I vincitori del 25esimo FCAAAL.

Annunciati nel corso della Cerimonia di Premiazione all’Auditorium San Fedele di Milano i vincitori del 25° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Madrina della serata la cantante Malika Ayane.

60 i titoli presentati, 30 anteprime nazionali, 3 anteprime europee, 1 anteprima mondiale, un montepremi di circa 20.000 euro. Alcuni premi paralleli sono destinati all’acquisizione dei diritti per la distribuzione dei film in Italia.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI “FINESTRE SUL MONDO”
La Giuria composta da
Abderrahmane Sissako Presidente – Regista, candidato all’Oscar 2015 e vincitore di 7 Premi César con il film Timbuktu, Mauritania
Antonella Antonelli, Giornalista, dal 2007 Direttore Responsabile di Marie Claire, Italia Joan Bardeletti, Fotografo, I suoi lavori sono regolarmente pubblicati su diverse riviste internazionali, è autore di Les Classes Moyennes en Afrique, Francia
assegna il
Premio Comune di Milano – Miglior Lungometraggio Finestre sul mondo 10.000 €
al film
The Storm Makers3The Storm Makers: ceux qui amènent la tempête di Guillaume Suon, Cambogia, Francia, 2014
Menzione speciale al film
En la Estancia di Carlos Armella, Messico, Argentina, Paesi Bassi, 2014

Le Challat de Tunis4La Giuria composta dai giornalisti
Giancarlo Zappoli, direttore responsabile di MYmovies.it, Italia, Presidente
Anna Praderio, giornalista, cura la pagina di Cinema del TG5, Italia
Simona Spaventa, giornalista freelance e collaboratrice di La Repubblica, Italia
assegna il
Premio Duomo Viaggi e Turismo – Miglior Lungometraggio Africano 2.000 €
al film
Le Challat de Tunis di Kaouther Ben Hania, Tunisia, Francia, Canada, Emirati Arabi, 2014

4avril1968_3CONCORSO CORTOMETRAGGI AFRICANI
La Giuria composta dai giornalisti
Giancarlo Zappoli, direttore responsabile di MYmovies.it, Italia, Presidente
Anna Praderio, giornalista, cura la pagina di Cinema del TG5, Italia
Simona Spaventa, giornalista freelance e collaboratrice di La Repubblica, Italia
assegna il
Premio MoneyGram al Miglior Cortometraggio Africano 2.000 €
al film
4 Avril 1968 di Myriam Gharbi, Francia, Guadalupa, 2014,

CONCORSO EXTR’A
Premio Fondazione ACRA-CCS 1.000 €
al film
Looking for Kadija2Looking for Kadija di Francesco G. Raganato, Italia, 2014

Menzioni speciali all’unanimità ai film
Sexy Shopping di Antonio Benedetto e Adam Selo, Italia, 2014
Umudugudu! Rwanda 20 ans après di Giordano Cossu, Italia, 2014

Assegnato al miglior film italiano che si confronta con altre culture e con le tematiche dell’immigrazione da una Giuria composta da accompagnatori interculturali con cui ACRA- CCS collabora dell’associazione e da un rappresentante di ACRA-CCS, in qualità di presidente. I giurati sono: Nadiya Radchenko (Ucraina), Diana Carolina Leon Freire (Ecuador), Margarita Clement Missaglia (Argentina), Mariela Lara (Ecuador), Maria Luisa Gutierrez (Perù), Maria Eugenia Esparragoza (Venezuela). Presidente è Patrizia Canova.

Premio del Pubblico Città di Milano
al film più votato dal pubblico
Letters from Al Yarmouk di Rashid Masharawi, Palestina, 2014

PREMI SPECIALI

Premio ATALANTA BERGAMASCA CALCIO e UNIGASKET SRL
al film
The Crow’s Egg di M. Manikandan, India, 2014,

Il premio consiste nell’acquisizione dei diriti di distribuzione in Italia ed è assegnato al miglior film che contribuisce a favorire il dialogo interculturale giovanile.
A consegnarlo, una delegazione del Settore Giovanile Atalanta Bergamasca Calcio, società del calcio professionistico italiano, fondata nel 1907 e da sempre particolarmente attenta alla crescita di giovani talenti. I tecnici e gli educatori del vivaio atalantino, primo in Italia, secondo i dati forniti dallo Studio del Cies Football Observatory, e tra i primi a livello europeo, curano la crescita sportiva, ma soprattutto umana dei giovani calciatori nerazzurri.

Premio Arnone – Bellavite Pellegrini Foundation
al film
Lazy Susan di Stephen Abbott, Sudafrica, 2015

Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato al miglior film che affronti i temi della globalizzazione, della governance, della legalità e del dialogo interculturale. La giuria è composta da: Simone Columbano, Sabrina Elmzaili, Francesca Fiumara, Gregorio Max Gambato, Laura La Montagna, Mia Lanzi, Pietro Mariani, Yormari Puerari, Martina Raimondi, Rumi Rahman, Riccardo Ruta, Veronica Sanna, Aline Soares, Ashe Sola, Primrose Tapallas, Federica Zanin.

Premio CINIT e Premio CEM – Mondialità
al film
The Dream of a Scene di Yasser Shafiey, Egitto, 2014

Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato ad un cortometraggio africano con valore educativo.

Premio ISMU
Al film
4 avril 1968 di Myriam Gharbi, Francia, Guadalupa. 2014

La Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) assegna un premio al miglior cortometraggio del Festival con valore pedagogico. Il Premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia ed è assegnato da una giuria composta di docenti.
La giuria è composta da: Gabriella Lessana, Piero Basilicò, Franco Brega, Sophie Canova, Tullia Castagnidoli, Marcella Cavagnera, Antonella Di Nardo, Fabio Fussi, Fabio Mantegazza, Stella Selvaggio, Silvana Sgarioto, Margherita Squaiella, Laura Succi.

Premio SUNUGAL
Al film
Père di Lotfi Achour, Tunisia, Francia, 2014

Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato ad un cortometraggio africano da una giuria composta dai membri dell’Associazione.

Premio Razzismo Brutta Storia
Al film
Sexy Shopping di Antonio Benedetto e Adam Selo, Italia, 2014

L’associazione Il Razzismo è una brutta storia e le Librerie laFeltrinelli assegnano un riconoscimento speciale al miglior film della sezione dedicata ai temi del razzismo e dell’integrazione. La giuria, organizzata in collaborazione con lo Spazio Università del Festival, è composta da studenti universitari con percorsi di studio legati al cinema e agli audiovisivi, alla comunicazione interculturale, alla media education e agli studi culturali.

Premio SIGNIS (OCIC e UNDA)
Al film
Letters from Al Yarmouk di Rashid Masharawi, Palestina, 2014

Menzione speciale al film
Le Challat de Tunis di Kaouther Ben Hania, Tunisia, Francia, Canada, Emirati Arabi, 2014

Il premio è assegnato da The World Catholic Association for Communication. La giuria è composta da Gianluca Bernardini, Gaetano Liguori, Guido Convent e Vanessa Lanari.

Premio Lenovo
Al film
Asmarina di Alan Maglio e Medhin Paolos, Italia, 2014

– Premio Comune di Milano – Miglior Lungometraggio Finestre sul mondo
The Storm Makers: ceux qui amènent la tempête
di Guillaume Suon, Cambogia, Francia, 2014,
Secondo le Nazioni Unite, più di 200.000 giovani cambogiane sono vendute come schiave nei Paesi ricchi del sud-est asiatico, come domestiche, operaie o prostitute. Hanno paghe ridicole e subiscono sfruttamenti, violenze e soprusi di ogni genere. Sono le stesse famiglie che per uscire da drammatiche condizioni di povertà le vendono ai procacciatori di schiave, che nei villaggi cambogiani sono chiamati “coloro che portano la tempesta”. Quando ritornano a casa, traumatizzate, povere come quando sono partite e spesso con un figlio al seguito, alla disperazione si unisce un profondo senso di rabbia e vergogna, oltre che di perdita della dignità di persone. Il film racconta la storia di una di loro, e di due portatori di tempesta. Ma sfiora anche altre storie, quelle di chi non ha fatto ritorno. Presentato all’IDFA, il film è prodotto dal grande Rithy Panh.
Guillaume Suon. Nasce nel 1982. Frequenta il Berlinale Talent Campus, il Sundance Institute e la IDFAcademy. Dal 2008 lavora con Rithy Panh. Nel 2010 esordisce alla regia con il documentario About my Father, cui segue nel 2012 Red Wedding, che vince il premio per il miglior mediometraggio all’IDFA. The Storm Makers è presentato in anteprima al Busan FF nel 2014.

– Premio Duomo Viaggi e Turismo – Miglior Lungometraggio Africano
Le Challat de Tunis
di Kaouther Ben Hania, Tunisia, Francia, Canada, Emirati Arabi, 2014
Tunisi, estate 2003. Un motociclista, armato di rasoio, si aggira per le strade della città sfregiando le natiche delle donne che passeggiano. Lo chiamano Challat, “lametta”. Da un quartiere all’altro, da un caffè all’altro, circolano su di lui le storie più improbabili. Tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai visto. Dieci anni più tardi, dopo la rivoluzione, quando la verità sembra a portata di mano, una regista testarda vuole a tutti i costi svelare il suo mistero. Con ironia e humour, il film mette in scena la leggenda metropolitana e con essa i conflitti di genere nella società tunisina.
Kaouther Ben Hania Studia cinema in Tunisia all’EDAC e a Parigi alla Fémis e alla Sorbonne. Dirige diversi cortometraggi, tra cui Moi, ma soeur et la chose (2006) e Peau de colle (2013) hanno una lunga e fortunata carriera nel circuito dei festival internazionali. Il suo documentario Les Imams vont à l’école è presentato in concorso all’IDFA nel 2010 e poi selezionato in molti altri festival prestigiosi tra cui Vancouver, Dubai e Amiens.
Le Challat de Tunis è il suo primo lungometraggio di finzione.

– Premio MoneyGram – Miglior Cortometraggio Africano
4 Avril 1968,
di Myriam Gharbi, Francia, Guadalupa, 2014
Sabine, 7 anni, vive con la zia in Guadalupa, la mamma lavora da anni in Francia. Sulla strada per la scuola la bimba si addentra nella foresta dove incontra Akim, un giovane straniero che vive in una capanna. E’ il 1968, sono gli anni delle proteste delle comunità nere negli Stati Uniti e Sabine si ritrova senza saperlo nel rifugio di due Black Panthers…
Myriam Gharbi. Si laurea nel 2006 in cinema documentario con il corto di diploma Fin de collège, presentato in diversi festival nazionali. Nel 2011 co-dirige con David Bensaïd Vu e nel 2014 4 avril 1968, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs. Attualmente sta lavorando sul suo primo lungometraggio, girato ancora in Guadalupa, Sé manman tou sèl….

– Sezione Extr’A – Premio Fondazione ACRA-CCS
Looking for Kadija
Di Francesco G. Raganato, Italia, Eritrea, 2014
Un film nel film. Una produzione italiana vola in Eritrea per realizzare un film che racconta la storia vera dell’amore tra Amedeo Guillet, ufficiale dell’esercito italiano, e Kadija, figlia sedicenne di un capo villaggio locale. Con il supporto di un produttore locale, la produzione organizza i casting per trovare la protagonista nei vecchi cinema di diverse città del paese. Il viaggio alla ricerca di Kadija e il dietro le quinte si trasformano in occasione per conoscere la realtà dell’ex-colonia italiana attraverso i ritratti delle aspiranti protagoniste, con le contraddizioni di un complicato processo di colonizzazione, prima, e di decolonizzazione, poi.
Francesco G. Raganato. Nasce nel 1978 in provincia di Lecce. Nel 2002 è regista della seconda unità di The Big Question, documentario girato sul set de La passione di Cristo di Mel Gibson, con cui vincerà numerosi festival in tutto il mondo. Dal 2003 è regista di documentari per RAI3, La7, SKY Arte, History Channel, Fox Crime.

– Premio del Pubblico Città di Milano al film più votato dal pubblico
Letters from Al Yarmouk
di Rashid Masharawi, Palestina, 2014
Nell’aprile 2015 il Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha definito la situazione ad Al Yarmouk, il campo profughi palestinese in Siria, come “oltre il disumano”. Che cosa può fare un regista (e il cinema) di fronte a una realtà simile? É la domanda che si pone Rashid Masharawi, quando entra in contatto con Niraz Saeed, giovane fotografo che vive dentro il campo e da lì, attraverso le sue immagini, lancia ogni giorno messaggi di aiuto. Mostrare, far vedere, diffondere quelle immagini sembra l’unico antidoto alla sofferenza per la fidanzata di Niraz, che lo aspetta in Germania sapendo che forse non arriverà mai. È l’unica possibilità per essere solidali con persone che ogni giorno muoiono di fame nell’apparente impotenza globale. Ma è anche una dichiarazione, che cerca di opporsi alla resa del cinema di fronte alla disumanità.
Rashid Masharawi nasce nel 1962 e cresce in un campo profughi della striscia di Gaza. Cineasta autodidatta, comincia a lavorare nel cinema a diciotto anni. Nel 1996 fonda il Cinema Production and Distribution Center a Ramallah, per giovani cineasti palestinesi. I suoi film, Haifa, Ticket to Jerusalem, Layla’s Birthday, Palestine Stereo ottengono riconoscimenti nei festival internazionali.

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