentali della Navarra, non lontano dal confine francese. Come la città di Salem, negli Stati Uniti, Zugarramurdi è legato alla stregoneria a causa di un terribile rogo avvenuto nel 1610. L’inquisitore Valle-Alvarado, dopo aver ricevuto numerose denunce riguardo all’uso di pozioni, sortilegi ed altre manifestazioni di stregoneria, arrestò 40 sospettati a Logroño. Il tribunale dell’Inquisizione condannò 11 persone a essere arse vive. I loro nomi sono ricordati da una placca posta all’entrata di una grotta situata a circa 400 metri dall’entrata della città, la cosiddetta grotta di Zugarramurdi. Questa grotta è circondata da un’aura sovrannaturale poiché, già dal XVI secolo, è stata teatro di sabba e riunioni pagane durante le quali uomini e donne si estraniavano dalle preoccupazioni quotidiane con festini sfrenati, danze intorno al fuoco e orge al chiaro di luna.

Las brujas de Zugarramurdi usa le streghe per parlare di donne in maniera iperbolica, cinica ma sempre illuminante. Il regista all’interno del film adatta il topoi a qualsiasi argomento e, dalle sue esagerazioni, riesce a estrarre le più oneste verità: le donne sono streghe, (quasi) tutte. Lo sono quelle vere che nel film irretiscono i protagonisti e pianificano l’annichilimento del maschio ma lo sono anche quelle che non hanno alcun potere magico, come emerge dai racconti (spassosissimi) dei protagonisti.

Usando come un’arma il terrore degli uomini nei confronti di fidanzate e mogli, Álex de la Iglesia e Jorge Guerricaechevarria (che insieme al regista ha scritto la sceneggiatura) riescono, in un mix di comicità, horror ed effetti speciali, a divertire e a condannare, pur scherzando, pesantemente entrambi i sessi (tanto vili e zerbini gli uomini quanto oppressive e insopportabili le donne), evitando la trappola della misoginia o del femminismo.

Riuscirà Jose a superare la paura della sua ex moglie? Arriverà il giorno in cui Tony sarà in grado di utilizzare il piano cottura a induzione? Il piccolo Sergio potrà andare a Disneyland Paris?

Ogni scena è una scoperta, una dose incredibile di divertimento che riunisce insieme thriller, azione, umorismo, sesso, sangue con una tecnica filmica magistrale, capace di trovare sempre il tempo o il luogo giusto per dire qualcosa di audace con ambientazioni e immagini. Il film fa ridere (parecchio) ma è scritto e girato in maniera tale da incastrare segmenti di riflessione sulla realtà e di denuncia del presente. Già la sigla con l’immagine della Cancelliera tedesca Angela Merkel ci dà un assaggio di questo filo rosso che troviamo nel film: la folgorante apertura con la rapina al ComproOro (già esso stesso simbolo della crisi economica di oggi), un uomo armato di fucile a pompa, vestito e truccato da Gesù Cristo con annessa croce, accompagnato dal figlioletto.

Il film, imperdibile, copre tre generi (commerciali) azione, horror e commedia creando un raro capolavoro.

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