Alessandro Borghi, il nuovo boss di Ostia.

In ‘Non essere cattivo’ era strafatto ma aveva una speranza. In ‘Suburra’ invece, non ha speranze anche se il suo nome è un portafortuna: Il numero Otto. In ‘Non essere cattivo’ era Vittorio, uno dei due ‘fratelli di vita’ protagonisti del film nella Ostia post pasoliniana di metà anni ‘90. borghi 2In ‘Suburra’ interpreta un malavitoso erede di una famiglia criminale di Ostia pronto a trasformare la città balneare in una sorta di Atlantic City (il waterfront). Stiamo parlando di Alessandro Borghi, classe 1986, romano di Garbatella, uno degli attori emergenti del momento, che a Ostia ha evidentemente eletto il suo domicilio cinematografico.

Mentre era iscitto al corso di Economia all’università, ha iniziato a frequentare i set cinematografici con un suo amico, il figlio di uno dei grandi stuntman italiani, Giampiero Comanducci. Poi la Scuola di Recitazione Jenny Tamburi di Roma e, nel 2006, quello che ancora è il suo impresario lo ha notato in una palestra e gli ha proposto un provino per ‘Distretto di polizia’. Il seguito è un crescendo di successi: dal cult Romanzo Criminale – la serie (7a puntata della seconda stagione) alla serie tv ‘Che Dio ci aiuti’, fino al successo televisivo ‘Squadra Mobile’. borghiE ora dopo aver dimostrato tutto il suo grande talento nell’ultimo film di Claudio Caligari ‘Non Essere Cattivo’ (a Venezia è stato premiato con il Nuovoimaie Talent Award per i migliori attori emergenti), e aver concluso le riprese di Suburra che uscirà al cinema il prossimo 14 ottobre, è impegnato sul set di un’opera prima con Michele Vannucci; una storia vera ambientata in una borgata. Tanto per cambiare.

Alessandro Borghi sta così per diventare il volto televisivo della periferia romana, come Marco D’Amore con ‘Gomorra’ e ‘Perez’, lo scorso anno era stato l’immagine caratteristica della Napoli violenta di Scampia. Il suo numero Otto è un personaggio particolare, complesso. Stefano Sollima, il regista di Suburra, ha costruito sulle spalle di Alessandro Borghi un personaggio potente che resterà probabilmente per molto tempo addosso all’attore romano. Nel film, Borghi è completamente rasato e porta un tatuaggio tribale sul collo. Al suo fianco l’attrice Greta Scarano, che veste i panni della spietata e sensuale Viola.

foto di Emanuela ScarpaSuburra è tratto dal romanzo omonimo scritto da Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo e segue le vicende di alcuni abitanti del sottobosco romano, tra malavita, politici corrotti e alti prelati. La storia è un seguito ideale del lavoro fatto da Sollima in Romanzo criminale la serie. Il film vuole proseguire una riflessione su Roma, questa volta ambientata al tempo attuale, dopo la fine della banda della Magliana. Suburra parla della città al punto che, mentre era ancora allestito il set, la sceneggiatura si è sovrapposta alla cronaca giudiziaria e anzi, ha anticipato in maniera terribilmente simile la realtà di ‘Mafia Capitale’ denunciata dalla magistratura.

Il racconto si svolge in sette giorni sotto una pioggia quasi ininterrotta, ed è una sorta di conto alla rovescia verso l’Apocalisse. Vedremo se Il Numero Otto resterà solo un acquazzone o si trasformerà in un diluvio di consensi.

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