Attenti alla suocera perfetta!

Al cinema dal 18 maggio ‘Scappa: Get Out’, un imprevedibile thriller che trasforma la visita di un giovane afroamericano nella proprietà di famiglia della sua fidanzata bianca in un minaccioso incubo che lo intrappola.

get-out-allison-williams-daniel-kaluuyaLa relazione fra Chris Washington e la sua fidanzata, Rose Armitage, è arrivata al momento chiave di coinvolgere i parenti ed è scattato l’invito per un weekend fuori città con i genitori della ragazza, Missy e Dean. Nelle prime battute, Chris interpreta il comportamento sin troppo accomodante della famiglia come una reazione nervosa alla relazione interraziale con Rose, ma con l’andare avanti delle ore, una serie di inquietanti scoperte lo conduce a una verità che non avrebbe mai potuto immaginare.

In perfetto equilibrio fra thriller e provocazione critica, Scappa: Get Out è stato scritto e diretto da Jordan Peele. Variety ha definito il film “una bomba esplosiva di critica sociale” che “si mostra senza alcuna paura o pudore” e The Hollywood Reporter lo ha entusiasticamente inserito fra “i film thriller più riusciti degli ultimi anni”.

Abituato a far emergere l’assurdo dalla cruda realtà, quando ha iniziato a scrivere la sceneggiatura Peele ha definito le premesse di un film che avrebbe dovuto essere allo stesso modo inquietante quanto capace di fornire una critica sociale. Il risultato è stato Scappa: Get Out, un provocatorio thriller che combina ironia, satira e horror, senza aver timore di toccare il tema dello stato attuale delle relazioni razziali in America.

“L’idea è emersa dal mio bisogno di realizzare qualcosa nel campo del thriller e dell’horror con un approccio molto personale,” spiega il regista. “Il fatto che si tocchi il tema razziale ha permesso di ricollegarmi al campo in cui lavoro da quando ho iniziato questo mestiere: la commedia. Questo film riesce poi a raccontare alcune mie paure reali e questioni che mi sono trovato ad affrontare nel passato.” Peele ha immaginato la storia di un protagonista di nome Chris, un fotografo e artista afro-americano a New York, che sta portando la sua relazione con la fidanzata caucasica al passo successivo decidendo di conoscere i genitori di lei per un weekend fuori città. Non appena Chris arriva, lo colpisce il sospetto che non tutto sia come sembra. scappa-get-outDopo aver scoperto che già un nutrito numero di uomini di colore è sparito nella zona, i suoi timori si rivelano molto più fondati di una passeggera paranoia. Quello che doveva essere un fine settimana di socializzazione, magari un po’ forzata, si trasforma in un’esperienza folle, spaventosa ed inquietante e allo stesso modo si chiude in una maniera molto divertente. L’autore ammette di aver giocato con piacere con le aspettative del pubblico al punto di trascinarli a una fine totalmente inattesa. “Buona parte delle premesse di Scappa: Get Out nascono dall’idea di una ragazza bianca che porta a casa dai genitori un fidanzato nero, senza pensare a tutte le conseguenze sociali di questa scelta,” spiega Peele. “È convinta che la sua famiglia sarà totalmente a suo agio. In effetti all’inizio appaiono così, ma emergono alcuni aspetti più sottili che rivelano una dimensione molto più sinistra.” La serie di eventi che conduce Chris a farsi le prime domande si svela lentamente. Dalla curiosità destata dagli strani comportamenti dell’aiutante degli Armitage alla sensazione di essere stato trasportato in una realtà parallela durante la ricorrenza annuale di commemorazione del nonno defunto, Chris si convince di non essere lui la persona che sta impazzendo. “La chiave è stata di assicurarsi che nulla di folle accadesse troppo velocemente per evitare di caratterizzare subito i personaggi,” rivela Peele. “L’elemento che allarma Chris è legato all’incontro con la donna di servizio. “Sono diversi da tutti quelli che ho conosciuto nella mia vita”.

Il regista racconta quanto sia stato per lui decisivo costruire per il protagonista della storia una capacità di scelta comprensibile per tutto il pubblico. “È esattamente quello che odio nei film”, ride Peele. “Specialmente nei thriller mi fa impazzire quando ti aspetti che il protagonista prenda il telefono, chiami i poliziotti e scappi dalla casa e non lo fa. Proprio per questo ho voluto che Chris fosse un essere umano contemporaneo, brillante e intelligente: mi ha dato grande soddisfazione.” Come nella maggior parte dei film horror – da Zombi – Dawn of the Dead di George Romero che esplora l’anima del paese al culmine della guerra del Vietnam a L’Ultima Casa a Sinistra – The Last House on the Left di Wes Craven che esamina la violenza insita nella natura umana – Scappa: Get Out stuzzica il pubblico con una provocazione che rappresenta qualcosa di più del semplice intrattenimento. “Questo film lavora su molti aspetti”, afferma Peele. “In particolare analizza il modo in cui l’America si confronta con il tema della razza e con il concetto del razzismo: è un demone americano. È anche un film sul tema della negligenza e sul modo in cui spesso gli uomini assistono alle atrocità senza muovere un dito”. Il regista ha valutato come essenziale il lavoro fatto per minare il genere e inserire questo tema nell’horror. “È un aspetto importante di tutto il suo sviluppo”.

Condividi questo articolo!

Commenti chiusi