Come si fa una festa con un morto sotto casa?

una festa esagerata1Dal teatro al cinema, il nuovo film di Vincenzo Salemme, scritto insieme a Enrico Vanzina e intitolato ‘Una festa esagerata’, arriva nelle sale cinematografiche il 22 marzo distribuito da Medusa.

Il film è tratto da una commedia teatrale che ha riscosso un grandissimo successo e che sul grande schermo è interpretata da Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte e lo stesso Vincenzo Salemme, con la partecipazione di Nando Paone e Francesco Paolantoni. Le musiche del film sono di Nicola Piovani.

Una festa esagerata è un vero omaggio alla grande commedia napoletana e un distillato della migliore produzione di Edoardo De Filippo, con un neanche tanto velato riferimento a “Natale a casa Cupiello” con un protagonista che, invece di trascorrere una giornata festosa, si ritrova a vivere un movimentato dramma familiare.

Tutto, infatti, si svolge a Napoli, a casa Parascandolo, dove fervono i preparativi per una magnifica festa sulla terrazza. Il capofamiglia, l’ingenuo Gennaro, geometra e piccolo imprenditore edile vive con la moglie Teresa, che per il diciottesimo compleanno della figlia ha deciso di fare le cose in grande non badando a spese dal catering agli arredi, ha persino scritturato un cameriere indiano relegando in cucina la vecchia domestica non ritenuta abbastanza esotica per una festa così importante. Gennaro asseconda ogni capriccio delle donne della sua vita, ma proprio il giorno della festa arriva dal piano di sotto un’inaspettata notizia: la sfortuna ha deciso che il signor Scamardella doveva morire proprio quel giorno tanto atteso.

“Ho deciso di non far recitare gli stessi attori che interpretavano questa commedia a teatro proprio per non fare una cosa troppo pedissequa, per dare freschezza”, dice Vincenzo Salemme alla presentazione stampa del film. “Il teatro è diverso perché fai la prima e poi correggi il tiro strada facendo. Con il cinema questo non lo puoi fare”, aggiunge e dei suoi attori dice: “Un attore deve essere generoso. Iaia Forte lo è, Nando Paone lo conosco da quando abbiamo diciassette anni e siamo come fratelli e anche con Francesco Paolantoni siamo molto amici, infine Tosca D’Aquino è la mia sorella minore, quando la vedo sembra che i guai non esistono e che non moriremo mai”.

una festa esagerata“Ho scritto Una festa esagerata! come commedia teatrale e l’ho portata in palcoscenico prima che al cinema – racconta Salemme -. La commedia, in teatro, ha riscosso un grande successo e molti tra gli spettatori mi hanno fatto riflettere sulla congenialità di questo testo per una sua eventuale trasformazione in film per il cinema. Sembrerebbe strano perché il racconto si svolge tutto in unità di tempo e di luogo. Eppure, la forza della semplicità rende il racconto cinematografico scorrevole e ben ritmato. Non ci sono pause narrative che forse danneggerebbero la leggerezza della visione, anche grazie al fatto che i protagonisti del film devono correre nel vero senso della parola alla ricerca di una soluzione che permetta lo svolgimento della festa. Svolgimento messo seriamente in discussione dalla tragica notizia. Come si fa a ballare e cantare sul terrazzo di casa quando al piano di sotto c’è un morto!? Ho voluto sottolineare proprio questa corsa forsennata e nevrotica per consentire al film di andare spedito verso un finale sorprendente, dando ritmo però a tutto il percorso drammaturgico con colpi di scena piccoli e grandi. Disseminandolo di situazioni esilaranti e soprattutto di personaggi sempre credibili. Il film appare molto corale nonostante il tutto ruoti intorno al povero Gennaro Parascandolo (che sono io), un piccolo eroe spaesato dei nostri tempi. Un piccolo imprenditore onesto e perbene travolto dal malcostume e dalla volgarità, dall’ignoranza e dal cinismo di un gruppo folto di personaggi tutti interpretati in modo naturale e realistico da attori quasi tutti provenienti dal teatro. Credo che questo film abbia due punti di forza: umanità dei personaggi e comicità travolgente. Una commedia semplice e recitata benissimo; basata sull’esperienza preziosa del teatro. Sui palcoscenici dei più grandi teatri italiani ho potuto mettere a punto l’efficacia di certe battute, ed al cinema ho potuto arricchirle con l’esperienza di un cast diverso da quello teatrale che ha apportato nuova freschezza ad una struttura già solida. Sono molto contento e soddisfatto, ve lo devo proprio dire!”.

Cult la figura del portiere, interpretato da Massimiliano Gallo. “Nelle residenze signorili – afferma l’attore partenopeo – la figura del custode è sempre stata mitica: è una persona che gestisce tutta la vita di un edificio, si occupa delle bollette per gli anziani, si rende utile e aspira ad essere indispensabile e Lello è un ‘secondino’; che aspira a diventare il custode del palazzo in cui si svolge l’intera vicenda, si trova a vivere una sorta di fase “preelettorale”; della sua carriera e per la sua “campagna”; si è messo in testa di convincere tutti gli inquilini a votarlo. E’ particolarmente invadente e sempre fuori luogo, non se ne rende conto ma è presente comunque in modo ingombrante e ridicolo con imbarazzante nonchalance in ogni situazione della festa da allestire, segue e accompagna Gennaro dall’inizio del racconto sino alla fine cercando di essere utile anche in situazioni private della famiglia Parascandolo in cui lui non dovrebbe trovarsi. Quando nella preparazione del grande festeggiamento sarà necessario fronteggiare un serio imprevisto lui entrerà decisamente nel meccanismo degli eventi sempre più frenetici e non ne uscirà più sino alla fine”.

Il divertimento e la sorpresa degli avvenimenti e dei colpi di scena continui dipendono dal fatto che bisogna postdatare la morte dell’anziano vicino di casa o rinviare la festa e allora tutti si industriano per fingere che il decesso sia avvenuto solo a cerimonia finita.

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