Roma, la festa del cinema dei produttori.

Con il vincitore del pubblico della Festa del cinema di Roma (irrilevante a 24 ore di distanza), si chiude la decima edizione che rimarrà nella memoria dei romani per la qualità della selezione e, in particolare, per alcuni ottimi titoli come ‘The Walk 3D’ di Robert Zemeckis, ‘Room’ di Lenny Abrahamson e ‘Legend’, il film di chiusura, di Brian Helgeland.

Festival-Cinema-Roma-auditoriumL’edizione 2015, inoltre, rimarrà alla storia per essere stata la festa dei produttori cinematografici. Sono stati loro percentualmente i più presenti e celebrati all’evento: anche sui red carpet.

Ma se vince la qualità delle 37 opere proiettate in selezione ufficiale e degli “incontri ravvicinati”, di certo non ha trionfato il pubblico popolare della 10ma edizione. L’unica giornata che ha visto le gradinate della cavea dell’auditorium gremite è stata quella dei 51 youtuber presenti per l’anteprima di ‘Game Therapy’, film proposto da Alice nella città (la vera anima della festa 2015), la sezione autonoma e parallela che ha registrato un +14% di incremento tra pubblico e accreditati.

Il bilancio complessivo della X edizione parla chiarissimo: rispetto al 2014 si registra la diminuzione di oltre il 20% delle presenze; la diminuzione di oltre il 30% degli biglietti venduti e il 20% in meno dell’incasso complessivo.

Antonio Monda e Piera Detassis più volte (fin dall’inizio della festa) hanno giustificato il calo riconducendolo alla disponibilità di una sala cinematografica in meno per le proiezioni all’Auditorium (la Santa Cecilia, cioè la piu grande con 1500 posti) e di un giorno in meno di festival, ma la matematica non li aiuta in questa circostanza poiché è solo un numero potenziale: se tutte le proiezioni fossero state ‘sold out’, allora questa ipotesi sarebbe stata plausibile. Peraltro, i potenziali posti disponibili in meno della Santa Cecilia sono stati compensati dalla capiente Sala Mazda Cinema Hall.

Di certo l’evidente contrazione del pubblico è motivata soprattutto da una minore “mondanità” dell’evento con tappeti rossi meno attraenti per il pubblico popolare.

I film complessivamente sono stati 53 da 24 paesi in 313 proiezioni di cui 176 a pagamento e 137 gratuite. Il costo medio del biglietto è stato di 10 euro, un po’ meno degli scorsi anni e “altro motivo di contrazione dell’incasso”.

Ma la formula “niente giurie, nessun premio, nessuna cerimonia di apertura e chiusura, nessuna madrina e poca mondanità” sembra voler essere confermata anche per il prossimo anno, secondo il direttore Antonio Monda che intende per festa “la celebrazione del cinema che emoziona nel buio di una sala con una narrazione proiettata su uno schermo e non coriandoli e pailettes sui tappeti rossi”.

Antonio MondaAntonio Monda nel tracciare il bilancio ha confermato la sua nomina per i prossimi due anni: “è il tempo minimo necessario per imbastire un progetto, oggi siamo alla chiusura di un inizio e a giudicare dalla stampa e dalle reazioni ricevute, la qualità ha vinto e per me è l’unica cosa che conta”.

“Anche se la formula non si cambia – ha concluso Antonio Monda – perché è basata sul modello New York, sono disposto ad ascoltare suggerimenti per eventuali modifiche, specie il rafforzamento della presenza di star sul tappeto rosso. Quest’anno mi sono stati anche offerti alcuni grandi divi hollywoodiani da red carpet ma non li ho voluti perchè accompagnavano film brutti e io volevo solo film belli”.

Il pensiero è già rivolto al prossimo anno: dal 13 al 22 ottobre 2016.

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