No Time to Die

In No Time To Die, Bond ha lasciato il servizio attivo e si gode una vita tranquilla in Giamaica. La quiete però viene interrotta quando il suo vecchio amico della CIA Felix Leiter ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si rivela però molto più rischiosa del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso criminale armato di una nuova e pericolosa tecnologia.

Al cinema dal 30 settembre, il film di CARY JOJI FUKUNAGA con DANIEL CRAIG, RAMI MALEK, LÉA SEYDOUX, LASHANA LYNCH, BEN WHISHAW, NAOMIE HARRIS, JEFFREY WRIGHT, CHRISTOPH WALTZ, RALPH FIENNES. Soggetto di NEAL PURVIS & ROBERT WADE e CARY JOJI FUKUNAGA basato sui romanzi e le storie di James Bond scritti da Ian Fleming e sui 24 film di James Bond. Sceneggiatura di NEAL PURVIS, ROBERT WADE, CARY JOJI FUKUNAGA e PHOEBE WALLERBRIDGE. Scenografie di MARK TILDESLEY. Direttore della Fotografia LINUS SANDGREN. Montaggio ELLIOT GRAHAM, ACE TOM CROSS. Musiche di HANS ZIMMER con la canzone “No Time to Die” scritta da Billie Eilish e Finneas O’Connell. Arrangiamento orchestrale di Hans Zimmer con Johnny Marr alla chitarra.

No-Time-to-Die-characters

Daniel Craig torna per la quinta ed ultima volta, per portare a termine un percorso che ha   presentato al mondo un Bond nuovo e moderno. Nonostante tutta la sua eccellenza in vari campi, il Bond di Craig non è infallibile. Non è l’eroe del mito e della leggenda; ha molto da imparare. Bond è un eroe poliedrico, un uomo il cui successo è temperato da fallimenti occasionali. È un miscugliodi luce e oscurità; se pronuncia una frase concisa, è spesso avvolta dalla minaccia.
Il pubblico ha assistito a questo cambiamento. Ha visto Bond diventare un agente,guadagnarsi la licenza per uccidere, e pagarne il prezzo conseguente. È un solitario, eppure ha imparato ad aprirsi alle persone. Ha amato e ha perso. Ha perso Vesper Lynd. Ha perso M., e porta quelle ferite sotto gli occhi di tutti.
“Ho iniziato così con Casino”, inizia Craig. “È così che ho definito il modo di interpretare questo personaggio meraviglioso. Volevo che Bond sembrasse un assassino e che si comportasse come un assassino, perché lo è; è così che è stato scritto. Ma volevo darne una versione moderna”.
Il suo viaggio attraverso Casino Royale, Quantum Of Solace, Skyfall, Spectre e ora No Time To Die è stato costante. Hanno sempre dominato i grandi temi. E continuano anche in questa circostanza, più che mai.
“Sono sempre stato molto soddisfatto del modo in cui si sono sviluppati i film di 007 a cui ho preso parte”, aggiunge Craig. “Sono incentrati sulle relazioni, e su come queste lo hanno influenzato e gli hanno cambiato la vita. Che si tratti del villain o delle persone con cui lavora, questo film ha approfondito questo aspetto. E i temi più importanti sono l’amore e la fiducia”.
Questi temi ruotano attorno al rapporto di Bond con Madeleine, forgiato in Spectre tra le nevi dell’Austria e il caldo del Nord Africa, e la sua graduale volontà di riportare l’amore e la fiducia nella sua vita.
“Dopo il tradimento di Vesper Lynd in Casino Royale, Bond si è reso conto che la sua vulnerabilità non era compatibile con il lavoro che faceva”, osserva lo sceneggiatore Neal Purvis.
“Ecco perché all’indomani di Casino ha rifiutato l’amore e si è protetto dall’innamorarsi di un’altra donna”.
“Ma Madeleine, essendo la figlia di un assassino, è l’unica che può capire la vita che ha avuto. Quindi ripone la sua fiducia in lei, e questa è la cosa fondamentale per Bond. Amore e fiducia sono correlati, e lui si sta molto esponendo”.
Craig è d’accordo. “Vesper è stata un grande amore, e la sua tragica fine ha fatto sì che non si fidasse più di nessuno”, dice. “Ora è stanco, perché la maggior parte delle persone con cui ha avuto una relazione, muoiono. Quindi tende a chiudersi, ma in questo film penso che abbia un’altra possibilità”.
“Come in tutti i film di Bond, ovviamente anche in questo ci sono azione e avventura – ne abbiamo in abbondanza – ma per rendere credibile questo genere di film c’è bisogno di far vivere ai personaggi un viaggio emotivo soddisfacente. Quindi in No Time To Die c’è una storia d’amore, ma è davvero complicata e, si spera, affascinante da guardare”.
Mentre lasciava Spectre con Madeleine, Bond lasciava anche Londra. Il suo tempo con l’MI6 era volto al termine. Non voleva più mettere in pericolo una persona cara. Quindi si è ritirato.
Craig afferma: “Lasciare questo lavoro è la cosa più difficile, ma di fatto, viene trascinato di nuovo dentro”.
Bond non è fatto per una vita di ozio. “Dovrebbe essere felice di stare in pensione, eppure gli manca qualcosa”, afferma lo sceneggiatore Robert Wade. “Va a pesca, beve e prende il sole, ma ha bisogno d’altro”.
Dopotutto, è un uomo definito dall’azione e dall’impegno che ha preso con il mondo; “e in Giamaica non lo sta portando avanti”, aggiunge Neal Purvis, “quindi, quando si presentano nuovi problemi, è pronto a tornare in gioco”.
Una volta che Bond raccoglie il guanto di sfida, il cast di supporto della serie riemerge. “Ben Whishaw torna come Q, Ralph Fiennes come M, Rory Kinnear come Tanner e Naomie Harris torna come Moneypenny”, dice Craig, “e Bond viene riportato all’MI6, il mondo che si era lasciato alle spalle”.

Un tempo, i film di James Bond erano avventure separate, collegate tra loro da personaggi buoni o cattivi, fin quando la EON Productions ha voluto che la serie di Daniel Craig seguisse un unico arco narrativo. Quantum Of Solace (2008) si è svolto subito dopo Casino Royale (2006), che aveva tracciato l’inizio della carriera di Bond come agente doppio 0. Skyfall (2012) si è inserito nella serie per rivelare aspetti importanti della gioventù di Bond. Ora, il 25° film della serie di EON, No Time To Die, inizia all’indomani di Spectre (2015), che si è concluso con Bond (Craig) e Madeleine Swann (Léa Seydoux) che si allontanano a bordo dell’Aston Martin DB5. Quando Bond appare per la prima volta in No Time To Die, si trova con Madeleine a Matera, una città rocciosa dell’Italia meridionale. Secondo il produttore della serie Michael G. Wilson, la narrazione doveva ripartire dalla relazione tra Bond e Madeleine. “La domanda era: a che punto?”, dice.
La produttrice Barbara Broccoli spiega: “Il problema era come continuare a raccontare la storia d’amore ed esplorare i temi che sono diventati centrali nei film di Daniel Craig”. “In No Time To Die c’era una grande storia da definire, e molte questioni in sospeso da chiudere”, dice Craig.
Gli ultimi quattro film hanno toccato temi come i segreti, il tradimento e la fiducia che in questo capitolo spingono la narrazione verso la sua elettrizzante conclusione. Dopo la sofferenza per la perdita di Vesper Lynd (Eva Green) in Casino Royale, il suo rapporto altalenante con M e la MI6, e il dolore inflitto dalle rivelazioni impartite da Blofeld (Christoph Waltz), Bond si è preso un altro rischio, abbassando la guardia con Madeleine e dandosi un’altra possibilità di amare.
“L’impegno di Bond in una relazione, genera tante sfide emotive”, continua la Broccoli. “Quindi la fiducia è il tema principale di questo film; di conseguenza il tradimento è una parte importante della rottura dei suoi legami”. Sebbene si stia impegnando nella sua relazione con Madeleine, No Time To Die inizia con Bond che ha interrotto il suo rapporto più duraturo: il suo impiego nell’MI6. Il produttore associato Gregg Wilson osserva che il ritiro di Bond ha aperto ai filmmaker una nuova realtà.
“Abbiamo pensato a come sarebbe stata la vita di quest’uomo senza il suo lavoro quotidiano. Quando hai dedicato la tua vita ai servizi segreti, come Bond, qual è il retaggio che ti lasci dietro?”.
Per raccontare questa storia, i realizzatori si sono rivolti al visionario Cary Joji Fukunaga (Jane Eyre, Sin Nombre, True Detective), che si è unito al progetto dopo la separazione della produzione dal regista Danny Boyle. Michael G. Wilson e la Broccoli ammiravano da tempo il lavoro di Fukunaga sia come scrittore che come regista, e l’hanno incontrato per la prima volta a New York, poco dopo l’uscita di Spectre.
“In quell’occasione ci ha confessato che prima o poi gli sarebbe piaciuto fare un film di Bond”, spiega la Broccoli, “Così, quando Danny Boyle è uscito dal progetto lo ha contattato. Ed era disponibile! Ha apportato tutto il suo entusiasmo e la sua abilità di scrittore”.
Fukunaga è il primo americano a dirigere un film di James Bond. “Penso che tutti i film di Cary siano incredibili; è in grado di lavorare in qualsiasi genere”, spiega Michael G. Wilson, “ed è anche uno scrittore meraviglioso”.
“È fantastico nella caratterizzazione dei personaggi e con gli stessi attori, portando il suo lavoro ad alti livelli. È una persona molto internazionale: parla diverse lingue, viaggia molto ed è un po’ anticonformista. È giovane ed entusiasta, ed è visivamente straordinario. Cary riesce a rendere comprensibili cose molto complicate, che ben si adattano a ciò che volevamo da questa storia”.
Il primo approccio di Fukunaga alle storie di Bond è stato con 007 – Bersaglio mobile (A View To A Kill) del 1985, con protagonista Roger Moore. “Ricordo di aver amato il finale sul Golden Gate”, ricorda. “Sembrava che Bond fosse entrato nel mio mondo”.
Mentre la carriera di Fukunaga andava avanti come scrittore, produttore e regista, quei ricordi sono rimasti impressi nella sua mente, con la speranza di poter dirigere un giorno un film di Bond e, così come i produttori, Fukunaga era particolarmente entusiasta del viaggio emotivo di Bond dei film precedenti. “Dopo Casino, Quantum, Skyfall e Spectre, si ha una buona idea sulla storia del personaggio di Bond”, dice.
“Questo film arriva cinque anni dopo Spectre. Da allora il mondo è cambiato, quindi con i produttori e Daniel ci siamo confrontati su come rendere attuale il proseguo della narrazione, ed adattarlo all’universo di Bond, che in realtà è atemporale. Inoltre, volevamo apportare qualcosa di nuovo nella storia, ed onorare tutti i film di Bond in termini di leitmotiv e aspettative”.
La principale tra queste aspettative è l’avventura e il pericolo ad essa associato. “In ogni film di Bond ci sono dei pericoli”, aggiunge il regista. “Il protagonista si ritrova sempre a dover affrontare la cosa più spaventosa che si possa immaginare. E la partecipazione attiva di Daniel ha dato un valore aggiunto al personaggio”. “C’i sono complicazioni e danneggiamenti, ma anche la sua vulnerabilità che è stata insabbiata dal primo dei suoi film, quando Vesper Lynd muore. Il suo processo decisionale è fondamentale e mostra la sua ingegnosità così come i suoi difetti. Penso che la sua sia una storia davvero interessante”.
Con lo script che prendeva forma sotto la guida di Fukunaga e degli sceneggiatori di lunga data di Bond, Neal Purvis e Robert Wade, i produttori e Daniel Craig hanno arricchito il lavoro con dei contributi della scrittrice e attrice Phoebe Waller-Bridge (Fleabag, Killing Eve), che ha lasciato un tocco personale ai personaggi e alla storia, pur mantenendo ciò che la Broccoli descrive come “l’essenziale britannicità” di Bond.
“Phoebe ha avuto un grande impatto sulla sceneggiatura”, afferma la Broccoli. “Tutti gli autori hanno dato un contributo, e Cary ha cercato di incorporare il più possibile il lavoro di tutti. La storia è complicata ma è raccontata in modo molto comprensibile”, aggiunge. Dovendo No Time To Die riprendere la storia subito dopo gli eventi di Spectre, Fukunaga afferma che la prima parte del film “segue la luna di miele di Madeleine Swann e Bond, una volta andato in pensione”.
Ovviamente le cose non vanno sempre secondo i piani. “I due finiscono per prendere strade diverse”, continua Fukunaga. “Poi, lo ritroviamo cinque anni dopo, in un mondo cambiato, che è andato avanti parallelamente all’intero panorama politico”.
“C’è una minaccia in arrivo che coinvolge la SPECTRE ed altri elementi esterni, e Bond è nuovamente chiamato ad aiutare l’MI6 per impedire che un’arma distruttiva metta in pericolo il mondo intero. È una storia affascinante con personaggi brillanti, sia classici che nuovi”.

Condividi questo articolo!

Commenti chiusi