Tutti i grandi sono stati bambini una volta.

Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Il-piccolo-principeAl cinema dal 1′ gennaio arriva la nuova pellicola animata diretta da Mark Osborne, tratta dal romanzo di Antoine De Saint-Exupery, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, nella versione italiana doppiata da voci note come quelle di Toni Servillo, Paola Cortelles, Stefano Accorsi,
Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif, Alessandro Siani, Lorenzo D’Agata, Vittoria Bartolomei, Carlo Valli, Carlo Reali, Melissa Maccari e Stefano Oppedisano.

Il lungo e gratificante percorso necessario ad adattare il classico di Saint-Exupéry in un moderno film di animazione ha avuto inizio oltre otto anni fa, quando i produttori francesi Aton Soumache, Dimitri Rassam e Alexis Vonard hanno avuto il via libera da Olivier d’Agay, presidente della Fondazione per la gestione del Patrimonio Saint-Exupéry.

“Sentivamo l’enorme responsabilità di dover rendere giustizia ad un capolavoro senza tempo, amato da tantissime persone in tutto il mondo”, racconta Soumache. “Chiunque legga il libro si fa un’idea molto personale del Piccolo Principe e del suo mondo, per cui non è possibile trarne un adattamento fedele e pedissequo. Ricordo che mio padre me lo leggeva anche prima che cominciassi la scuola. Ciascuno di noi ha sviluppato un legame molto personale con quest’opera. Era quindi molto importante trovare un regista che potesse proporla utilizzando un approccio totalmente nuovo e originale”.

Il produttore Dimitri Rassam puntualizza: “Dato che il libro è così conosciuto e amato in tutto il mondo, abbiamo pensato di coinvolgere un regista in grado di rispettare l’opera originale, offrendone allo stesso tempo una versione divertente e coraggiosa. Era importante che il team creativo rispettasse gli elementi fondamentali del libro ma anche che non si sentisse intimorito nell’affrontare un grande classico”.
Quando il regista statunitense Mark Osborne ha accettato di dirigere il film Soumache e Rassam si sono sentiti sicuri di aver centrato l’obiettivo. “All’inizio Mark non voleva saperne perché la considera un’opera troppo importante, ma noi eravamo certi che avrebbe potuto fare un ottimo lavoro”, dice Soumache. “Aveva già diretto il film della DreamWorks Kung Fu Panda, nel quale sono presenti due elementi fondamentali della cultura cinese: il kung fu e il panda; e il film in Cina era stato apprezzato e amato da tutti. Aveva preso molto sul serio il compito di affrontare i temi di quel film. Quando ha detto che ci avrebbe pensato se n’è andato e ci ha riflettuto a lungo. Sei mesi dopo è tornato con un’idea che ci ha lasciati tutti a bocca aperta”.

Secondo i produttori Osborne è riuscito a creare una nuova storia a partire dal materiale originale, una storia che permette di rivedere “Il Piccolo Principe” attraverso gli occhi della bambina. “Siamo stati fortunati ad avere Mark, perché è un regista di talento che si fa guidare da una visione chiara di quello che vuole ottenere”, afferma Soumache. “Il fatto di aver raccontato la storia del Principe usando l’animazione in stop motion aggiunge al film un ulteriore, meraviglioso elemento. Vediamo le celebri illustrazioni di Saint-Exupéry prendere vita in modo reale, quasi tangibile, davanti ai nostri occhi”.

piccolo-principe-27“All’inizio del film, quando la bambina trova il diario dell’aviatore per la prima volta, scopriamo attraverso i suoi occhi questo mondo animato in stop motion, ed è un momento molto emozionante”, racconta Soumache. “Si percepisce chiaramente il legame che c’è tra il mondo in computer animation della bambina e l’universo in stop motion del Piccolo Principe. È un fantastico omaggio al libro”.

“Mark voleva innanzi tutto realizzare un grande film, ma il libro e il suo messaggio gli stanno molto a cuore” dice Rassam. “Ormai ho visto il film molte volte e, ogni volta, torno a commuovermi. Come padre di una bambina di tre anni mi tocca molto profondamente, proprio come mi toccava nel profondo il libro quando i miei genitori me lo leggevano. Ero piccolo. ‘Il Piccolo PrincipÈ unisce le famiglie attorno a una grande storia. Credo che questo sia il principale punto di forza del nostro film”.

Con Il Piccolo Principe che, nel 2015, completa il suo viaggio dalle pagine al grande schermo, il regista Mark Osborne e il suo team sperano che il loro lavoro pieno di passione possa contribuire a far conoscere il mondo visionario e senza tempo di Antoine de Saint-Exupéry ad un’intera nuova generazione di lettori. Come afferma Osborne concludendo: “È stato un viaggio straordinario. Molto gratificante, perché ci siamo accostati a questa storia in modo autentico e sincero. Volevamo trovare il modo migliore per raccontare la storia e la miglior storia da raccontare. Il pubblico merita di vedere dei film che si prendono dei rischi, dei film che affrontano nuovi territori. In questo caso si è trattato di un gruppo di artisti indipendenti riunitisi per svolgere un compito impossibile: tradurre in immagini animate un libro universalmente amato. Tutte queste grandi, ambiziose idee non avrebbero potuto diventare realtà nell’ambito dello studio system. In quel caso ci avrebbero proibito di assumere dei rischi. Il risultato è il miracolo di essere riusciti a portare a termine un progetto che si prefiggeva di rispettare la delicatezza della storia di Saint-Exupéry”.

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