Ave, Cesare! Al via la 66esima Berlinale.

Ave, Cesare! Si apre con un saluto la Berlinale che continuerà fino al 21 febbraio. Il nuovo film dei registi premi Oscar Joel Coen ed Ethan Coen, infatti, è stato scelto come film d’apertura della 66esima Berlinale. Ave, Cesare!, è una commedia con un cast stellare ambientato negli ultimi anni dell’Età d’Oro di Hollywood. Interpretato da Josh Brolin, George Clooney, Ralph Fiennes, Tilda Swinton, Channing Tatum, Scarlett Johansson, Jonah Hill e Frances McDormand, e racconta le vicende che si susseguono in una sola giornata della vita di un fixer degli studios, chiamato a risolvere una marea di problemi.

La commedia è prodotta dai fratelli Coen con la loro Mike Zoss Productions, assieme ad Eric Fellner e Tim Bevan della Working Title Films e arriverà al cinema in Italia dal 10 marzo. Sul red carpet di berlino, giovedì 11 febbraio, George Clooney e Josh Brolin.

La 66esima edizione della Berlinale, una delle più importanti vetrine del cinema europeo, vede quest’anno una sola presenza italiana in concorso per l’Orso d’oro: Gianfranco Rosi, con il documentario “Fuocoammare”. GianfrancoRosi_sul_set_di_FuocoammareIl regista vincitore del Leone d’oro a Venezia con “Sacro Gra”, che ama raccontare storie e luoghi invisibili, stavolta è andato a Lampedusa dove si consumano quotidianamente tragedie umane, per analizzarle dal punto di vista di chi abita lì e dei migranti che ci arrivano per poi andare altrove.

Nove, invece, le presenze italiane nella sezione ‘Berlinale Talents’ (dal 13 al 18 febbraio): Enrico Maria Artale (regista e sceneggiatore), Francesco Mattuzzi (regista), Roberto de Paolis Maino (produttore), Jon Coplon (produttore) e Giovanni Aloi (regista), Antonietta Bruni (distributore e produttore), Koudous Seihon (attore). E poi ancora Francesca Massariol, naturalizzata inglese e Claudio Cea, di adozione canadese.

Ventitre complessivamente i film in gara che saranno giudicati da una giuria speciale in cui spiccano 4 donne contro tre uomini e in cui figura anche la nostra Alba Rohrwacher accanto a star come Clive Owen, l’attore tedesco Lars Eidinger, il critico inglese Nick James, la fotografa francese Brigitte Lacombe e infine la regista polacca Malgorzata Szumowska, che l’anno scorso vinse l’Orso d’Argento con Body. Presidentessa è Meryl Streep: “Questa giuria dimostra che noi donne ci siamo, e siamo in maggioranza – ha scherzato l’attrice premio oscar – è una situazione strana, inususale”. E sui criteri con cui guarderanno i film: “Decideremo in base a quello che ci dice la testa, ma per prima cosa dobbiamo essere colpiti al cuore. Sarà molto interessante, non vedo l’ora di iniziare”.

“Meryl Streep ci ha chiesto di arrivare alle proiezioni stampa senza sapere troppo di ciò che andremo a vedere, e questo per arrivare freschi e liberi al giudizio”. Così Alba Rohrwacher ha commentato la sua presenza in giuria. “Ho partecipato molte volte a questo Festival – ha continuato la Rohrawacher – e ci sono un pò abituata. L’anno scorso ero con il film di Laura Bispuri, Vergine giurata, e sono stata anche qui anni fa come shooting star. Come lavoreremo? Non si può dire quello che succederà, è una cosa che scopriremo lavorando insieme anche se mi pare che tutti i giurati abbiano una loro umanità che condivido”.

Il festival riparte dalla vittoria di Jafar Panahi dello scorso anno. Attesissimo il film “Chi-Raq” di Spike Lee, il promotore della protesta anti-Oscar. Per lui star del calibro di Nick Cannon, Wesley Snipes, Teyonah Parris, Jennifer Hudson, Angela Bassett, John Cusack e Samuel L. Jackson.

Michael Grandage, regista teatrale prestato al cinema, porta a Berlino per il suo primo lavoro, “Genius” Nicole Kidman, Jude Law, Colin Firth, Guy Pearce e Dominic West. In gara anche Jeff Nichols con un science-fiction thriller, “Midnight Special”, interpretato da Michael Shannon, Kirsten Dunst, Joel Edgerton, Adam Driver, Jaedan Lieberher e Sam Shepard. Isabelle Huppert, invece, è protagonista del nuovo film di Mia Hansen-Løve, L’avenir (Things to Come), Gerard Depardieu interpreta Saint Amour di Benoît Delépine.

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