THE MAKING OF “GIUDIZIO UNIVERSALE: MICHELANGELO AND THE SECRETS OF THE SISTINE CHAPEL”

La sfida è grandiosa, forse sovraumana. Quasi quanto quella in cui s’imbarca il Buonarroti quando alla veneranda età di sessant’anni decide di accettare l’incarico di dipingere quello che sarà il “Capolavoro”. Oltre un anno ininterrotto di lavoro, in condizioni terribili tra fumi, candele e imbragature per affrescare gli oltre 200 metri quadri del “Giudizio Universale” che occupa l’altare principale della Cappella Sistina. Uno sforzo titanico, che assorbe e al contempo svuota Michelangelo delle sue forze, tanto da farlo apparire nell’autoritratto attribuitogli all’interno dell’affresco, tra le mani da San Bartolomeo come un’ombra sbiadita che con gli occhi plumbei fissa lo spettatore attonito dal suo Capolavoro. Come se l’Artista si sia svuotato completamente del suo vigore per trasferirlo nella pittura che a distanza di secoli possiamo per fortuna ancora ammirare. Ricorda nel suo diario il Buonarroti:” Desti a me quest’anima divina e poi la imprigionasti in un corpo debole e fragile, com’è triste viverci dentro”. 20171016_160230Non solo la genesi di una tale opera è stata faticosissima, ma anche la preservazione di un sito sacro dove la chiesa di Pietro si perpetua ha richiesto un restauro negli anni novanta è durato un decennio. Per visitare il Capolavoro servono lunghe e affollatissime file, che poi vengono dimenticate nell’istante stesso in cui ci si siede nella Cappella Sistina a vedere l’Opera. E se nell’ultimo anno solo sei milioni di spettatori hanno potuto ammirare un tale spettacolo, ecco la soluzione che la “Artainment Worldwide Shows”, avvalendosi della consulenza scientifica dei Musei Vaticani, propone: “Giudizio Universale: Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel. Un evento di Artainment, la crasi tra l’arte e l’entrateniment, che esordirà all’Auditorium Conciliazione di Roma dal prossimo 15 marzo. Si tratta di uno spettacolo che intende coinvolgere lo spettatore nella ricostruzione filologica della realizzazione della Cappella Sistina attraverso lo stato dell’arte della tecnologia tramite proiezioni immersive a 270°, senza tralasciare le contaminazioni con performance, teatro e musica. Basti pensare che il tema originale della colonna sonora è stato composto da Sting.

In un’ora, gli spettatori di “Giudizio Universale” potranno immergersi nei delicati rapporti tra il Buonarroti e i suoi vari committenti, e trovarsi nel mezzo della creazione del Giudizio Universale, che prenderà vita in tutto lo spazio attorno al pubblico, con la Roma della controriforma a fare da sfondo.

Lo spettacolo è articolato in 4 capitoli: Michelangelo e la bellezza: l’ambizione del Papa e la sfida del genio; Il Racconto più famoso del mondo: lo svelamento della creazione; Il Conclave: segreti e riti dell’elezione del Papa; Il Giudizio Universale: spiritualità e misericordia.

Nell’evento conferenza di presentazione alla stampa, Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani ha detto: “La collaborazione dei Musei Vaticani con Artainment Worldwide Show per questo spettacolo va vista proprio in questa linea di sintesi fra tradizione e innovazione”.

giudizio universaleSulla stessa linea le parole di monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che ha precisato: ”Quanto sia importante l’elemento della tecnologia, tra l’arte e l’intrattenimento. Questo spettacolo culturale possiamo dire che va in questa direzione, perché ha deciso di parlare d’arte sacra mettendosi in connessione con i nativi digitali, sulla scorta di quanto affermato da Papa Francesco in “Evangelii gaudium”.

Infine le parole del deus ex machina dello show che è il produttore televisivo Marco Balich: “Questa è un’operazione che mira a emozionare e appassionale le nuove generazioni con il capolavoro del nostro patrimonio artistico. Vogliamo rendere i giovani fieri e consapevoli di essere italiani”.

Nel frattempo che arrivi marzo, ecco il link del sito web dove trovare ulteriori informazioni https://www.giudiziouniversale.com/, ma più delle parole potrà farvi capire la preview:

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